CONTROPAESAGGIO #3 – votate la vostra foto

Taranto - ILVA -
di Vito Bellino

Questa la foto che ha vinto il sondaggio dei lettori di CONTROPAESAGGIO #2. Su un totale di 12 voti la foto di Vito ne ha ricevuti 9.


Qui sotto trovate le foto inviate su Flickr per la terza competizione di CONTROPAESAGGIO. Ottenere foto significative e comunicative di paesaggi brutti e degradati, questo è lo scopo di contropaesaggio….. Potete votare in fondo all’articolo nel sondaggio. C’è tempo sino al prossimo mercoledì compreso per votare queste foto e caricare quelle del nuovo giro…..

Inviate le vostre foto, le aspettiamo. Ricordiamo che ogni settimana pubblicheremo in un articolo tutte le foto caricate nel gruppo e pubblicheremo la foto vincitrice del sondaggio precedente su questa pagina. Le foto devono essere caricate nel gruppo Flickr di Paesaggiocritico entro le ore 22:00 di ogni mercoledì. Nel gruppo potete caricare fino a 4 fotografie al mese.


_DSC2660
numero: #1
Autore: Giorgio Nunzio Cecca
Titolo: Territori occupati
Luogo: Andria


Solitudine
numero: #2
Autore: Lidia Zitara
Titolo: Ano natsu ichiban shizukana umi
Luogo: Locri (RC)
Attendo la fine dell’estate con un senso di infinita gratitudine per il sollievo dal caldo, ma inevitabilmente, di fronte allo smanetellamento dei “lidi” (che un tempo si chiamavano “rotonde”), non si può che essere colti da un senso di vuoto. I lidi in spiaggia sonocontinua a leggere su Flickr


CDN #3
numero: #3
Autore: Vito Bellino
Titolo: Centro Direzionale di Napoli
Luogo: Napoli


qualche-gru-ogni-tanto-bisogna-pur-vederla!
numero: #4
Autore: Francesco Tonini
Titolo: Gru e campagna romana
Luogo: Mezzocammino, Roma


Francesco Tonini

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6 pensieri riguardo “CONTROPAESAGGIO #3 – votate la vostra foto

  1. Non so che dirti, caro Vito. Eppure sono sicura che almeno in bicicletta ci vai anche tu. Ho abitato per anni vicino a Venezia e la “Mortedison” (così la chiamavamo) mi ha sempre terrorizzata al punto che ogni volta che passavo sul ponte che mi porta nella città dei Dogi, automaticamente volgevo il capo verso le abbandonate isolette sulla sinistra, sperando di vedere almeno una delle enormi pantegane che le abitano. Ultimamente invece l’ho guardata senza troppo panico, forse perchè i clamori si sono molto attenuati (negli anni 60/70 ho partecipato anch’io, insieme a un gruppo di artisti alle lotte e un po’ di documentazione ultimamente l’ho pure trovata tra le mie carte), ebbene ultimamente ho trovato che quel paesaggio là mi infastidiva di meno e anzi, lo avevo accettato e addirittura gli attribuivo una sua sinistra bellezza. Sarà, forse e anche, perchè sono nata in uno zuccherificio e da piccola ero molto affascinata dalla sua altissima ciminiera costruita con i mattoni… il discorso che volevo fare non riguarda tanto la “moralità” di certe installazioni che storicamente hanno avuto un peso per la nostra economia. Erano torri nel deserto, pugni nell’occhio certamente,ma avevano un loro rigore e un certo ordine, infatti, una volta smantellate dei loro elementi più cattivi e fermata la loro produzione, spesso sono state riciclate in altro. Per esempio, mi è spiaciuto molto quando ho saputo che vogliono smantellare completamente la dismessa centrale nucleare di Latina, che ormai nel nostro inconscio ha perduto quel valore là ed è rimasta solo una strana costruzione che ben dialoga con le rovine romane che distano pochi chilometri. Già che c’è, potrebbero trasformarla in un bellissimo museo o riutilizzarla in altro modo. Invece la distruggono e su, sicuramente, ci faranno una mega colata di cemento, villette a schiera, autless e chi più ne ha ne metta …
    A me, e parlo “solo” come amante del paesaggio, danno più fastidio gli stupri continui compiuti da tutti, l’inutilità del male, la tracotanza, la perdita di ogni atavica cultura, il senso della cura, la memoria. Mi danno dolore le pale eoliche disseminate sul territorio, il fotovoltaico a terra, la cementificazione violenta e selvaggia, i capannoni orrendi, le superstrade spesso inutili, le grandi opere buttate là con la scusa del progresso …
    Anche se poi, ogni volta che vengo a Napoli, mi domando chi sia stato quel genio che ha deciso di costruire la Bagnoli in uno dei luoghi più belli del mondo.
    Anche il tuo centro direzionale non è affatto male come capolavoro di stupidità. Spero di essermi fatta capire.
    Non ho votato perchè ero in viaggio e solo ieri ho visto le foto

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    1. Ciao Lucilla, con il tuo commento ora ho compreso ciò che intendevi. In effetti siamo a due diversi concetti di degrado. Uno funzionale però pensato e con una sua logica progettuale, l’altro inutile, selvaggio, cattivo (passami l’aggettivo). Ecco questo è odioso perchè non c’è un pensiero dietro che non sia la speculazione.
      Purtroppo la Calabria (che conosco bene) è forse la massima espressione di questa violenza. In Puglia invece, la nuova, massiccia violenza, è perpetrata con l’eolico sevaggio.
      Il CDN è il massimo della stupidità. Un bubbone estraneo nel cuore di Napoli.
      E lo noti ancor di più vevendolo e toccando con mano i suoi interni e che tradisce l’inciviltà.
      E’ Tokio? No è Napoli e lo vedi dalla violenza del degrado di ciò che doveva essere una fontana colorata.
      Ciao
      Vito

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  2. Ok Lucilla, potrei chiamarla allora ” la bella morte”. Di patriottica memoria, ma che sempre di morte si parla, del territorio o delle persone. Hai solo l’imbarazzo della scelta.
    Il bello del brutto poi è ovunque.
    Se ti piaceva, l’avrai votata. Altri no. Ciao
    Vito

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  3. Credo che i “votatori” delle foto si siano lasciati trasportare dall’onda ILVA e da motivazioni ecologiche, molto giustificate, ma non dall’idea del saccheggio del territorio truculento, ignorante, efferato, brutale,, ingiustificato e chi più ne ha ne metta, che Lidia Zitara ha perfettamente colto nella sua agghiacciante fotografia. Calabria. La fabbrica sul mare è terribile, ma è anche ben disegnata, ordinata e fa parte delle così dette “opere di ingegno industriale”. Un giorno, quando verrà dismessa (speriamo presto) diventerà un pezzo pregiato dell’archeologia industriale e apparterà alla storia di questo paese. E magari piacerà a tutti.
    Io senza dubbi avrei scelto la foto di Zitara.

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  4. Bella idea, però ti sei dimenticato degli scempi provocati dall’eolico industriale, dal fotovoltaico a terra, dai mega tralicci dell’alta tensione, dalle sottostazioni elettriche.
    un esempio lo trovi qui:

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