Regolamento del Verde per la Capitale – quando diverrà realtà?

Grazie all’attiva Lucilla siamo venuti a conoscenza della lettera (in fondo all’articolo) scritta da Respiro Verde (Legalberi) e Salviamo il paesaggio Roma e Provincia ed indirizzata al sindaco di Roma, Gianni Alemanno, riguardo l’urgenza della scrittura e attivazione di un Regolamento del Verde comunale. In realtà non si è mai capito se la capitale abbia o meno mai avuto un regolamento del verde, ma i risultati sono evidenti agli occhi di tutti: ogni anno migliaia di alberi vengono potati e mantenuti senza nessun criterio estetico e/o di salvaguardia delle alberature. Roma possiede alberi di inestimabile valore storico-culturale che non vengono protetti in alcun modo dall’aggressione fisica di persone ed automobili e dalla minaccia continua di inquinamento aereo, chimico ed acustico. Gli alberi e le piante in generale hanno quindi un doppio valore nella capitale d’Italia, storico ed ambientale e nessuno di questi viene valorizzato o perlomeno tutelato. Ne abbiamo parlato in occasione della conferenza sugli alberi monumentali organizzata lo scorso anno presso l’URP del Corpo Forestale. Ricordiamo inoltre questo bell’appuntamento il prossimo 11 maggio alle 17:00 sempre presso l’URP del Corpo Forestale.
Quello su cui vorrei però porre l’attenzione, è che non bisogna aspettarsi che una volta approvato il Regolamento del Verde, gli alberi saranno salvati definitivamente da un destino avverso e che la città diverrà ad un tratto bella e elegante. Credo vadano fatte tre considerazioni ovvie che è bene ricordare:

– Roma è una città enorme che non riesce nemmeno a salvaguardare il proprio patrimonio storico-archeologico. Parliamoci chiaro, qui non ci sono nemmeno i soldi per restaurare il più importante monumento al mondo, il Colosseo (alla lista andrebbero aggiunti almeno altri 50 monumenti nella lista dei più significativi della storia mondiale….), figuriamoci in che posizione di urgenza mettano la questione del verde pubblico gli amministratori comunali, esclusa la questione sicurezza. Di fatto gli alberi a Roma, per mancanza di soldi e di adeguata e preparata manodopera, il più delle volte vengono potati seguendo un unico criterio: quello della sicurezza.

Gli assessorati all’Ambiente (dove ha sede il Servizio Giardini) e quello alla Cultura non dialogano tra loro in maniera efficace. In pratica nelle parti più delicate della città, dove l’ambito archeologico dovrebbe essere coadiuvato in maniera più che armoniosa con la cura del verde al fine di valorizzare il paesaggio storico romano, gli interventi di manutenzione dei giardini non vengono coordinati con quelli destinati alla cura del patrimonio dei Beni Culturali. Il risultato? Brutta manutenzione in un ambito non valorizzato e grande figuraccia agli occhi del mondo.

– Roma può dotarsi di tutti i regolamenti e leggi del mondo, ma se il livello culturale medio del cittadino romano rimarrà sotto le scarpe, sarà difficile far comprendere la differenza tra una potatura corretta ed una sbagliata!
Diciamo la verità. Noi romani siamo arroganti ed ignoranti, ce ne freghiamo del passato e della storia, e viviamo di banali stereotipi legati alla mitizzazione dell’antica Roma. Un test veloce: quanti romani pensate sappiano dove si trovi Santa Maria in Cosmedin? Quanti hanno mai visitato villa Celimontana, villa Torlonia od il Giardino degli Aranci? Qui c’è bisogno di una vera diffusione culturale perché Roma è molto di più del triangolo Piazza del Popolo, Colosseo, Mole Adriana (già, bisogna scrivere Castel Sant’Angelo altrimenti non si capisce….), ed il paesaggio romano è molto di più che il Circo Massimo. Il paesaggio di Roma ha delle potenzialità infinite che vanno dal centro storico all’Agroromano lungo il suo biondo fiume, come dimostrato in questa tesi.

Francesco Tonini

Ecco la lettera


Salviamo il paesaggio Roma e Provincia

Signor Sindaco,

L’ennesimo scempio dello straordinario bene comune di una città che vanta molteplici varietà di essenze arboree è stato perpetrato recentemente nella storica Villa Pamphilij.
Cinquanta alberi ridotti a pali senza alcun motivo, forse perché Roma, anziché seguire l’esempio di altri comuni che decidono di dotarsi di norme che tengano alta la regolamentazione del patrimonio arboreo, è troppo preoccupata di estendere i suoi possedimenti in cemento …….

…..ecco la lettera spedita il 23 aprile 2012.

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20 pensieri riguardo “Regolamento del Verde per la Capitale – quando diverrà realtà?

