“I Luoghi della S-Cultura, pause d’arte sul sentiero” – il dietro le quinte di Serena Tosti

luoghi della s-cultura (7)

Ci siamo già occupati del Corso di Scultura Ambientale della Accademia di Belle Arti di Roma e delle interazioni che può produrre attraverso percorsi misti tra scultura e natura, come quello di Castiglione di Palombara Sabina, origine di nuove e stimolanti percezioni del paesaggio. Ora, in occasione del prossimo evento organizzato dal corso che si svolgerà a settembre nel Parco Regionale Valle del Treja presso Calcata (VT), e del quale vi daremo notizia in tempo per essere presenti alla inaugurazione, pubblichiamo con piacere l’articolo della nostra collaboratrice Serena Tosti, che ha generosamente esplorato il dietro le quinte ovvero il work in progress della realizzazione delle opere che verranno esposte sulla strada di Ceciuli.
Vi lasciamo dunque all’articolo.

Francesco Tonini


i luoghi della s-cultura

di Serena Tosti – Laurea in Storia e Conservazione del Patrimonio Artistico

Come la semina gettata su un terreno fertile dà vita a un campo nuovo, allo stesso modo, la disponibilità di Enti pubblici e privati a collaborare con le realtà accademiche genera i “Sentieri d’Arte”, per valorizzare l’ambiente e fornire all’uomo una nuova lettura degli spazi pubblici naturali.
“I Luoghi della S-Cultura, pause d’arte sul sentiero”, è il percorso artistico che quest’anno dà un volto nuovo al primo tratto della strada Ceciuli nel Parco Regionale Valle del Treja, a Calcata (VT), posizionandovi le sculture in pietra locale realizzate dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma. È la stessa Istituzione infatti, a farsi promotrice di questa coraggiosa iniziativa, non più inviando i propri pupilli “ospiti” in simposi organizzati da Enti esterni, ma andando a cercare collaboratori con cui essere “co-padroni” di casa.
Il “Sentiero d’Arte” è tra i progetti di produzione artistica, richiesti, approvati e finanziati ogni anno dall’Accademia al Personale Docente, e la sua ideazione appartiene alla scultrice Oriana Impei nel ruolo di insegnante dei vari corsi di scultura; in realtà, ciò che propone la Docente oggi, nell’attività accademica romana, consolida quel dialogo tra arte e natura già aperto durante la sua pregressa esperienza accademica bolognese, con manifestazioni simili lungo l’Appennino tosco-emiliano (un esempio, il Sentiero d’Arte presso la cascata di Vidiciatico, a Lizzano in Belvedere, BO).
Con i suoi studenti della Capitale, la Docente ha già collaborato a diverse Rassegne, a partire dal 2006, come LegA’mi un segno nel Parco a Tivoli Terme (RM), “20eventi” artecontemporanea in Sabina a Rieti, un laboratorio esterno di interventi d’arte in Opera Bosco-Museo d’arte nella natura a Calcata (VT), alcune delle quali sono state anche riproposte negli anni.
Nel ruolo di referente per l’Accademia e direttore artistico, Oriana Impei conta già due Percorsi d’Arte, quello nel Giardino dei Cinque Sensi a Licenza (RM), nel 2011, e il Percorso d’Arte a Castiglione e Mostra Coesione a Palombara Sabina (RM), nel 2012. Una tipologia d’evento, di cui il Percorso d’Arte a Calcata fa parte, poco diffusa per la sua difficoltà organizzativa: bisogna unirvi lo svolgimento didattico, avere le attrezzature e soprattutto la collaborazione di Enti esterni, tra cui Comuni “capaci”, vale a dire disposti ad accogliere, contenere e custodire queste iniziative. È l’aspetto di un’Italia che, nonostante le ristrettezze economiche, non smette di riservare spazi di possibilità creativa per nuovi linguaggi di bellezza.
I Comuni coinvolti in questi ultimi progetti, oltre a suggerire possibili sponsor per la materia prima, si occupano di coprire i costi per la permanenza degli artisti sul proprio territorio e, a seconda dei casi, pure del trasporto del materiale lapideo. Indispensabile è anche la collaborazione con l’Ente Parco Regionale ospitante, che individua un sentiero naturalistico già predisposto all’evento, considerandone poi la vicinanza a un sito archeologico.
Gran parte del materiale utilizzato per il percorso artistico viterbese è estratto dalle cave di peperino di Bomarzo (VT), donato dallo sponsor Estrazione del Peperino; custodi già di una riuscita fusione tra scultura e natura, nata col cinquecentesco Parco dei mostri di Bomarzo, queste cave si offrono oggi come soggetto attivo per una continuazione ereditaria. Altro materiale impiegato proviene poi dalle cave laziali: tufo di Riano e travertino di Tivoli.
L’uso della pietra locale è uno dei capisaldi dei Sentieri d’Arte, non solo perché si afferma una continuità materica e cromatica con l’ambiente, ma anche perché permette l’adozione rigorosa della scultura a Km zero, essendo il trasporto lapideo tra gli elementi più dispendiosi di questi progetti.
Curiosando nei retroscena dell’Accademia di Belle Arti, mi sono trovata nello spazio recentemente riqualificato e restaurato dell’ex Mattatoio di Roma a Campo Boario, oggi nuova sede accademica. E oltre ad assistere, nei padiglioni, ad un’orchestrazione di allievi operanti nelle diverse tipologie scultoree, ho potuto godere in uno studio all’aperto di uno spaccato dal sapore rinascimentale: giovani scultori avvolti in nubi di peperino polverizzato; va da sé che rispetto alle antiche botteghe d’arte, la modernità affianca al picchettìo dello scalpello manuale anche i rumori degli attrezzi tecnologici, come il martello pneumatico applicato al compressore ad aria e una varietà di dischi meccanici (da taglio, abrasivi..).
Le “Pause d’Arte” sul sentiero di Calcata sono creazioni della stessa docente Oriana Impei, e di sei allievi provenienti da alcuni dei suoi corsi (scultura e scultura ambientale e Lapis Tiburtinus), quali: Bekim Fisti, Rafail Georgiev, Franca Ietto, Amedeo Porru, Chiara Santolamazza e Solmaz VilKachi. La loro partecipazione a questo Workshop è il tratto finale di un iter che li tiene impegnati dall’inizio dell’anno scolastico: dai vari progetti grafici proposti, l’elezione del disegno da realizzare plasticamente, la creazione di diversi bozzetti, prima in argilla e poi in gesso o cemento o resina, all’effetto definitivo del bozzetto in pietra e la realizzazione ultima dell’opera a grandezza reale. Tuttavia, per l’intensità del lavoro, approda a questa fase solo chi esula dalla didattica e dai quattro crediti formativi aggiunti sul piano di studi, ed è guidato, oltre che dal talento, anche da grande passione, capacità di applicazione e buona volontà.
In sito sono già visibili i disegni delle sculture in pietra, mentre le creazioni lapidee saranno terminate sul luogo nel mese di settembre durante un laboratorio aperto, per poi assumere la propria forma di “Sentiero d’Arte”.
Per ora, le opere “in cantiere” si trovano su una distesa di schegge di pietra.. chissà che in autunno, oltre a Pigmalione che scolpisce la sua scultura, troveremo anche l’amata Galatea prender vita.
Il programma della settimana a Calcata….

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