LE:NOTRE Rome Landscape Forum 2013 – Report 1: Jaap Lengkeek on Sustainable Tourism

report-1

In fondo all’articolo trovate il video della conferenza “Sustainable Tourism – Sustainable Meanings” (turismo sostenibile, significati sostenibili), tenuta in lingua inglese del prof. Jaap Lengkeek della Università olandese di Wageningen, durante il Landscape Forum di Roma del 2013 organizzato da LE:NOTRE. Chi non ha dimestichezza con l’inglese, può leggere le parole che seguono come resoconto sintetico sugli interessantissimi argomenti sostenuti dal professore, a cui seguono delle mie riflessioni personali sul paesaggio turistico italiano.

Gli architetti del paesaggio non sono mai stati attirati da progetti relativi a strutture turistiche. Le considerano come qualcosa di negativo e legato al consumismo, di cattivo gusto.
Ma di turismo ve ne sono molti tipi: quello di massa, l’agri-turismo, il turismo alternativo, l’eco-turismo ecc.
L’unico dato certo è che a livello mondiale il turismo sta crescendo. L’industria turistica sta facendo affari d’oro e sempre più turisti sono in giro per il mondo, aperto ora a mercati enormi di persone provenienti dalla Cina, India, Brasile, che prima entravano nei canali turistici molto meno.
La cosa buffa è che nessuno si sente turista quando viaggia e che tutti cercano di non sembrarlo….nel senso comune il turista è una figura da evitare od un elemento estraneo da spellare per il disturbo, un barbaro distruttore, insensibile ai luoghi che visita.
Altro dato incontrovertibile è che il turismo richiede modificazioni del paesaggio al fine di accomodare i turisti in strutture ricettive che soddisfino le loro aspettative. Il punto è: qual’è il limite massimo di modificazione ambientale accettabile, sostenibile insomma, al quale si può sottoporre un territorio, al fine di fornire una offerta turistica soddisfacente? Emblematico è il caso delle Cinque Terre, area di pregio paesaggistico e naturale della costa ovest, dilaniata ogni anno da orde di visitatori portati li da organizzazioni che chiedono strutture più grandi e con più posti per accontentare la forte richiesta turistica.
E’ necessario quindi che il turismo sostenibile, per essere in linea con lo sviluppo sostenibile sia ben definito.
Essenzialmente vi sono dei contesti specifici su cui lo sviluppo sostenibile agisce: ecologia, paesaggio, sistemi sociali, cultura, economia, ed anche sulla politica.
Gli effetti che lo sviluppo sostenibile ottiene sulla cultura e sui sistemi sociali ha a che fare con il modo con cui le persone vedono la realtà, con il significato che attribuiscono al mondo e su come dialogano con esso.
L’essenza del significato di uno spazio esteticamente valido e sostenibilmente sano, cambia con il tempo e da persona a persona, ma fa anche comprendere che esso definisce l’importanza dell’ecologia, la percezione del paesaggio, il valore dei sistemi sociali, e che legittima l’approccio ad una economia di durata.
Ma cosa vuol dire il significato…….
Lengkeek prende ad esempio un quadro di Van Gogh, il viale dei pioppi. Il quadro definisce il significato del viale di pioppi: è un viale d’uso che serve per indicare un cammino, un ingresso ad una casa agricola,e per proteggere dal sole.
Ora, nel luogo dove Van Gogh dipinse il quadro, che ha acquisito un significato forte proprio perché era il viale dove l’artista dipinse, vi è ora una casa, chiusa da un muro che non permette la vista attraverso. I nuovi proprietari si sono appropriati di questo spazio ed hanno modificato il significato del luogo, determinando una rottura tra questo e l’aspettativa dei turisti che vanno li in visita per scoprire il viale di Van Gogh.
A cosa porta questo discorso?
Porta a riflettere su di un fatto fondamentale per il territorio della nostra nazione. Quello che si sta generando, attraverso le modificazioni ai simboli, agli iconemi, all’uso ed alla forma del nostro paesaggio, è una rottura tra significati interni al nostro territorio, oramai acquisiti da una sorta di cultura mondiale generalizzata, ed il reale stato del paesaggio della nostra nazione, che contiene sempre meno la cultura, i segni, le modalità di vita che lo hanno generato. L’effetto di questo fenomeno ha già iniziato a produrre conseguenze insostenibili sul turismo e sulla sua filiera: un declino del suo valore e della sua economia.
Il territorio italiano ed il suo paesaggio non raccontano più come un tempo la nostra storia e rappresentano sempre meno le culture che hanno generato alcuni paesaggi peculiari ed unici. Quindi, cosa fare?
Abbiamo già evidenziato in altri articoli come il paesaggio non possa essere congelato: esso si modifica sotto l’azione incrociata dell’uomo e della natura. Ma è possibile governare la modificazione del paesaggio, rallentarla in alcuni luoghi, indirizzarla in altri. E come? Generando, dove non vi sono più, dove si stanno formando o dove sono deboli, nuove narrazioni che il turismo possa seguire. Creando nuovi messaggi e nuovi contenuti nel paesaggio, atti ad essere letti chiaramente dal turista ma anche da tutti, non si fa altro che generare altro turismo lungo linee narrative scelte, da distribuire secondo un piano di controllo che, con attenzione, potrebbe essere diretto verso una sostenibilità molto alta.
Un esempio attinente è quello della via Francigena, quasi scomparsa a causa del suo abbandono. Si stava rischiando di perdere per sempre il segno di essa nella storia, una fetta importante del passato e del turismo che ha animato la penisola per centinaia di anni. La generazione di nuovi strumenti di lettura della Francigena, ha permesso non solo di riportarla all’attenzione di un turismo culturale ed evoluto, ma ha anche permesso di arricchirla di nuove narrazioni, sostenute da strumenti tecnologici, che permettono una fruizione della storia senza precedenti.
Il lavoro sulla via Francigena e sulle strade del pellegrinaggio italiano è ancora lontano dall’essere soddisfacente, ma il lavoro portato da più persone che si interessano al tema del turismo storico sta portando alla possibilità di un turismo sostenibile, più variegato, che fa bene alle economie locali e che completa in modo molto più interessante l’offerta escursionistica del paesaggio italiano.
Il turismo è ghiotto di storie, raccontiamole con i media, attraverso gli smart-phones, strumenti al servizio della creatività. Si può ancora produrre qualcosa di sostenibile ed unico nella società del terzo millennio: racconti, storie, significati, cultura.
Focalizzare sui significati del paesaggio e non sui prodotti e sui servizi, auto-genererà servizi giustamente dimensionati e sostenibili.
Ma per creare nuovi significati per l’esplorazione del territorio non è sufficiente a ravvivare il turismo stanco offerto dagli operatori turistici: sono necessari esperimenti di nuove forme del paesaggio, di nuove tecnologie e media, ed il ricorso alle scienze sociali.
Per fare ciò c’è bisogno anche di Paesaggisti. Non è un caso che l’architetto paesaggista Bernard Lassus sia stato chiamato più volte per disegnare nuove forme di percezione concettuale del paesaggio a fine turistico o che Martì Franch Batlori sia stato coinvolto in processi di rigenerazione del paesaggio a seguito del grave danno ambientale causato da strutture turistiche su aree naturali.
La prima generazione di architetti del paesaggio italiani è pronta a dare il suo contributo nei processi turistici. Non faremo pentire della scelta, ne sono sicuro.

Francesco Tonini


Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...