  1. Sono un’abitante di viale Giulio Agricola e volevo complimentarmi con Anna Maria Bianchi e Anna Maria Turnaturi per i commenti esaustivi e ben formulati lasciati sopra.
    Mi chiedo però perchè il Dott. Milito non si sia sentito di replicare…. in fin dei conti son passati già due giorni.
    Non aggiungo altro al loro dire per non ripetere concetti simili.

    Ma ci terrei a dire al Dottore che, in riferimento a quando dice che “si deve fare in modo che le compensazioni ambientali siano assolutamente adeguate, perchè possono essere imperdibili occasioni di riqualificazione di aree in degrado”, bene…. spero che in futuro si preoccupi di riqualificare aree VERAMENTE in degrado!

    I nostri viali sono belli, verdi e rigogliosi (a parte la zona scempiata dalla vostra scelleratezza), tutt’altro che degradati.
    Il degrado c’è nella pulizia delle strade (non certo solo per le “deiezioni canine”, ma grazie alla cospicua collaborazione umana) e nel senso civico di chi ci amministra e decide arbitrariamente per noi!
    Ovviamente è solo un parere personale, non se la prenda.

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  2. Gentile Dott. Milito,

    sono contenta anch’io che sia stato chiarito una volta per tutte che lei, con un incarico di “Assistenza alla Direzione dei Lavori” nonché firmatario della Relazione Tecnica Agronomica del parcheggio in Viale Agricola, non si sia premurato di essere presente fin dal primo mattino di quel giorno di maggio del 2010, quando la ditta ha cominciato l’estirpazione sistematica dei platani, proseguita per varie ore fino a che non è arrivata a bloccare lo scempio la Forestale, chiamata dagli abitanti della strada.

    Tra l’altro: leggendo la sua relazione tecnica agronomica di viale Agricola si rileva, oltre al divieto di capitozzature – puntualmente disatteso – la sua raccomandazione di effettuare l’espianto a marzo, ( mentre invece è stato effettuato a metà maggio) e un certo fatalismo sulla possibilità che gli alberi potessero sopravvivere all’espianto, nonostante lei da tempo conoscesse (almeno spero) l’esistenza di tecniche di trapianto di grandi alberature in grado di garantirne con certezza la sopravvivenza (la invitiamo a leggere i relativi capitoli sul nostro libro “Non chiediamo la luna”). Se poi il suo ruolo non riveste una sufficiente autorevolezza per far sì che vengano messe in pratica le direttive che ha impartito, mi chiedo quali garanzie professionali sia in grado di fornire ai cittadini e con quale serenità possa accettare simili incarichi.

    Quanto al nostro uso della difesa degli alberi “come un pretesto per bloccare i cantieri” , dato che non ci sono mai stati moti di ribellione dei comitati stessi “contro certe potature che il Comune continua a fare dappertutto in modo del tutto errato e di cui abbiamo testimonianza su gran parte delle alberate cittadine”, il Dott. Milito prende due abbagli. Il primo: noi ad ogni potatura o abbattimento di alberi malati ci facciamo portatori delle istanze dei cittadini chiedendo spiegazioni agli uffici comunali. Ma ci sforziamo di non cavalcare i facili sospetti dei cittadini né di criminalizzare tutti i dipendenti della pubblica amministrazione, tra cui abbiamo incontrato molte persone competenti che svolgono il loro lavoro con serietà e passione. Noi appuriamo i fatti, prima di lanciare accuse. E se le lanciamo, lo facciamo con i nomi e i cognomi nelle sedi deputate. Altrimenti si fanno operazioni inutilmente diffamatorie.

    Il secondo: la sua posizione “nota a tutti” che trova naturale che si possano tranquillamente sacrificare alberature pluriennali che offrono un po’ di ombra, ossigeno e bellezza anche agli angoli di Roma più cementificati per fare spazio a qualche box privato, fortunatamente non è condivisa da noi ma neanche dall’ufficio giardini, che nel Regolamento del Verde Urbano prevede esplicitamente che venga aumentato lo strato di terreno sopra i parcheggi interrati per permettere l’impianto di alberature di prima grandezza. Fortunatamente è una delle prescrizioni che lei non ha “emendato”, probabilmente perché non trattate in quelle “4-5 riunioni dal 2009 in poi” a cui ha partecipato

    Un’ultima curiosità: cosa c’entrano le deiezioni canine con la strage dei platani di Viale Giulio Agricola? Fa parte della serie “usare il bazooka per colpire una mosca”?

    In ogni caso chiedo il permesso a Paesaggio critico di riportare sul nostro sito http://www.comitatinopup.it tutta la conversazione, per estendere il dibattito ai molti nostri comitati che hanno avuto modo di conoscere il Dott. Milito come “assistente alla direzione lavori” per le alberature dei parcheggi interrati di Via Como, via Fermi, Via dei Noci e Piazza Gentile da Fabriano, per dire i primi che mi vengono in mente.

