Puglia, di Chiara Mercurio – Sole, Umidità e Vento alla base dell’ L’ORTO DEI TU’RAT nel Salento

Un parco agricolo-ecologico un po’ speciale

Chiudiamo per un attimo gli occhi e pensiamo al paesaggio salentino: distese di alberi d’ulivo,terra rossa, muri a secco,e poi ancora sole, sole, tanto sole, umidità e vento, è il Salento…ed è proprio qui tra le campagne salentine che troviamo incastonato l’Orto dei Tu’rat, un parco agricolo-ecologico tutto speciale, un ecosistema sostenibile dal punto di vista paesaggistico e ambientale.
In questa terra “bruciata” dal sole, priva di corsi d’acqua, dove le falde si stanno salinizzando, sotto la guida di Mino Specolizzi, nasce questo progetto pilota motivato appunto dalla forte necessità d’acqua e dalla lotta all’erosione superficiale.
Ed ecco che a dar forma al parco spuntano 12 strutture in pietra a secco a forma di mezzaluna, di dimensioni diverse a partire dalle più piccole alte pochi cm per arrivare a quelle più alte ed imponenti alte poco circa un paio di metri, i TU’RAT, il pezzo forte di questo giardino…ma cosa sono realmente questi Tu’rat? Sono delle strutture arcaiche di condensazione, già utilizzate in epoca bizantina ed ancor prima, e sono appunto cumuli di pietra calcarea (di Alessano nel caso specifico) costruiti a secco(senza alcun tipo di legante,malta ecc…) a forma di mezzaluna orientati in direzione dei venti di libeccio e scirocco, capaci di intercettare i venti carichi di umidità e condensarli in goccioline d’acqua da rilasciare al suolo,un modo “innovativo” per intercettare l’acqua dall’alto piuttosto che dal basso dove ormai inizia a scarseggiare.
Il progetto del parco si sviluppa principalmente intorno a queste 12 mezzelune, infatti intorno ad ogni Tu’rat sono state messe a dimora piante autoctone e naturalizzate,scelte accuratamente da Mino Specolizzi insieme al botanico salentino Francesco Minonne,quali mandorli, meli, peri, gelsi, allori, carrubi, olivi selvatici e poi ancora lentisco,bagolaro, mirto, rosmarino per che si avvantaggeranno delle funzioni microclimatiche,idrauliche e biologiche dei muri a secco.
Ogni Tu’rat è un’ unità caratterizzata dalla presenza di vegetazione autoctona e muretti a secco ,quasi a voler rappresentare una piccola tessera del paesaggio salentino incastonato tra gli ulivi secolari; dal punto di vista paesaggistico questo progetto si integra nel migliore dei modi nel contesto della campagna circostante, ne fa parte.
Ma l’Orto dei Tu’rat non è solo questo: oltre ad essere un luogo di diffusione della naturalità, un orto botanico mediterraneo, è un luogo di diffusione della cultura,dell’arte contemporanea, della conoscenza del paesaggio, un “Aula Magna” verde dove poter affrontare i temi che legano l’uomo al territorio,con conferenze, spunti letterari, spettacoli di musica, cineforum, teatro…il tutto sotto le stelle e tra la natura.
In agosto c’è stata l’inaugurazione con una festa animata da musica dal vivo, ed ora l’Orto dei Tu’rat è pronto per crescere pian piano, per svilupparsi e arricchire lo scenario salentino.

Chiara Mercurio

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Un pensiero riguardo “Puglia, di Chiara Mercurio – Sole, Umidità e Vento alla base dell’ L’ORTO DEI TU’RAT nel Salento

  1. Molto bello! E’ lo stesso concetto del giardino pantesco a Pantelleria, dove è stato proclamato monumento dell’umanità e uno di essi è stato donato al FAI affinchè venga preservato da qualsiasi speculazione. La Facoltà di Agraria di Palermo, sotto la guida del professor Barbera, ne ha studiato i meccanismi. Noi con tutta la nostra tecnica e la nostra scienza, non siamo riusciti a inventarci nulla di più funzionale e ecologicamente sostenibile e soprattutto di così bello e armonioso. Per i contadini di una volta, l’utile era sempre coniugato al bello.

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