Paesaggi filtrati – paesaggio originario – filtro 14: “Places” di Luisa Carcavale

“Nullus locus sine Genius” (nessun luogo è senza un genio)

Non avevo percepito sin da subito la profondità della serie di fotografie, che Luisa Carcavale ci ha gentilmente inviato per la pubblicazione di questo articolo della rubrica Paesaggi Filtrati. Quello che mi colpì, appena le vidi, fu l’estrema pulizia delle immagini ed il personale controllo del colore, suggestivo direi. Quindi ho messo da parte le foto per qualche giorno in attesa di riguardarci dentro per scrivere l’introduzione che state leggendo. E quando le ho viste di nuovo, con attenzione, dentro vi ho trovato molto, molto di più.
In onore alla sintesi che permea tutto il lavoro di Luisa (come conferma basta che leggiate la brevissima biografia e l’enigmatica descrizione che ci ha fornito sul lavoro Places), metto giù d’un fiato quello che, secondo me, la serie di immagini rappresenta: una inconscia ricerca di proto-paesaggi.
Guardate le immagini. Luisa riesce ad arrivare all’essenza del paesaggio arcaico, quello originario del rapporto tra uomo ed ambiente, essenza primaria dell’agire umano sul territorio. In tutti gli scatti, anche quelli urbani, è possibile individuare le tracce di questo rapporto, nel tentativo di risalire alle radici della irrefrenabile caratteristica umana, delle prime tracce di colonizzazione, quelle che buttano le basi per l’habitat che genera il paesaggio.
Tutto il resto è a suffragio della ricerca. Il soggetto delle foto è semplice, chiaro, elementare ma allo stesso tempo raffinato. I colori usati per rendere le immagini sono primitivi, quasi viscerali, introiettati nell’anima più profonda. La composizione poi non lascia segni di dubbio, è diretta alla comunicazione di un messaggio univoco. Questo messaggio descrive l’avventura della specie umana, che agisce per lasciare segni permanenti sul territorio. Quegli stessi segni che generano il paesaggio oggettivo, quello che non ha bisogno di raffigurare l’uomo al suo interno per essere evidente e che non ha necessità alcuna di un punto di vista prospettico che ne guidi la percezione soggettiva.
Il progetto Places riesce dunque a svincolarsi dalle implicazioni del vedutismo e delle dottrine pittoriche del paesaggio, quelle che comportano il primato della rappresentazione a danno dell’esperienza del paesaggio. Places racconta l’attività umana nel paesaggio, testimoniata dalle tracce del suo generare, del suo costruire, del suo vivere, del suo essere.
Sembra che Luisa abbia ottemperato alla lezione di Rosario Assunto, che ci insegna come il paesaggio sia la risultante
dell’interazione di natura, cultura e storia. Considerazione che permette di superare l’atteggiamento per cui il soggetto pone il paesaggio di fronte a sé, senza coinvolgimento in esso. Nella ricerca di Luisa è manifesta la comunicazione da dentro il paesaggio, quella che chiama in causa molto di più che lo sguardo, ma l’essenza di un rapporto sin dai primordi.

Il paesaggio è parte inscindibile dell’avventura umana. Esiste non perché rivelato, ma perché frutto oggettivo delle vicende in cui siamo co-protagonisti.

Francesco Tonini


Le fotografie sono consultabili nella galleria in fondo all’articolo.

Places

Inciampo in luoghi percepiti, sembrano persi, abbandonati… e mi sento rapita.
Uno sguardo immaginario, oltre l’apparenza e dentro la luce.

Luisa Carcavale
breve biografia
Luisa Carcavale, nasce ad Eboli, ma la sua passione per la fotografia e la comunicazione visiva, la portano a Roma, dove si laurea e inizia a lavorare come Visual Graphic Designer e Fotografa. Ha esposto alcuni dei suoi progetti fotografici in diverse città tra Salerno , Roma e Milano.
Nel 2010 realizza un progetto fotografico internazionale, double image/double experience, coinvolgendo alcuni giovani artisti in diverse parti del mondo, creando una sorta di social network fotografico: lo scambio di rullini tesse la trama e il risultato è un’immagine ricca di esperienza .
Non ama quando le chiedono : “ che macchina fotografica usi?”, ma risponde :” ho una fotocamera per ogni fotografia”.

la pagina di Luisa Carcavale su FB
libro: DOUBLE IMAGE / DOUBLE EXPERIENCE

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