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    1. Gentile Signora Missaglia, prima di tutto la devo correggere riguardo alla Sua ultima affermazione: non ho MAI avuto un incarico di “Assistente alla Direzione dei Lavori” per Via dei Noci e Piazza Gentile da Fabriano. Per Via dei Noci ho solo redatto la relazione agronomica, di Piazza Gentile da Fabriano non mi sono MAI occupato.
      Gli abbattimenti di Via Como hanno riguardato la messa in sicurezza dell’area e sono stati decisi da me su esplicita richiesta del Municipio e del Servizio Giardini: ho le fotografie di quei pini, le ho mostrate alla Forestale, erano alberi totalmente compromessi e irrecuperabili e ho ritenuto che fossero da abbattere dopo aver attentamente valutato la possibilità di metterli in sicurezza con le potature.
      Lei ha una vaga idea della strage di alberi che si sta perpetrando in questo periodo nelle zone di Roma dove non c’è Vincolo Paesaggistico, visto che non c’è più bisogno della Relazione Tecnica di un agronomo, né dell’istruttoria della apposita commissione?
      Per ritornare a Viale Giulio Agricola, io avevo dato puntuali indicazioni alla Ditta, scelta dal Concessionario e dal Direttore dei Lavori con l’unico criterio dell’economicità, raccomandando loro anche di dare inizio ai lavori con me presente in cantiere. La Ditta disattese totalmente le mie raccomandazioni, con i risultati che conosciamo. In ultimo le dico che ho chiuso qualsiasi rapporto professionale con il Direttore dei Lavori e con il proponente, non condividendo molte cose e preferendo rinunciare a incarichi parziali in condizioni non accettabili: le assicuro che tutto quello che è successo mi è costato molto sotto tutti gli aspetti.
      Riguardo la Sua facile ironia sul Regolamento del Verde, le posso solo dire che tutte le parole che questo contiene sono da me ben conosciute e condivise: sono anche sicuro che sia migliorabile e ho cercato di far inserire norme molto più vincolanti sulla qualità della progettazione in qualsiasi ambito, in particolare nei nuovi insediamenti edilizi e nei PUP, ma ho incontrato resistenze durissime.
      La mia posizione, del resto, è ben nota a chi mi conosce: resto convinto che il verde in città debba essere al servizio del cittadino, resto convinto che se un’opera è ritenuta strategica e importante per una città debba avere la precedenza sugli alberi, come avviene in tutte le città più belle d’Europa, a patto che la si accompagni a progetti di riqualificazione adeguati. Le dirò di più: tante volte ho proposto di realizzare le opere di riqualificazione PRIMA dell’opera, per consegnarle alla cittadinanza e dare il giusto segnale, ma anche questo sembra che sia troppo complicato….. Resto altresì convinto che la qualità della progettazione paesaggistica debba essere la più elevata possibile, con scelte di alberi, arbusti e tappeti erbosi adeguati al luogo, ma anche al livello di manutenzione che si potrà loro assicurare realisticamente negli anni: realizzare i Giardini di Babilonia e poi abbandonarli a loro stessi, come regolarmente succede a Roma, è uno spreco di denaro e di risorse! Realizzare giardini con alberetti che sono fuscelli è una presa in giro dei cittadini!
      Ma il punto è anche che il vostro Comitato ha contestato anche un progetto come quello di Via Enrico Fermi che, obiettivamente, mi sembra molto bello; Lei obietterà che sullo square centrale erano previsti solo arbusti e che gli alberi sarebbero stati messi solo sui marciapiede laterali al posto delle robinie ormai a “fine carriera”; ebbene, più volte abbiamo detto, la CAM e io, che si sarebbe potuto rivedere anche questo aspetto del progetto, per venire incontro alle vostre richieste, senza ottenere risposta!
      Intanto le auto continuano a parcheggiare, in totale spregio ai divieti di sosta, addosso ai tanto amati platani che portano sui loro fusti i chiari segni dell’amore dei cittadini e delle loro auto…… Pensiamo a quello che succederebbe se i Vigili Urbani iniziassero a elevare le giuste multe….. Parliamoci chiaro: ciò che preme è continuare a parcheggiare indiscriminatamente, altro che alberi!
      Durante l’ultima “Expoedilizia” alla Fiera di Roma ho avuto modo di parlare con i ricercatori del CNR di Bologna che mi hanno detto che dai loro studi emerge come le automobili in sosta all’aperto emettano sostanze estremamente inquinanti, pur a motore spento, come risultato dell’azione dei raggi solari sulle vernici; sull’inquinamento del paesaggio urbano credo nessuno abbia dubbi.
      Perchè allora le auto non dovrebbero finire sottoterra nei parcheggi? Se pensiamo che a Parigi si parcheggia anche sotto Notre Dame e gli Champs-Elysees…
      A Francesca dico solo che in 25 anni di professione ho riqualificato un bel po’ di posti a Roma, e non sto qui a farle l’elenco perchè non mi sembra il caso, ma soprattutto mi batto da sempre perchè i costruttori romani imparino a fare verde decente quando costruiscono, ma questa sembra una battaglia molto ardua nella nostra città…..

