Prato Fiorito nel Municipio VIII – il vino come filtro tra città e campagna

Progettista: Dipartimento X – Politiche Ambientali ed Agricole (dir. Mirella Di Giovine), ora in carico al Dipartimento politiche di riqualificazione delle periferie

Luogo: Municipio VIII – Casilino, Roma

Committente: Comune di Roma

Superficie: 4 ettari circa

Anno: 2006

Fotografie: Francesco Tonini

Cosa ne pensiamo: Uno dei pochi parchi periferici di Roma con una logica ed una forma associata

 
La nostra visita al parco di Prato Fiorito risale oramai a più di un anno fa. Come potete vedere dalle fotografie, nella galleria in fondo all’articolo, gli alberi non sempreverdi erano spogli, ma il freddo non ci impedì di fare un rilassata passeggiata riscaldati da un tiepido solo primaverile.
Siamo entrati al parco attraverso l’accesso secondario di via Montelepre, un ingresso non facile da trovare a cui si arriva da via Borghesiana.
Il parco è situato nella omonima località di Prato Fiorito, alcuni chilometri fuori GRA, ma pur sempre nel Municipio VIII. Fu inaugurato nel 2006 in seguito a un felice progetto di inserimento di zone agricole in aree periurbane, avviato dal non più esistente Dipartimento X – Politiche Ambientali ed Agricole (i dipartimenti a Roma cambiano ogni nuova corrente politica….), allora diretto se non sbaglio, dall’arch. Mirella Di Giovine.
La realizzazione del parco non deve essere stata facile, data la notevole estensione di più di 4 ettari, che presenta a quanto ci è sembrato tre aree distinte: una parte formalmente meno caratterizzata dedicata al gioco ed allo sport verso l’ingresso di via Montelepre, la parte agricola con i vigneti, e la piazza-testata del parco, ben definita e di sicuro impatto.
I percorsi sono per lo più in sabbia, ben disegnati con curve morbide ed intervallati da aree di sosta che, se visti dall’alto, disegnano il fusto di una pianta con le foglie.
La zona dei vigneti, di circa un ettaro e con una produzione stimata in 10mila bottiglie/anno di buon vino IGT, è la chiave di tutto il progetto, specialmente per il richiamo sociale ed educativo che porta con se. L’agricoltura è una parte importante della nostra vita e del nostro passato ed un vitigno come questo, gestito da una cooperativa locale composta dai cittadini del quartiere, non può fare altro che aumentare la coesione sociale ricordando che la terra è di tutti e tutti possono trarne i frutti.
Una volta superato il vigneto, procedendo verso nord, ci si affaccia nella vasta piazza giardino. Qui il disegno progettuale si fa evidente per l’alternanza della pavimentazione con i percorsi in sabbia e per le panchine poste sotto filari di lecci, che rafforzano la predisposizione alla sosta ed alla socialità del luogo, che così può assolvere al ruolo di parco agricolo e piazza di quartiere allo stesso tempo.
Elemento importante, sfruttato ai fini progettuali per la creazione di tre piccoli bacini alimentati dalla raccolta delle acque meteoriche e dall’acqua delle fontanelle e utilizzati per la fitodepurazione delle acque, è la presenza del fosso di Prato Lungo che come descritto sul sito del Comune di Roma è “un piccolo corso d’acqua che sfocia nell’Aniene, particolarmente significativo per la rete ecologica in quanto si trova in stretta connessione con le aree del parco dell’ “Acqua Vergine”, creato a protezione delle sorgenti dell’acquedotto romano.”
Considerando che abbiamo visitato il parco a distanza di circa cinque anni dalla data di realizzazione, possiamo dire che si trovava in condizioni dignitose al momento della nostra passeggiata (marzo 2011). Vi sono da annotare delle mancanze in tal senso però:

– non abbiamo visto le rose che dovevano fare da filtro tra la piazza ed il vigneto, lasciando così vuote le strutture in acciaio su cui avrebbero dovuto arrampicarsi
– una delle vasche era fuori uso e con evidente presenza di sporcizia
– alcuni dei lecci sulla piazza erano morti, come ci fecero notare gli immancabili pensionati, sempre disponibili a due chiacchiere, che si trovano nei giardini pubblici al mattino.

Nel complesso un bel parco, ben disegnato, che parte da un concetto solido, quello della creazione di una comunità attraverso una agricoltura sana, in tutti i sensi.

Francesco Tonini

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2 pensieri riguardo “Prato Fiorito nel Municipio VIII – il vino come filtro tra città e campagna

  1. Non ho visto il parco, quindi critico solo quello che si vede dalle foto e forse non è molto corretto. Mi è piaciuta molto l’idea di mettere tanti alberi spoglianti e grandi cespugli disseminati nell’area, come sono belli i filari di vite che raccordano la città con la campagna, bella tutta la vegetazione ripariale mantenuta, belli i giochi dei bambini in legno grezzo. Peccato che i sostegni delle viti non siano di castagno, come facevano una volta e forse a ragion veduta (quelli di metallo, oltre a essere brutti ed estranianti, si scaldano molto in estate e d’inverno fanno l’effetto di cimitero americano per i caduti in guerra), magari, e sarebbe stato fantastico, con un cespuglio di rosa ad ogni capo fila, giusto per riprendere un’antica tradizione (le rose rendono le stesse malattie della vite, ma prima, quindi sono indicative dei trattamenti necessari), lo stesso dicasi per il futuro pergolato di rose sarmentose. Quei paletti di acciaio sono proprio brutti e danno un effetto igienizzante, meglio sarebbero stati i pali di castagno o addirittura di mattoni o di cemento, come è nella nostra tradizione. Che rose mettere? Forse la Blacteata, che da noi è sempreverde, ma se la gente ha paura delle spine, anche la Banksia o altro.
    Non mi piacciono questi percorsi squadratissimi (da architetto) bianchi. Perchè non fare i sentieri in traversine di legno? Poi quelle piazze enormi bianche da abbacinare (a Roma la luce è forte), buone solo per furiose partitelle a calcio, fastidiose per chi è seduto tranquillamente a leggere il giornale? Non so se è così per gli altri, ma a me quelle grandi piazze non rilassano, anzi mi danno ansia.
    Comunque il vero problema di questi luoghi è la manutenzione. Ci vorrebbero due giardinieri fissi sul luogo. Mica son tanti per quattro ettari di terreno!

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