Profilo di Roma #2.3 – Nuovi spazi del Municipio XIII: capitolo finale, il bello ed il brutto

Nubi scure all’orizzonte.
Chiudiamo il terzo capitolo del secondo appuntamento di Profilo di Roma con poche parole ma molte immagini di due spazi vicini fisicamente ma estremamente lontani, il parco adiacente al residence di via Valle Porcina ed il giardino appartenente ad un lotto di nuova costruzione all’incrocio tra via Giuseppe Molteni e via di Macchia Saponara. Le differenze tra gli spazi pubblici che vi presentiamo, entrambi ad Acilia, sono tante. Il parco è di iniziativa pubblica (almeno crediamo), è di bassissima qualità progettuale a parere nostro, di infima qualità realizzativa come testimoniano le foto ed è in stato di abbandono già poco dopo l’inaugurazione. Il giardino è privato, di servizio ad un supermercato ed alle palazzine che vi si affacciano ma aperto al pubblico, di buona qualità progettuale, ed è stato realizzato con materiali di gran lunga migliori. Certo non stiamo parlando di questo “giardino bianco” come di uno spazio sensazionale, tra l’altro non è ancora ultimato e soprattutto sembra che manchi tutta la parte vegetale a completare il progetto (non avendo i progetti originali, speriamo sia stata prevista! Se qualcuno ha informazioni e disegni, saremmo molto grati ce li potesse comunicare e fornire), ma il giardino offre delle soluzioni molto interessanti, come il piano inclinatoin travertino, che raccorda la quota parcheggio a quella più alta del giardino, in cui sono state inserite delle giovani alberature (Magnolia grandiflora. Personalmente avrei scelto un altra specie…) arricchite da specie striscianti (forse Cotoneaster salicifolius “repens”) che stanno colonizzando il piano creando un contrasto molto gradevole. Nel giardino vero e proprio si trova una sequenza di pavimentazioni con sedute, alternate a piani erbosi con altre alberature che, al momento, non è ancora possibile apprezzare proprio per la probabile mancanza del completamento delle opere a verde.
Tralasciando le vicende del residence di via Valle Porcina, perché non interessano il nostro punto di vista “estetico-ambientale” su Roma, vorremmo arrivare ad una domanda scomoda. L’ottenimento di una città esteticamente e socialmente apprezzabile, è forse ottenibile dando spazio ad una iniziativa privata guidata, piuttosto che attraverso la rincorsa di utopie animate da felici comunità in cui l’amministrazione pubblica e neanche la sinistra italiana credono più?
Quello di cui siamo sicuri è che la chiarezza del “Giardino Bianco” di via Molteni batte il paesaggio oscuro del parco di via Valle Porcina.

Francesco Tonini

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