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      1. Io, invece, attendo ancora una risposta. Le ricordo, che le mie domande rispecchiano fedelmente quelle di qualche migliaio di cittadini, che chiedono giustizia per i propri platani.
        Anna Maria Turnaturi

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      2. Gentile Dott. Milito, purtroppo vedo che anche lei è affetto dal pregiudizio che accusa i cittadini di essere contrari ai Pup solo perchè vogliono parcheggiare gratis e selvaggiamente. Certo non è suo compito giudicare la pubblica utilità di un parcheggio, ma purtroppo se parla di Via Fermi mi tocca ripetere per l’ennesima volta che sotto l’UCI cinema c’è un megaparking sempre semideserto e non vedo come la realizzazione di un altro parcheggio dovrebbe modificare la situazione della sosta irregolare. Poi le sottopongo l’esempio di via Blaserna, che oltre ad essere un altro parcheggio inutilizzato a pochi metri da via Fermi, è anche un esempio (non posso dire “vivente” visto che i 18 alberelli sono tutti morti) del degrado portato dalle presunte riqualificazioni sopra i parhcgegi (sul nostro sito c’è una bella galleria fotografica di altri mirabili esempi). E non commento il progetto di “riqualificazione” di Via Fermi, senza più alberi nel viale e con una pensilina di plastica per fare ombra, spacciato pretenziosamente per una “rambla” o un “boulevard”. Comunque devo dire che apprezzo la disponibilità che dimostra nel continuare a rispondere. Ma le sue spiegazioni su Viale Agricola non mi convincono. Troppo comodo accollare la responsabilità alla ditta “che ha operato le scelte con criteri di economicità” : non si è trattato di uno scempio perpetrato al’improvviso e a sua insaputa, visto che lei era perfettamente cosciente che da tempo non venivano messe in pratica le sue prescrizioni sul periodo adatto ormai superato, sulla zollatura mai effettuata eccetera. E sarei veramente interessata a sapere l’elenco di tutti i Pup che ha seguito (mi scuso per l’imprecisione su Piazza Gentile da Fabriano). E continuo a domandarmi come si possa, facendo il suo lavoro e avendo a cuore il destino delle alberature cittadine, scrivere quello che lei ha scritto nella relazione agronomica di Via dei Noci, dove considera il probabile non attecchimento degli unici platani alti come case nel raggio di chilometri, un “danno collaterale” più che accettabile.
        E vorrei anche sapere come mai, dopo aver fatto una valutazione sicuramente competente dei danni creati da tante potature sbagliate, non abbia mai pensato di segnalarle a chi poteva prendere provvedimenti anziché spargere zizzania indiscriminata verso l’amministrazione su un blog frequentato da una nicchia di appassionati del verde. Aspetto l’elenco dei suoi lavori. Anna Maria Bianchi Missaglia portavoce del Coordinamento dei Comitati NO PUP

