Paesaggi filtrati – paesaggio fatto d’uomini – filtro 17: “gente di Capocotta” di Daniele Cametti Aspri

COPERTINA-Cametti-Aspri

“La coscienza di se si forma nello scambio con l’intorno (…) L’essere precede sempre l’avere.”
Maurizio Corrado da Atlante delle nature urbane.

Il litorale romano è uno dei paesaggi con variabilità stagionale più spiccata al mondo. Luogo per passeggiate romantiche per sette mesi all’anno e paesaggio di massa nei restanti cinque. Per paesaggio di massa si intende quello in cui le relazioni tra ambiente e uomo vengono portate all’estremo, con grave minaccia per la naturalità del luogo ma con grandissimo arricchimento delle sfumature e delle percezioni di quegli spazi. Se partiamo dall’assunto che l’uomo costituisce sempre il punto di vista del paesaggio e che, allo stesso tempo, ne sia l’artefice primario che influisce sulla sua evoluzione, le potenzialità del lavoro di Daniele Cametti Aspri (il punto di vista) ed il panorama umano sullo sfondo della spiaggia di Capocotta (coloro che modificano il paesaggio con il loro essere presenti, vivi ed attivi) divengono non solo infinite ma anche incredibilmente interessanti.
Daniele Cametti Aspri ha accettato di condividere, con il filtro 17 della rubrica Paesaggi Filtrati, le immagini degli uomini che popolano il litorale di Capocotta, consapevole probabilmente che quello che ha immortalato non sono solo i soggetti delle foto e la spiaggia, ma la stessa Roma e la sua cultura.
Il romano è solitamente una persona molto socievole, aperta agli scambi con gli altri ed anche orgogliosamente consapevole di se stesso. Tutte le persone catturate dall’obiettivo di Daniele Cametti Aspri non mettono in mostra unicamente la propria immagine di superficie, come potrebbe desumere chi non comprende il senso comune del modo di agire di chi è nato nella capitale, ma dimostrano la loro voglia di appartenere alle cose, di partecipare ad un gioco, di essere creature sociali che hanno bisogno del sole per mostrarsi al meglio della loro indole.
Del resto i romani “abitano” la spiaggia, la arredano con il loro corpo, la amano profondamente perché è il luogo che riesce a farli esprimere al meglio. Per chi vive nella città eterna nessun altro terreno demaniale è così pubblico come la spiaggia: sulla spiaggia ci si sente liberi di andare dove si vuole, di fare ombra dove conviene, di parlare con chi si desidera, in una piazza che facilita enormemente le relazioni, come dimostra anche la disponibilità delle molte persone che si sono fatte ritrarre da Daniele.
Questo lavoro contiene anche un messaggio, enormemente importante, contro la società dei consumi: le persone che vanno al mare sono felici, semplicemente per essere dentro all’ecosistema sociale della spiaggia, che non necessità dei bisogni effimeri creati dalla crescita economica che dividono e rendono schiavi.
Non si va al mare per stare da soli, ma per condividere la fonte di energia primaria, il sole, in compagnia. Daniele Cametti Aspri ha avuto la capacità di comunicarci l’essenza del paesaggio romano, paesaggio fatto di uomini, la più grande opera di land-art del mondo, ovvero l’Agorà.

“- Ma qual è la pietra che sostiene il ponte? – chiede Kublai Kan.
– Il ponte non è sostenuto da questa o quella pietra, – risponde Marco, – ma dalla linea dell’arco che esse formano.
Kublai Kan rimane silenzioso, riflettendo. Poi soggiunse: – Perché mi parli di pietre? E’ solo dell’arco che mi importa.
Polo risponde: – Senza pietre non c’è arco.”

Italo Calvino Le città invisibili

Francesco Tonini


Le fotografie sono consultabili nella galleria in fondo all’articolo.

GENTE DI CAPOCOTTA
Sin dai tempi dei tempi di Augusto Sindici, poeta romano dell’800, Capocotta, la spiaggia limitrofa alla Tenuta del Presidente, tra Ostia e Torvajanica, è sempre stata un simbolo della “romanità”.
Forte di una natura ancora preservata dall’urbanizzazione, ospita tutte le estati gente di ogni ceto ed estrazione, come se, in questo luogo ancora selvaggio, le differenze svanissero.
Una sorta di Spazioporto di Guerre Stellari, dove uno ad uno sfilano personaggi surreali ed emblematici, rappresentanti di diverse galassie lontane e di una società multiculturale.
Daniele Cametti Aspri approda al lido di Capocotta sette anni fa e subito lo fa diventare territorio di esplorazione socio-fotografica, luogo principe dove osservare e ritrarre l’umana diversità e sperimentare tecnica e passione fotografica sino ad arrivare alla sua sintesi in GENTE DI CAPOCOTTA.
C’è Il bagnino Enrico, guardiano delle masse di bagnanti; Il piccolo Leonardo, rappresentante della sua generazione di Nintendo-dipendenti; Antonio, l’imprenditore edile; Maradona e tutta la sua famiglia serbo-croata; Mohamed, il venditore di cappelli; Amir, quello di cocco; Giovanni, appena uscito di galera dopo 4 anni; e tanti altri colorati e surreali personaggi, tutti sotto il sole di Capocotta, spogliati delle loro differenze.

GENTE di CAPOCOTTA (ENG)
Since the times of Augusto Sindici, roman poet from 19th century, Capocotta, the beach next to the President’s estate, between Ostia and Torvajanica, has always been a symbol of the roman spirit.
Boasting a well preserved nature, it welcomes every summer people of every class, as if in this still wild place, social differences would vanish.
A sort of Star Wars spaceport, in which surreal and emblematic characters pass by, representing remote galaxies and a multicultural society.
Daniele Cametti Aspri lands in Capocotta’s Lido seven years ago and immediately chooses it as his territory of social-photographic exploration, place of choice in which to observe and portray human diversity and experiment photographic passion and technique up to arrive to his synthesis in GENTE DI CAPOCOTTA.
Lifeguard Enrico, guardian of the masses of bathers; young Leonardo, representative of a Nintendo-addicted generation; Antonio, the building contractor; Maradona and his serbo-croatian family; Mohamed, the hat seller; Amir, the coconut seller; Giovanni, just released from jail after 4 years; and many other coloured and surreal characters, all deprived of their differences under Capocotta’s sun.

Daniele Cametti Aspri BIO
Romano, classe 1968, approda alla fotografia con la nascita di suo figlio Leonardo. Editore di Acting News, la rivista di cinema per chi fa cinema, realizza da oltre 10 anni DVD e Blu Ray per le principali distribuzioni cinematografiche e trova nella fotografia la sintesi ultima del suo percorso nella comunicazione visiva. “ E’ stata la fotografia a salvarmi dalla solitudine della separazione da mio figlio. Era l’unico modo per poterlo avere sempre con me. Ogni foto che scatto è un ricordo del mio cuore e il mio cuore è la migliore macchina fotografica che ho mai avuto.”

Roman, 1968, starts photography with the birth of his son Leonardo. Editor of Acting News, a magazine about cinema for cinema makers,author of DVDs and Blu Rays for the main cinema distributors, finds in photography the ultimate synthesis of his path in visual communication. “Photography saved me from loneliness caused by the separation from my son Leo. It was the only way I had to stay with him. Every picture I take is a memory of my heart. My heart is my best camera.”

Collegamenti di Daniele Cametti Aspri:
danielecamettiaspri.zenfolio.com
fotomemo.com
actingnews.it
flickr
Facebook
Vimeo
Youtube

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