AlfaBeto Paesaggio #4 – contagio paesaggistico


Illustrazione di Federica Fruhwirth per Paesaggiocritico

“il paesaggio, come il clima, è una cosa interiore, per cui il grigio non deve per forza essere malinconico e il rosso allegro”

Theo Angelopoulos

Credo che questa frase sia bellissima nella sua sintesi e nella verità del concetto che esprime. Theo Angelopoulos è stato un regista di nazionalità greca particolarmente sensibile al paesaggio ed alle sue declinazioni cinematografiche. Ha tentato con molta caparbietà di trasmettere il senso dell’interiore della percezione del paesaggio attraverso il mezzo oggettivo, ed al tempo stesso soggettivo e magico, della macchina da presa.
In questa dichiarazione, che sembra sia stata fatta durante la prima di La sorgente del fiume, un suo film del 2004, si esprime in maniera chiara che la percezione del paesaggio è una questione personale: c’è chi odia i paesaggi glaciali per il freddo e chi li ama per il senso di vuoto che trasmettono, chi ama lo scenario di un mercato per il caos che vi regna e chi la odia per lo stesso motivo.
Quello che esce fuori da questa citazione è ancora una volta che il paesaggio non è la semplice sovrapposizione di oggetti e fenomeni reali che definiscono un territorio (orografia, vegetazione, fauna, manufatti umani, clima), cioè visione statica di uno scenario pittoresco da un belvedere (concetto caro agli uomini del secolo XVIII), ma è un concetto dinamico che cambia di momento in momento nello stesso luogo a seconda dello stato d’animo di ogni individuo, della sua cultura e delle sue esperienze precedenti. Circostanza meravigliosa questa perché può portare ad un fenomeno grandioso: non solo la percezione del paesaggio può cambiare in un individuo nel tempo (potremmo percorrere una strada per migliaia di volte e non accorgerci di nulla di particolare, poi leggiamo un libro appassionante che ne parla ed improvvisamente quella strada diventa un luogo pieno di significati, un paesaggio con un valore riconosciuto), ma soprattutto con la nostra percezione del paesaggio possiamo contagiare gli altri, trasmettendola con il nostro peculiare stato d’animo.
Insomma, il paesaggio può essere contagioso, purtroppo però, anche in senso negativo.

Quando si parla di paesaggio meglio essere chiari e partire da zero. La rubrica AlfaBeto Paesaggio tenterà di chiarire ogni dubbio e di rispondere al maggior numero di domande sul paesaggio con una frase, una citazione, ogni settimana.

Francesco Tonini

Annunci

Un pensiero riguardo “AlfaBeto Paesaggio #4 – contagio paesaggistico

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...