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  3. Salve, sono Anna Maria Turnaturi, presidente del Coordinamento Salviamo Giulio Agricola, costituito all’indomani dello scempio pepetrato sulle alberaturre dell’omonimo viale. Ho finalmente l’opportunità di confrontarmi con l’ormai famoso Dott. Agronomo Franco Milito, relatore di ben due relazioni tecniche sulle alberature di Viale G.Agricola. Mi trovo perfettamente d’accordo con la Sig.ra Bianchi quando afferma che a leggere l’accorata difesa del nuovo regolamento sul verde di Roma Capitale, sembrerebbe quasi che esistano ben due Dott. Milito. Vede, ho imparato a memoria le sue relazioni sul nostro viale e rimango allibita, anzi sono furiosa per le sue affermazioni. Le rinfresco la memoria citando la sua prima relazione risalente a marzo 2007, in base alla quale si è deciso di dare il nulla osta per la costruzione del pup (informo che il Servizio giardini inizialmente aveva dato parere negativo, in quanto per la realizzazione dei box si sarebbero dovute sacrificare troppe alberature).Lei rappresentava, con dovizia di particolari, tutte le fasi preliminari all’espianto e l’espianto stesso. Raccontava come le piante sarebbero state ingabbiate in una rete metallica in autunno e di come si sarebbero dovute nutrire e curare nei mesi del fermo vegetativo. Raccontava di come alla fine della successiva stagione invernale tali piante sarebbero state potate e di cosa non si doveva assolutamente fare “si precisa che non dovrà essere assolutamente effettuta una capitozzatura degli esemplari, metodo antiquato e non corretto”. Sappiamo tutti com’è finita. Alberi capitozzati e strappati dalla terra mediante escavatore-gru, e non solo, quando le piante erano troppo grandi, non riuscendo ad estirpare le cinquantenarie radici si provvedeva, mediante motosega, al loro taglio a ridosso del tronco. A nulla sono valse in quel momento le nostre proteste, e lei era presente Dott. Milito, abbiamo le foto di quando lei passeggia a pochi metri dagli operai armati di motosega!!! Ma la cosa più fastidiosa, e sarebbe onesto che lei rettifichi quanto detto sopra, è che lei non solo ammette la sua presenza nella relazione di maggio 2010, ma scrive:” si è ritenuto di poter procedere a un parziale trapianto,al fine di poter effettuare i sondaggi archeologici”, quindi? Chi lo ha ritenuto possibile? Lei? Continua dicendo “l’andamento climatico particolarmente fresco umido appariva ancora abbastanza favorevole”, e la zollatura? Quando era stata fatta? Mai!!! E come potevano essere espiantate, dunque quelle alberature? Prosegue dicendo: il terreno sottostante i platani si è rivelato essere costituito da pozzolana fine, il che ha comportato una grande difficoltà, in molti casi, l’impossibilità, di realizzare zolle di dimensioni adeguate”. Non avete portato via piante con le zolle, ma solo con radici completamente mutilate e con la completa assenza di radici capillari quelle che garantiscono il nutrimento e quindi l’attecchimento delle piante. E poi il finale:” la potatura “brutale” è stata necessaria al fine di equilibrare la chioma rispetto ad un apparato radicale ben più ridotto….”. Ma quale chioma?? Quale equilibratura??? Avete portato via solo dei tronchi, ormai utili solo come legna da ardere. E vede Dott. Milito, non temo di essere smentita, abbiamo centinaia di foto che testimoniano inequivocabilmente quanto affermo! Le chiedo gentilmente, solo per rispetto a quell’appellativo che precede il Dott. ovvero Agronomo, di chiedere scusa e di non offendere l’intelligenza altrui con le sue patetiche argomentazioni.
    Anna Maria Turnaturi

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  4. Grazie Franco…..nessuno mette in dubbio che attorno al Regolamento del Verde si sia lavorato sodo e 7 anni.Ma che appunto sembrano tanti,anzi oserei dire troppi! Il problema (come tu hai evidenziato) è che all’interno del servizio giardini non c’è più una strategia o una regia che faccia intendere se c’è qualcuno che si prende la responsabiltà (straordinaria e gravosa…) di gestire al meglio l’immenso patrimonio del verde di una città complicata e bella come Roma. Conosco i responsabili che lavorano all’ufficio alberate e non aggiungo altro…l’esempio che io cito spesso della lotta al famoso coleottero rosso è emblematico! Roma credo sia una delle pochissime città italiane dove non si è fatto assulutamente nulla…..si è solo aspettato che dilagasse per alzare bandiera bianca. Fra poco più di 5 anni il paesaggio urbano romano tornerà (per le palme) a essere quello della fine dell’800,anno in cui fecero capolino le prime Phoenix canariensis che appunto dopo poco più di 100 anni toglieranno il disturbo! Qualcuno dirà….meglio così,peccato però che i più grossi esperti palmologi che conosciamo sostengono che il rincoforo cambia velocemente tipologia di palma o pianta dove attaccare….indi per cui quando avrà pappato tutte le canariensis si tufferà sulle washingtonie e poi sulle altre! Insomma…. era per sottolineare che non c’è una regia,una strategia…come per le potature.Se come dici tu poi gli ultimi dottori agronomi e forestali che c’erano sono stati allontanati 2+2 fa 4 e si comincia a capire qualcosa….ed è in questo clima che si vuole approvare il famoso regolamento del verde? Bene….ma noi infatti diciamo quale? Quello che abbiamo visionato in questi mesi di 27 pagine ci è sembrato (volutamente) lacunoso e fumoso,certo rispetto al nulla è sicuramente meglio ma perchè a Roma ci dobbiamo sempre adattare,contentare,arrangiare?I lecci dentro la Presidenza del Consiglio al villino Algardi furono capitozzati (ricordo bene) su volere di Berlusconi per la visita di Putin circa 1 anno e mezzo fa….serviva il sole per il grande ricevimento. Una vergogna….molti di quei lecci ancora non si sono ripresi! Tra poco più di un mese ci sarà il corpus domini e sono già due anni che denunciamo ai vigili il fatto che il Vicariato fa inchiodare (non scherzo) i megafoni direttamente sui tronchi dei bellissimi platani di via Merulana e il X dipartimento lo viene a sapere sempre dopo….quest’anno cercheremo di stopparli prima!Ci dobbiamo rimboccare tutti le maniche….se vogliamo salvare il salvabile.

