Nuova Fiumicino: parcheggi battono spazio pubblico 10 – 1

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Tante immagini e poche parole.
Negli ultimi dieci anni l’amministrazione di Fiumicino ha cercato una alternativa al declino economico dell’aeroporto Leonardo Da Vinci, che sino alla fine del millennio ha dato lavoro a moltissime persone del triangolo Fiumicino-Ostia-Roma, ma che ora va via via perdendo di importanza con la conseguenza della perdita di innumerevoli posti di lavoro e di una vera e propria fonte economica per il piccolo comune. Le alternative sono state le solite già viste politiche di consumo di suolo: Parco Leonardo, Le Vignole (Da Vinci), il nuovo porto commerciale (per il momento bloccato…per vicende poco chiare), l’allargamento dell’aeroporto (altra vicenda poco chiara….). Molte di queste operazioni sono state messe su con la spinta di uno dei più grandi palazzinari italiani, Caltagirone.
Da questa relazione stretta con l’imprenditore, l’amministrazione ha iniziato una politica di ristrutturazione del centro abitato: una nuova sede per il comune (progettato dall’architetto Alessandro Anselmi, bello e metafisico, ma con una grande piazza che purtroppo non serve a nessuno…..) nuovi quartieri residenziali, la riqualificazione della darsena (ancora in atto), una piazzetta di fronte al teatro Traiano in via del Serbatoio, qualche timido e molto pavimentato giardinetto interno alle nuove palazzine residenziali e tanti, tanti, tanti parcheggi. Parcheggi ovunque, nei posti più impensati ed inutili, ma forse fatti con il senno che poi, un giorno, si continuerà a tirare su palazzine.
Quello che manca sono dei veri nuovi spazi pubblici, intendo quelli dedicati alle persone, che nei nuovi piccoli comprensori di palazzine non troveranno più il clima paesano e socialmente dinamico della vecchia Fiumicino. Non credo basterà la passeggiata sul nuovo molo a salvare questo spirito di un tempo…..stiamo perdendo ancora una volta il contatto con la nostra cultura, solo perché non si fa lo sforzo di pensare un poco prima a quello che si fa. Tutto ha delle conseguenze.
Le foto delle decine dei parcheggi ve le risparmiamo, tanto sono tutti uguali.

Francesco Tonini

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4 pensieri riguardo “Nuova Fiumicino: parcheggi battono spazio pubblico 10 – 1

  1. Come sempre si erigono opere che non hanno una reale connessione con l’intorno. Belle da vedere, magari funzionali nel loro piccolo, ma rimangono li come delle cattedrali nel deserto (per via della loro monumentalità che si discosta dal resto).
    In questo discorso vi inserirei anche i parcheggi, oramai piaga del nostro tempo e della nostra penisola, o eccessivi, o totalmente assenti (vedasi l’acquisto quasi “obbligato” di box e posti auto).

    Credo che serva ” solamente” una pianificazione, un qualcosa che non rimanga sulla carta, ma che venga applicato ai nuovi progetti vista l’ormai continua edificazione.
    Basta allontanarsi di poco e rientrare nella realtà Romana per poter capire che si tirano su quartieri con comprensori nei comprensori…senza collegamenti con mezzi pubblici, forse anche perché si pensa che costruire a ridosso di una via consolare sia già di per se un ottimo collegamento. Per non parlare degli spazi pubblici di cui si tratta in questo articolo: 0 di 0. Perché come scrive lei, Francesco, il giardinetto del comprensorio non importa a nessuno, anche perché per la maggior parte dei casi son 4 alberi con un praticello (se ti dice bene) che in se e per se servono solo come ulteriore “caratteristica di pregio” della casa da acquistare.
    Noto che oramai per spazio pubblico le amministrazioni intendano appunto questi spazi ricavati tra una palazzina e l’altra, o aree giochi recintate come una gabbia in uno zoo…

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  2. Si Francesco, condivido in toto il tuo articolo, anche sulle perplessità, elegantemente dissimulate sul progetto di Anselmi. L’edificio in sé è molto interessante. Ma, come scrivevi, questa grande piazza, senza funzioni (neanche quella di ingresso perché è posto alle spalle dell’edificio), posta sulla via Portuense, arteria a grande scorrimento, lontano dal centro del paese, rendono il progetto incomprensibile in termini di progettazione urbana. Il tessuto edilizio è terra di nessuno, soprattutto nelle parti periferiche. La pedonalità è pressoché nulla. Per non parlare della ciclabilità (intendo con suoi percorsi specifici), che dovrebbe essere il primo obiettivo di comuni di queste dimensioni. Alcune strade, come via Coccia di Morto, hanno il triste primato per mattanza di persone.

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