Parchetto Feronia – dal seme al parco in una settimana

Parchetto Feronia - 28 ottobre 2013 (9)

Mi dispiace molto di non aver creduto da subito nel tavolo di lavoro del PICS (Public Identity and Common Space – Identità pubblica e spazio comune) di Pietralata, organizzato all’interno del Progetto di ricerca LUS (Living Urban Scape) condiviso tra l’Università di Roma Tre e lo IUAV di Venezia e finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca, che ha avuto come partner il Dipartimento di Architettura e il Master Arti Architettura Città dell’Università di Roma Tre, e per supporto il V Municipio e la Direzione Servizio Giardini di Roma.
Il fine del PICS è stato quello di cercare una nuova modalità di coordinazione per tenere assieme ricerca e territorio, con l’utilizzo di azioni dirette che possano portare la ricerca universitaria, quella teorica e progettuale, nella città. Ne è venuto fuori quella che Annalisa Metta, nel video in fondo all’articolo, chiama “ricercAzione”.
Nel Workshop PICS di parco Feronia a Pietralata, il primo in assoluto che inaugura questa felice forma di collaborazione tra università, amministrazione e comunità locale tutto sembra essere andato per il verso giusto, ma quello che sembra sia stato fondamentale è stato l’apporto dell’associazione presente già lanciata in un tentativo di generazione del parco, l’Associazione Culturale Feronia. I membri dell’associazione avevano da tempo iniziato ad appropriarsi ed a realizzare che quello spazio non edificato di fronte alle abitazioni era più di un semplice pezzo di terra, un parco potenziale.
Il primo passo del workshop, coordinato dal prof. Francesco Careri di Roma Tre, è avvenuto dal 2 al 5 aprile 2013, e si è concentrato, come prassi vuole nella progettazione, nella lettura e diagnosi del luogo, perché, come indica Annalisa Metta, prima di progettare e di agire, bisogna saper guardare. La corretta esecuzione della prima fase, che ha visto da subito coinvolti i cittadini anche nelle fasi decisionali sul progetto, ha poi portato rapidamente alla realizzazione del parco Feronia (avvenuta in meno di una settimana!), ottenuta con la formazione di piccoli punti chiave, generatori dei luoghi di nuova usufruizione del parco, che fino a quel momento poteva essere individuato come parco di nome, ma non di fatto.
Nonostante Francesco Careri, autore tra l’altro del fortunato libro Walkscapes. Camminare come pratica estetica, avesse già esperienza di simili iniziative, alcune delle quali hanno riscontrato un buon successo di partecipazione, mi dispiace di dire di essere stato scettico su tutta l’operazione sino a quando non ho potuto vedere e toccare con i miei occhi. Troppo spesso, nella capitale, molte azioni avviate per la riqualificazione degli spazi pubblici naufragano in un mare di chiacchiere prima di partire. Il successo del Parchetto Feronia indica, invece, che dove la comunità locale è già unita, attiva e consapevole su quello che desidera, è sufficiente lanciare un seme di entusiasmo attivato con poche energie ben spese, per inaugurare nuove fasi di creazione dello spazio pubblico, spazio condiviso, luogo per tutti e di tutti.
Le esperienze di giardini condivisi si stanno moltiplicando finalmente anche nel nostro paese e l’esperienza del PICS si colloca in cima a questo fenomeno collettivo di rigenerazione del paesaggio urbano, movimento spontaneo che non vuole attendere la messa in moto della lenta macchina burocratica amministrativa. Quest’ultima non solo impiega anni per attivarsi, ma lo fa anche calando progetti dall’alto che di solito non incontrando i bisogni dei cittadini locali, vengono rifiutati con la conseguenza di un rapido deperimento delle opere attuate.
Nel caso del Parchetto Feronia, l’amministrazione locale si è comportata in modo congruo: ha dapprima fortunatamente lasciato fare, per poi riconoscere la validità del lavoro svolto. Con sorpresa di tutti i partecipanti, studenti, professori e dell’associazione locale, il servizio giardini ha preso presto in carico la manutenzione del parco, senza nessuna pressione.
Per quanto riguarda la qualità estetica del parco lascio giudicare voi attraverso le immagini e spero, se vi siete incuriositi, che andiate a godere del parco personalmente almeno per qualche ora. Con pochissimo denaro ed il lavoro concentrato di qualche decina di persone, gli studenti del workshop più le persone che credono nel parco, si è dimostrato come sia possibile adottare una progettazione partecipata feconda concentrata, che ha permesso di restituire un vasto parco di quartiere all’uso quotidiano.
Piantare un seme per far germogliare un parco. E’ una operazione che fa poco rumore, ma che da grandi risultati.

Francesco Tonini

Nel video seguente Annalisa Metta parla del progetto LUS e dell’esperienza del PICS nel parchetto Feronia


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