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  5. Caro Franco, grazie per queste così naturalmente fondamentali notizie, se me ne dai il permesso le riporto sulla pagina di Respiro Verde perché tutti i nostri amici capiscano veramente con CHE COSA abbiamo a che fare.
    I tempi sono questi e continueranno ad esserlo per lasciare mano libera a chi gli pare, si preferisce trattare malissimo il verde perché è “ingombrante, costoso e pericoloso”, non a tutelarlo per il benessere delle persone che ne sono le PROPRIETARIE. Quindi anche il regolamento originale su cui tu hai sudato sette camicie è stato capitozzato di 72 pagine su 100… Solo 28 pagine per tutto il verde di Roma ! Uno scartafaccio farsa, lo dico con cognizione di causa, leggendolo lo capisce anche un bambino. Quello vero è bellissimo, realistico e puntuale, mentre l’altro è a uso e consumo di costruttori di parcheggi interrati, organizzatori di grandi eventi nelle ville storiche, ditte appaltanti e subappaltanti di costruttori e ristrutturatori, vivaisti e manutentori del verde, i famosi capitozzatori, questi ultimi una vera congenie di veri finti professionisti. Cioè professionisti d’altro… del business.
    Per questo ci siamo come associazione e come persone, con una forte tendenza a dirlo a tutti, di questo immane scippo, finché non si approva l’indispensabile strumento a regola d’arte, che fra l’altro darà lavoro a un sacco di persone costrette dietro le quinte.
    E’ una delle cose per Roma che fa parte delle tante altre cose per Roma. Alla fine sto puzzle, ce la faremo a farlo quadrare ? Mobilità, rifiuti, acqua, parcheggi, sanità, energia, abitazioni, ecc ecc, benessere ?
    Grazie di esserci, e grazie di tutto il lavoro,
    Cristiana

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    1. Scusate, una piccola rettifica: la versione attuale, o meglio risalente a maggio 2011 e consistente di 25 pagine, è la versione cui ho lavorato personalmente dal 2009. La versione di oltre 100 pagine era quella precedente che ho personalmente emendato perchè appariva più come un “manuale del provetto giardiniere”: un regolamento deve essere snello, sintetico e di facile lettura, altrimenti rischia di rimanere in fondo ai cassetti anche dopo la sua adozione. Posso anche dirvi di aver tentato a più riprese di fissare i criteri della progettazione e realizzazione del verde con puntualità quasi maniacale, visto che parto dal presupposto che il verde debba avere dignità progettuale identica all’architettonico, se non superiore! Credo che in questo siamo tutti d’accordo, ma naturalmente ho trovato resistenze notevoli e quindi in diversi punti le norme sono state “smussate”.
      Tuttavia la prevista istituzione di un tavolo tecnico che riveda periodicamente il Regolamento potrebbe essere il mezzo attraverso cui far passare principi più stringenti; il problema vero, a mio parere, è che se mai passa il Regolamento, mai si inizia un percorso…..
      In quel periodo ho partecipato anche alla stesura del nuovo Regolamento Edilizio al IX Dipartimento e anche in quella sede mi sono preoccupato di fare inserire una serie di norme relative alla progettazione del verde, pensando che questo Regolamento avrebbe avuto un iter più veloce….. Ma nessuna notizia neanche da quel fronte, naturalmente!!!
      Temo che dovremo attendere una nuova Amministrazione e chissà se anche allora si riuscirà a ottenere qualcosa: io, nel frattempo, sia per compiti istituzionali ordinistici che per interesse professionale (stufo di vedere aree verdi progettate e realizzate in modo vergognoso), continuerò a sollecitare e vigilare, sperando di potervi comunicare qualche novità.
      Un’ultima annotazione riguarda i “vivaisti e manutentori del verde, i famosi capitozzatori” citati da Cristiana: non voglio difendere i veri vivaisti romani, ma guardate che i responsabili delle capitozzature non sono vivaisti! Si tratta di quella ristrettissima cerchia di Ditte che attualmente lavorano per il Comune, tra cui qualcuno si occupa di edilizia ma “pota” ugualmente, che di vivaistico non hanno nulla….
      E ancora: se qualcuno ne ha voglia, perchè non andate a scorrere i bandi di gara degli ultimi 3 anni? Cercate, cercate…..
      Un saluto a tutti

