Autostrade erbose: tratturi e vie armentizie dal passato al presente – testimonianze fotografiche dall’URP del Corpo Forestale dello Stato

Terra straordinaria l’Italia. Infinite conoscenze e culture si sono sovrapposte per secoli lasciando sulla superficie indizi che vanno solo raccolti per scoprire filoni d’oro della nostra storia. La scorsa estate abbiamo sostenuto l’iniziativa Francigena Streetview, della nostra collega Serena Savelli, che ha approfondito il suo Dottorato di Ricerca sulla via religiosa per eccellenza da Roma sino alle Alpi, tratto italiano delle via Francigena percorso ancora oggi da un rifiorente turismo legato al Grand Tour e radicato nella fede dei pellegrini.
Ebbene, anche se non sono legate ad alcuna ricerca spirituale le vie della transumanza, i tratturi, che vogliamo considerare come le autostrade del passato calpestate due volte all’anno dagli zoccoli di migliaia di “armenti” o animali da pascolo, non sono certo di minore fascino.
Di fatto l’Ufficio per le Relazioni Pubbliche del Corpo Forestale dello Stato, ha organizzato un evento svoltosi la scorsa settimana presso la propria sede di via Salandra a Roma, composto da una bella mostra fotografica culminata con una interessante conferenza sullo stato attuale delle vie armentizie. Ci dispiace di non aver potuto filmare la conferenza, ma siamo lieti di poter pubblicare alcune delle foto della mostra fotografica che documentano la lunga e speriamo infinita storia dei Tratturi. Ringraziamo quindi il vice questore aggiunto presso il Corpo Forestale dello Stato, Nicolò Giordano, per averci gentilmente inviato le fotografie e ringraziamo il CFS per l’impegno nella tutela del paesaggio dei Tratturi.
Prima di lasciarvi alla visione delle immagini, crediamo sia interessante conoscere una breve descrizione dei Tratturi che abbiamo tratto dal sito Tracturo Magno e da Wikipedia:
(…)Il tratturo è un largo sentiero erboso, pietroso o in terra battuta, sempre a fondo naturale, originatosi dal passaggio e dal calpestio degli armenti. Di norma la misura della larghezza della sede del tracciato viario è di 111 metri, corrispondenti a sessanta passi napoletani. Il suo tragitto segna la direttrice principale del complesso sistema reticolare dei percorsi che si snodano e si diramano in sentieri minori costituiti dai tratturelli, bretelle che univano tra loro i tratturi principali, dai bracci e dai riposi. Questi percorsi erano utilizzati dai pastori per compiere la transumanza, ossia per trasferire con cadenza stagionale le greggi da un pascolo all’altro.(…)
Nel periodo di massimo sviluppo la rete viaria tratturale si estendeva da L’Aquila a Taranto, dalla costa adriatica alle falde del Matese, con uno sviluppo complessivo che superava i 3000km. I Tratturi furono strade particolari e, sotto molti aspetti, irripetibili. Disposti come i meridiani (tratturi) e i paralleli (tratturelli e bracci), essi formarono una rete viaria che copriva in modo uniforme tutto il territorio e dettarono in tutto il Mezzogiorno orientale la legge del movimento e dell’insediamento. Furono non solo strade ma anche pascoli per le greggi in transito.(…) I tratturi erano larghi 60 passi napoletani (111 metri). I tratturelli erano strade secondarie e di smistamento della larghezza 37, 27 e 18 metri. I riposi erano vasti spazi erbosi per la sosta degli animali

Francesco Tonini

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