Moving Design nel paesaggio urbano – Simone Capra di stARTT e le giovani possibilità del “design urbano” – RUFA, Rome University of Fine Arts

“(…) Si tratta spesso di opere omologate, senza colpi di scena eclatanti, senza sorprese, con una qualità media molto alta, (…) realizzazioni non particolarmente originali ma comunque impeccabili, (…) perfettamente rispondenti alle esigenze e richieste di una popolazione urbana che vuole riscoprire spazio pubblico e natura nei brevi ritagli di tempo di una vita troppo frenetica.”
Dal saggio Spazi aperti: un sistema strategico di Vincenzo Gioffrè tratto dal libro Paesaggi di città non città. Franco Zagari, quattro progetti di ricerca

Proponiamo oggi la quarta conferenza del ciclo Moving Design nel paesaggio urbano della RUFA, quella tenuta dal simpatico architetto Simone Capra lo scorso 22 maggio , e prima di lasciarvi al video noi ripreso, ricordiamo che oggi 05 giugno 2012 alle ore 17:00 vi sarà l’incontro con l’architetto e designer Alessandro Lenarda, presso la sede della RUFA in via Benaco 2.


Abbiamo citato lo studio stARTT proprio qualche giorno fa nel primo articolo relativo a Giardininterrazza 2012, e devo ammettere che ci sentiamo molto vicini ai tre professionisti che compongono lo studio: hanno età simile alla nostra, la loro attività di gruppo è iniziata più o meno nello stesso periodo in cui noi abbiamo fondato Garage Paesaggio e, dopo aver ascoltato e parlato con Simone Capra, ho capito che abbiamo seguito da subito percorsi professionali abbastanza simili. In più ci accomuna il fatto che come tutti i giovani studi professionali, siamo in balìa di cambiamenti economici radicali che stanno investendo la società ed anche l’attività degli studi di architettura e paesaggio.
Come dice Raffaella Gatti nel presentare Simone, lo studio stARTT ha compiuto un bel salto di popolarità grazie al bello ed apprezzato progetto Whatami, che ha letteralmente vestito il giardino del MAXXI per alcuni mesi permettendo ai visitatori di vivere, finalmente, gli spazi esterni poco accoglienti dell’edificio più costoso (in attesa che venga completata la falsa nuvola di Fucsas) nella storia recente di Roma. Come spiega nel video Simone, che ha giustamente dedicato molti minuti a parlare del progetto, è probabile che questo giardino effimero sia riuscito a vincere lo sgomento che il visitatore prova nel visitare gli irrisolti spazi esterni del museo, proponendo una interpretazione di utilizzo libero di spazio pubblico che è riuscito a dialogare, anche se contrapponendo colore e giovialità, con la scala monumentale dell’edificio.

Francesco Tonini


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