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      1. Sono d’accordo che il regolamento deve essere di facile lettura, ma se colui che deve sottostare alle regole non le conosce, allora ben venga lo stile “manuale dell’intelligente e competente curatore e manutentore del verde, pubblico e privato”. Diciamo che non sono andata all’accademia delle piante però ci sono stata talmente tanto insieme che non mi riesce difficile capire alcune cose elementari, e siccome la passione non è richiesta alla ditta, le regole sono fondamentali.
        Tu stesso, Franco, hai parlato di resistenze, poveri noi !
        Siamo nel Paese dove si deroga a tutto, dove si compiono scempi molto gravi in barba a tutte le leggi, figuriamoci che gli importa di “quattro piante”, importa solo nel caso si trasformino in denaro.
        Con il nostro gruppo di lavoro abbiamo “gustato” vari regolamenti del verde, Varese, Firenze, Bologna, Torino, Viareggio, ecc ecc, quello di Roma non sembra all’altezza, senza nulla togliere all’enorme lavoro fatto e non credo sia un buon metodo quello di volerlo approvare così come è pur di averlo, perché dobbiamo sempre fare ad accontentarci ? E perché non dovremmo averlo iper super eccezionale, ci sarà un motivo se si continua a traccheggiare, per poi rimanere con un palmo di naso, con uno strumento blando. Capisco benissimo il concetto espresso da Franco, approviamolo e cominciamo un percorso, ma se già si sa di cosa è fatto il percorso perché bisogna ripercorrerlo per stabilire cose assolutamente note ! Ma insomma, che che cosa ha Roma che non va : tutto è approssimativo, impossibile, farsesco, frustrante.
        Mi scuso se ho messo i vivaisti accanto ai manutentori, e di faccio tesoro delle informazioni e dei suggerimenti di Franco, grazie !
        Cristiana

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      2. Leggendo i due interventi firmati dal Dott. Franco Milito ci è venuto il dubbio che in realtà ci siano due agronomi a nome Milito che operano nel Comune di Roma e segnaliamo prontamente al gentile partecipante al blog che dice che la capitozzatura “semplicemente all’estero non si usa più perchè è un atto criminale!!”, che ci risulta che il suo omonimo fosse l’agronomo alle dipendenze della ditta titolare del parcheggio di Viale Giulio Agricola, e che abbia addirittura presenziato alla cruenta capitozzatura dei platani avvenuta a maggio di due anni fa, platani che dovevano essere espiantati e invece sono stati decapitati e letteralmente strappati dal suolo praticamente privi di zolla (infatti sono poi tutti morti). Uno scempio fortunatamente rimasto a metà, grazie alla spontanea sollevazione popolare che ha impedito che venissero distrutti tutti gli alberi del viale.. (> guarda le foto e il video caricato da un cittadino su youtube http://www.comitatinopup.it/index.php?section=938). A questo punto ci uniamo al Milito nell’auspicare che il Regolamento del verde urbano venga adottato al più presto,e che non si ripetano più altri simili spiacevoli episodi. (una curiosità: a quante riunioni ha partecipato Milito in questi 7 anni di faticosa gestazione del Regolamento del Verde?) Anna Maria Bianchi, portavoce del Coordinamento dei Comitati NO PUP

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        1. Gentile Anna Maria Bianchi,
          replico volentieri al Suo rilievo per chiarire una volta per tutte cosa è successo a Viale Giulio Agricola: il massacro dei platani non è stato perpetrato dal sottoscritto che aveva un incarico di “Assistenza alla Direzione dei Lavori”, ma da una Ditta incaricata dal concessionario che, prima che io arrivassi in cantiere quella mattina, aveva già massacrato i platani di cui Lei parla. Quando io sono arrivato in cantiere ho solo potuto constatare i danni che erano già stati fatti, ho cercato di parlare con il Direttore dei Lavori che si trovava in quei giorni negli Stati Uniti e ho solo potuto cercare di limitare i danni, anche perchè mi è stato chiaramente detto che non si potevano interrompere i lavori! Posso dimostrare quanto dico, perchè conservo ancora gli sms scambiati…. Consideri che pochi giorni prima, nel corso di una riunione con la Ditta, avevo detto chiaramente cosa si doveva e NON si doveva fare, ma naturalmente le mie parole sono cadute nel vuoto e la Ditta, sulla cui capacità non mi esprimo, ha combinato il resto.
          Per quanto riguarda le riunioni per il Regolamento del Verde, non ne ricordo il numero esatto ma credo di aver partecipato ad almeno 4-5 riunioni dal 2009 in poi.
          La mia personale posizione rispetto ai PUP, poi, credo che sia nota a tutti: se si ritiene che i parcheggi siano opere importanti per la città (io credo che lo siano), allora si devono realizzare e gli alberi non possono diventare un ostacolo, ma si deve fare in modo che le compensazioni ambientali siano assolutamente adeguate, perchè possono essere imperdibili occasioni di riqualificazione di aree in degrado.
          Se la Signora Bianchi ha fatto due passi lungo le aiuole di Viale Giulio Agricola, piene di deiezioni canine e quant’altro, capisce a cosa mi riferisco….
          Trovo, tra l’altro, che i comitati abbiano utilizzato gli alberi solo come un pretesto per bloccare i cantieri, anche perchè non ho MAI constatato moti di ribellione dei comitati stessi contro certe potature che il Comune continua a fare dappertutto in modo del tutto errato e di cui abbiamo testimonianza su gran parte delle alberate cittadine.
          Proprio per battermi contro la gestione del verde a Roma mi sono attirato un bel po’ di “simpatie”…..

