Aiapp ricomincia da 1+5: in due giorni il futuro dell’Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio

Dal 18 al 20 novembre appena scorsi si è svolta l’ultima assemblea nazionale dell’Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio, ospite dello bellissimo scenario della Repubblica di San Marino. L’Aiapp è, attualmente e da sempre, la più grande associazione italiana di professionisti del paesaggio, e le grandi sfide che dovrà affrontare in questa era accelerata verso uno sviluppo mondiale sempre più insostenibile, la mettono sicuramente in una posizione di primo piano ma allo stesso tempo delicata.
L’Associazione non è per il momento in pericolo, anzi il numero degli associati non è mai stato così numeroso come oggi. E’ pur vero però che l’Aiapp dovrà prendere decisioni importanti per il suo futuro, ma soprattutto dovrà reagire per dare risposte concrete al paese ed anche prendere posizione ferma riguardo la conservazione, la tutela e la valorizzazione del paesaggio italiano, che mai come ora, è gravemente minacciato da scelte economiche errate che si protraggono da decenni.
Il Forum Aiapp di San Marino è stato un buon inizio da cui ripartire per cambiare l’Aiapp dentro, con il fine di una presenza più attiva e dinamica dell’Associazione nelle trasformazioni del paesaggio della penisola. L’Aiapp dispone di molte forze e competenze al suo interno, energie che il Consiglio Nazionale ha intercettato e diretto verso 5 assi, fondamentali per la ristrutturazione dell’Associazione e dei suoi rapporti con l’esterno.
Negli assi, che sarebbe meglio definire “organi” di un nuovo “organismo vivo”, si sono spontaneamente indirizzati gli stessi soci, come “cellule” che naturalmente si vanno a posizionare dove serve per il corretto funzionamento dell’organismo. Tra questi nuovi organi ce ne sono tre che a parere mio, serviranno non solo all’Associazione, ma soprattutto al paesaggio italiano: quello destinato al produrre cultura, perché la cultura del paesaggio in Italia è veramente poca e superficiale, quello votato alla formazione, perché in Italia in conseguenza della mancanza di cultura sul paesaggio è vacante anche un sistema educativo sufficiente a creare nuove generazioni di professionisti, e quello della comunicazione, perché la cultura, se prodotta, deve anche trovare i canali necessari alla sua diffusione. Noi di Paesaggiocritico ci siamo istintivamente uniti al gruppo sulla comunicazione, al quale cercheremo di dare il nostro migliore contributo.
Vi lasciamo al brevissimo video documentario dei due giorni di San Marino e ringraziamo gli sponsors che hanno permesso il primo e speriamo non l’ultimo laboratorio sul paesaggio italiano con centinaia di professionisti uniti dallo stesso amore verso l’Italia, verso il Paesaggio Italiano.

Francesco Tonini


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