Arti e horti / Ville&Casali Country Fair 2013 – Quando il Paesaggio fa il BIS-ness, di Cristiana Costanzo

DSCN0760

Report di un fine settimana fra arti e horti

Nonostante le temperature medie di questo maggio si aggirano intorno ai 12 gradi, questa primavera le manifestazioni e gli eventi legati alla progettazione del verde ed alla promozione del paesaggio pullulano come funghi in un già ricco sottobosco autunnale!

A distanza di una settimana dal Festival dell’Auditorium di Roma, di cui Paesaggiocritico si è già occupato, il nuovo “richiamo della foresta” viene dalla provincia di Viterbo per la prima edizione di Arti e horti / Ville&Casali Country Fair, in collaborazione con Antonella e Maria Rita Nori, proprietarie della Tenuta Valle Cento a Nepi, in località Settevene, ed il contributo tecnico di Mercury Italia Communication.

Tra il 24 e il 26 di maggio, mentre la tramontana soffiava quasi come avviso di un’estate ormai passata, e la pioggia batteva sui percorsi in terra battuta trasformandoli in guadi degni delle più suggestive sabbie-mobili, si svolgeva la prima mostra mercato del vivere country. Una manifestazione che, più per passione o più per mercato economico, ha raccolto numerosi espositori afferenti al mondo dell’artigianato e dei mestieri ed al mondo del vivaismo e delle produzioni agricole, che hanno gioco un sentita partita dialettica fra estro e manualità.

Ma l’attenzione di queste poche righe è in realtà, dedicata ad un’ulteriore lodevole iniziativa svoltasi all’interno della manifestazione: il concorso aperto ai professionisti del verde per le realizzazione del “Giardino dell’Albero”. La tenuta, difatti, è uno dei pochi lembi di querceto autoctono rimasto intatto dalla progressiva crescita urbana delle periferie e dalle trasformazioni del paesaggio agricolo che, pertanto, meritava un focus a lui tutto dedicato.

Al contempo gli organizzatori non hanno perso l’occasione di cercare di fare di questo tipo d’evento una vetrina costruttiva non solo per i più giovani professionisti, ma soprattutto per una professione, quella dell’architettura del paesaggio, ancora tutta da scoprire e da definire fra dimensione artistica e funzionalità.

La giuria del concorso, composta da Flavio Trinca, in qualità di progettista e socio AIAPP, Emanuele Von Normann, in qualità di architetto delegato dalla proprietà della Tenuta Valle Cento, Maria Rita Nori in rappresentanza della tenuta valle di Cento e di Arti e horti, Aldo Mazzolani, in qualità di Vice Direttore di Ville&Casali, e Fabio Masotta, in rappresentanza dell’AIAPP Sezione Lazio, Abruzzo, Molise e Sardegna, ha ritenuto idonei alla realizzazione fra tutti i progetti pervenuti 5 installazioni.

Eccole elencati così come ammesse dalla giuria stessa, che in questa fase ha dichiarato di ritenerle tutte vincitrici:

1
1. FREE ENTRY di Valeria Galasso e Katiuscia Ziguri con Edil Costruzioni,
Rappresentazione poco esaustiva; progetto originale; carenza di dati dimensionali e tecnico costruttivi.

2
2 QUEST’ALBERO HA STOFFA di Alice Camille Livinec
Malgrado il progetto non risulti originale, tuttavia l’effetto complessivo proposto è molto efficace, e di sicuro richiamo per i visitatori della fiera.

3
3 I DONI DELL’ALBERO di Francesco e Gianluca Diana con Traini Ecoservice
Il progetto ben esplicita l’assunto illustrato nella citazione di Bruno Munari. L’immagine proposta si addice ad una fruizione principalmente percettiva, anche se il progetto prevede l’interazione con il visitatore.

4
4 QUESTA STANZA NON HA PIU’ PARETI di Alessandra Bazzoni e Cristiana Costanzo
Progetto che ben interpreta la natura del luogo con un concept evocativo e di sicuro impatto (…) Il posizionamento del progetto, di per sé convincente, dovrà comunque essere concordato per evitare interferenze con la fruizione degli spazi fiera.

5
5 LABYRINTH di Cecilia Zamponi
Apprezzabile l’evocazione storica e simbolica rappresentata dall’albero e dalla sua centralità proposta nel progetto. Differenti materiali proposti per la realizzazione comportano risultati percettivi molto diversi (…)

E poi, ne è seguita la loro realizzazione, ad opera dei singoli progettisti ed eventuali aziende partner, ma sempre su esclusive risorse dei loro ideatori.

“Free entry” è l’unica installazione effimera che si è volutamente dichiarata come un giardino vero, a tutti gli effetti, con un ingresso/porta, che, invece, d’invitare il visitatore dentro casa, lo accompagna verso fuori, nel giardino stesso, lungo un percorso divertente e moderatamente colorato, fatto di oggetti, giochi ed elementi di arredo riciclati: un percorso di avvicinamento verso la sua quercia guida.

“Labyrinth” ed “I doni dell’Albero” snodano le loro caratteristiche materiche e costruttive oltre la funzionalità stretta di un luogo per la sosta, ma rimandano ad un concept legato all’albero come icona/simbolo, da un lato punto focale di un sistema concentrico di matrice storica, dall’altro figlio di un processo evolutivo degno dei più sapienti designer moderni.

“Questa stanza non ha più pareti” è stata concepita come uno spazio per la conoscenza e la percezione sensibile delle cose di cui è fatto il luogo di riferimento: una stanza “trasparente” che filtra la luce, il vento e la chioma degli alberi attraverso i suoi muri di reti riciclate. Dove la presenza umana trova un’altra misura e cambia scala di grandezza, ritmo e respiro, il luogo fisico non è una trama di edifici ed un intrigo di strade che costringono l’albero in forme potate ed ombre portate, ma si dilata nella dimensione e nella ricchezza di un grande territorio schiuso e indiviso: il querceto. Un breve percorso realizzato in tronchi di legno permette ai visitatori di attraversare sospeso questa trama metallica tra le fronde libere e di contemplare indisturbati la propria assenza.

“Quest’albero ha stoffa” riveste un unico esemplare di Quercus con scampoli di stoffe indiane, dai colori sgargianti e trame eccentriche, patch e tessiture – vagamente di rimando agricolo – che si dilatano, oltre i tronchi, in rivestimenti morbidi per il suolo limitrofo. Alcuni esemplari arbustivi fioriti fanno il verso ai tessuti utilizzati nel comporre una sorta di chelonge naturale all’ombra della chioma arborea.

Ed è proprio quest’ultima installazione ad aggiudicarsi il premio per la migliore realizzazione. A fronte di un giudizio iniziale di poca originalità, la giuria è rimasta coerente nel leggere in quest’opera, dall’estrosa ed iper-colorata concretizzazione, l’impatto più efficace sui visitatori della fiera.

Perché forse fra mondo creativo e processo funzionale vince ancora la creatività? E’ creatività, o eccessiva rivedibilità? L’unica cosa sicura e che ci sono molte strade possibili da percorrere per raggiungere l’immaginario collettivo di profani e non, per poi trasformarlo in un’occasione reale di fare paesaggio.

Cristiana Costanzo

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...