Il giardino come luogo-progetto per il futuro

Solo per oggi si può vedere nei cinema italiani del circuito Nexo Digital un bel documentario inglese (con sottotitoli in italiano) che racconta la interessante mostra  che si è svolta a Londra alla Royal Academy of Art: Painting the Modern Garden. Monet to Matisse.

La mostra e il documentario raccontano come, a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, il giardino è stato luogo sperimentale per molti pittori, dagli impressionisti alle avanguardie.

Luogo principale della narrazione è il famosissimo giardino di Claude Monet, Giverny, un “luogo-ritratto” dell’artista che nel tempo è diventato la sua opera d’arte forse più famosa.

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Il giardino, quello poeticamente più vero e ritratto maggiormente da Monet, ossia il laghetto di ninfee, è il nodo centrale del documentario, spazio dal quale partono tutti i ragionamenti sul giardino moderno, sul giardinaggio, sul colore e la luce che fiori, masse verdi, superfici specchianti e cieli profondi, e come sono poi trasformati in soggetti radicali e anticipatori,  immagini e pensieri capaci di influenzare gusti, estetiche, forme ed etiche.

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Il lavoro con la natura, quella coltivata, ben inteso, quella assecondata secondo le proprie dinamiche e trasformata in giardino, è il centro del ragionamento che parte da William Robinson per poi approdare a Gertrude Jekyll e arrivare alla passione di molti pittori, come Matisse, Bonnard, Renoir, Kandinskij, Pissarro, Sorolla, Nolde, Libermann, e Monet, naturalmente.

Si viaggia tra i loro giardini, le loro manie botaniche, tra dalie, rose, ortensie e ninfee; è raccontata la moda orientaleggiante, è descritta la passione per la ricerca di nuovi ibridi da parte di questi artisti, è delineata una storia del giardino moderno come luogo privilegiato nel quale il futuro ha possibilità di infinite espressioni.

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Il documentario ha poi come narratori d’eccezione i giardinieri di questi giardini, i paesaggisti, tra cui Dean Pearson, ma anche artisti contemporanei come Lachlan Goudie e Tania Koyats che ci fanno capire come il lavoro con la natura nel giardino è oggi una delle punte più alte della ricerca estetica-etica verso nuove ed espressive progettualità future capaci di influenzare tutte le altre arti.

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Un pensiero riguardo “Il giardino come luogo-progetto per il futuro

  1. Ho avuto il piacere di visitare la mostra e spero di vedere o recuperare il documentario.
    Mostra emozionante per la ricchezza dei quadri esposti provenienti spesso da collezioni private. Londra il luogo adatto per apprezzare per l’innato amore per il giardino. Difficile anche per i bravissimi allestitori ricreare dal vivo il desiderio di mettere le mani nella terra e non solo essere didatticamente esaurienti.
    Il contatto con la natura e con l’arte è magico ma passa anche dal lavoro duro e faticoso che spesso si sottovaluta.

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