PUP a Roma, è davvero una risposta al degrado? – il caso di via Guglielmo degli Ubertini al Pigneto

Ci siamo già occupati un paio di volte di progetti di spazi pubblici provenienti da finanziamenti privati attivati attraverso lo strumento del PUP (Piano Urbano Parcheggi), come nel caso del gradevole Largo Agosta e della piccola piazza Eugenio Biffi. Quando si parla del PUP bisogna pesare bene le parole perché la loro realizzazione tocca molti interessi privati contrastanti, sia a favore che contro la loro realizzazione.
Personalmente non sono affatto contrario al PUP: è uno strumento e come ogni strumento è chi lo utilizza che può farlo in modo giusto o sbagliato. Dal 2006, anno di attivazione del PUP nella capitale, si sono venute a creare delle condizioni favorevoli alla realizzazione di tanti desiderati spazi pubblici locali, prima occupati dalla sosta aggressiva di autisti maleducati. I romani sono tanti, le automobili sono troppe, e l’idea di creare parcheggi interrati, invisibili insomma, da concedere in gestione a ditte private in cambio della realizzazione di opere pubbliche, sembrava proprio una ottima idea. Lo è ancora? Noi crediamo di si. Innanzitutto siamo sicuri che una città i cui profili dei palazzi possano essere liberi dalla sagoma e dell’ingombro delle automobili, sia molto più bella. Avete mai notato quanto sono rilassanti le strade senza auto parcheggiate? Sembra tutto più disteso….come le rimpiante immagini di una Roma sognante di inizio ‘900.
Chiaro che bisogna stare attenti alle speculazioni. Ovunque vi è possibilità di ottenere ciccia si avvicinano gli avvoltoi….. In più casi a contrastare la realizzazione dei parcheggi del PUP si sono messi i cittadini, adducendo motivazioni di ogni tipo (moriranno tutti gli alberi, non sapremo più dove parcheggiare, chi me li da i soldi per comprare un box, ecc.), ma a volte si tratta solo di scuse che tentano di nascondere una scomoda verità: il romano ama l’auto più della propria città, e vuole parcheggiarla dove vuole, anche sul marciapiede, in ogni momento e gratuitamente. Peccato che occupare solo pubblico con un mezzo privato sia il massimo dell’egoistico ed antidemocratico.
Certo, per fare in modo che l’operazione legata alla realizzazione di un parcheggio sotterraneo sia fruttuosa per tutti è bene però seguire delle regole, anzi è bene far rispettare delle regole. Sinteticamente, l’area in superficie prima occupata dalle automobili va sgomberata in buona parte, va ri-progettata e realizzata con i finanziamenti a scomputo perché diventi esteticamente gradevole e consona all’utilizzo pubblico pedonale, ed infine va garantito che il numero di posti auto creati sia essere sufficiente ad “Avere una percentuale all’incirca pari di parcheggi in vendita e di parcheggi a rotazione oraria”, come indicato sul sito www.propuproma.com.
Se ora andiamo a verificare il rispetto di queste regole nelle immagini del sottile giardino realizzato sopra al parcheggio di via Guglielmo degli Ubertini, purtroppo possiamo constatare che l’obiettivo, almeno in questo caso, non sembra essere stato raggiunto pienamente. Come è possibile constatare, la strada è piena di automobili ed il giardino non sembra ne adatto alla sosta, ne ad una passeggiata rilassante. In più la qualità delle specie vegetali è proprio poca cosa, un paio di filari di alberi (sembrano dei Prunus) e la tanta inutile erba che piace ai poveri di immaginazione. Abbiamo cercato il nome del progettista del giardino, ma non siamo riusciti a trovarlo, e quando non lo si trova facilmente già con un giro di web, di solito non è una buona cosa.
Come al solito non sarà solo colpa del progettista, ma dei vincoli da rispettare, dei soldi da conteggiare e dalle disposizioni da tener da conto, senza considerare che il progetto potrebbe essere stato modificato in fase di cantiere, ma la realizzazione “bruttina” suggerisce un progetto scialbo.
Il fatto che il parcheggio interrato di via Guglielmo degli Ubertini non sia un esempio di buona applicazione del PUP non vuol dire che questo strumento non sia valido. Crediamo anzi che sia uno strumento validissimo, come quello dei Punti Verde Qualità, ma che come questo necessiti di una vigilanza continua da parte dell’amministrazione e di un controllo altrettanto importante da parte dei cittadini, affinché il fine del bene comune venga centrato appieno.

Francesco Tonini

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2 pensieri riguardo “PUP a Roma, è davvero una risposta al degrado? – il caso di via Guglielmo degli Ubertini al Pigneto

  1. Gentile Francesco Tonini, rispetto i punti di vista altrui, specialmente quando sono così garbati e circostanziati, e la invito a visitare, oltre a la sito dei Propup, anche quello dei comitatinopup.it, dove può trovare una galleria di foto “quello che resta sopra i PUP” che mostra realtà ben peggiori di quella che lei segnala. Se ha tempo di dare un’occhiata anche a chi siamo e a cosa facciamo, scoprirà che non siamo contro i parcheggi “a prescindere”, ma che vorremmo che fossero realizzati con reali finalità pubbliche e non, come nel Far west, all’insegna del solo profitto privato. A tutto si può ovviare (noi abbiamo scritto un libro, “Non chiediamo la luna” con tutte le nostre richieste per migliorare al situazione), ma riteniamo, di fondo, che proprio le sistemazioni superficiali dei parcheggi siano il tasto dolente dell’operazione, quando pretendono di diventare (o di restare) un’area “verde”, quando possono essere al più aiuole senza alberi. Allora perchè non fare come all’estero (o anche in tante città italiane), dove i parcheggi si fanno nelle strade più larghe (senza toccare le alberature) o, meglio ancora, in slarghi e piazze non alberate? Cordialmente Anna Maria Bianchi portavoce Coordinamento Comitati NO PUP (comitatinopup@gmail.com)

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