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  6. Sono Franco Milito, Consigliere dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali di Roma.
    Avendo seguito in prima persona la stesura e l’iter burocratico del Regolamento del Verde, posso aggiornarvi sulla situazione e darvi anche qualche altra informazione che forse troverete interessante.
    Il Regolamento del Verde nella sua stesura attuale è il risultato di 7 (sette, avete capito bene) anni di incontri, trattative, rivisitazioni, modifiche, stesure ex novo o quasi, insomma un lavoro lunghissimo. Attualmente mi risulta sia stato inviato a tutti i Municipi per avere un parere condiviso, ufficialmente, secondo me solo per allungarne ulteriormente i tempi di approvazione perchè evidentemente a qualcuno (non necessariamente soggetto politico) dà molto fastidio.
    Il Regolamento, dopo lunga trattativa, fissa i criteri della progettazione e gestione del verde, i criteri di potatura degli alberi, le autorizzazioni per l’abbattimento di alberi anche in zone non sottoposte a vincolo paesaggistico, dove ora, è bene che si sappia, si può abbattere senza autorizzazione e in modo indiscriminato.
    Evidentemente queste norme non piacciono troppo, se dopo 7 anni e in maniera perfettamente bipartisan (3 anni di amministrazione Veltroni e 4 di Alemanno) ancora non se ne viene a capo.
    Ma, tanto perchè lo sappiate visto che avete parlato delle potature scandalose che vengono ancora perpetrate a Roma, considerate che nell’Ufficio che si occupa delle alberate, non c’è mai stato da anni nemmeno un Dottore Agronomo o Forestale e non entro in particolari sulla preparazione accademica dei dirigenti e funzionari. Negli altri uffici del Servizio Giardini i 3 Dottori Agronomi e Forestali che c’erano fino a qualche mese fa sono stati misteriosamente destinati a uffici periferici (Ufficio Tevere e Litorale e altri).
    Il Direttore del Servizio, poi, da anni è un laureato in Giurisprudenza….
    Non c’è molto da stupirsi, quindi, se le potature sono quello che sono.
    Visto che qualcuno ha citato anche Villa Pamphilj, sarebbe molto istruttivo osservare le potature che sono state fatte dentro la proprietà della Presidenza del Consiglio del Villino dell’Algardi: lì i lecci sono stati potati in modo ben peggiore rispetto a quello che mostra la foto in alto……
    A proposito, la capitozzatura non è più costosa, anzi: semplicemente all’estero non si usa più perchè è un atto criminale!!!
    A presto

    Franco

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      1. Certamente, Francesco, lo farò volentieri, ma non sono molto ottimista sui tempi, come avrai capito. Comunque continuo sempre a seguirvi volentieri e apprezzo molto il lavoro che fate.

        Franco

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  7. Grazie ! Bellissimo scritto Francesco, sintonico !
    Sono Cristiana Mancinelli, referente per il forum Salviamo il paesaggio Roma e Provincia.
    Così è ancor più perfetto, corrisponde a un nostro precedente comunicato stampa di qualche giorno fa che introduce proprio così… e aumenta l’aspettativa !
    Grazie soprattutto per la vostra condivisione.
    Entro domenica sera/lunedì mattina sarà sul vostro desk.
    Devo inviare a un Indirizzo in particolare ?
    Qui l’indirizzo del comitato locale Roma e Provincia
    salviamoilpaesaggio.roma.prov@gmail.com,
    per il log a questo commento, il mio.
    A presto !
    Cristiana

    ps Se desiderate aderire, aggiungeremo Paesaggio Critico

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  8. sottoscrivo in pieno tutto ciò che avete scritto : i parchi storici di Roma,nessuno escluso,patrimonio non solo dei cittadini romani,ma di tutto il mondo, versano in gravissime condizioni di vita sottolineando il degrado culturale della città e la mancanza di responsabilità nei confronti delle generazioni future che,se non verrà attuato presto un serio programma di cura e manutenzione , probabilmente non potranno più goderne. La capitozzatura,inoltre, pratica di potatura riconosciuta inaccettabile dall’ISA, non viene più usata da molti paesi più progrediti e attenti del nostro perchè è costosa,rende gli alberi pericolosi,malati e brutti

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  9. Chiamati in causa…..sono il presidente di Respiro Verde LegAlberi e membro di Salviamo il Paesaggio e sono francamente dispiaciuto e sorpreso di come questa lettera sia potuta arrivare a essere pubblicata addirittura prima di essere spedita? Potenze della natura? La lettera (ancora in bozza) in effetti è ancora da rifinire e cosa importante non è stata ancora spedita a nessuno degli interlocutori che ci eravamo proposti di coinvolgere! Vi pregherei quindi gentilmente di toglierla…

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    1. Salve Massimo, perdonateci. Dal momento che ci è arrivata pensavamo fosse stata spedita. Lasciamo solo l’introduzione per non vanificare l’articolo ed appena spedita, vi preghiamo di farci avere la versione definitiva.

      Francesco

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