Profilo di Roma #1 – via Castro Pretorio, piazza Confienza, viale dell’Università e viale Pretoriano: il buono, il brutto, il cattivo e il diverso

Roma è una città che non ha mezze misure. Percorrendola è possibile passare in un attimo dalla calma al caos, dallo stupore all’indignazione. Questo succede specialmente nel cuore della capitale, in quelle parti chiamate città storica e città consolidata, che dovrebbero dare per assodato un alto livello di progettazione, di realizzazione, di manutenzione e di decoro degli spazi pubblici. Invece, lungo il viale che collega il più grande campus universitario europeo con la più grande delle stazioni italiane, succede di incontrare una varietà di situazioni imbarazzanti che non fanno certo onore a quello che amiamo definire il “Bel Paese”.
I fatti recenti. Nel 2006 il Municipio III avvia una operazione interessante, la riqualificazione di viale dell’Università, un asse importante ed utilizzato sia da pedoni che da automobili che transitano verso e dalla stazione Termini. I lavori di riqualificazione, terminati nel 2007, inscenano un bel viale, mettono in evidenza le acacie già presenti nello spartitraffico centrale (Albizia julibrissin), che vengono protette grazie ad alti e massicci cordoli in travertino che riescono anche a risolvere, in parte, il fenomeno della sosta selvaggia. Viale dell’Università può dimostrare così tutto il suo valore di percorso arioso, con alberi curati non troppo ombreggianti, un rapporto dignitoso con gli edifici che vi si affacciano mai troppo invadenti, tra cui il fianco del Palazzo dell’Aeronautica del 1931, e con un ordine invidiabile per la capitale. Qualcosa di buono viene dunque fatto.
Nei lavori viene deciso di risistemare anche piazza Confienza, che nel percorso di viale dell’Università potrebbe raccogliere con enfasi valori già citati che lo caratterizzano. La piazza, che precedentemente se non ricordo male aveva un disegno non dissimile con una vegetazione lasciata libera di creare disordine, viene risistemata con l’aggiunta degli stessi alti cordoli e con una geometrizzazione forzata che non riesco a definire in altro modo da “giardinetto di rappresentanza”. Personalmente non amo affatto questo tipo di sistemazioni per vari motivi: secondo me una piccola piazza dovrebbe essere piana e quasi totalmente calpestabile, si dovrebbe viverla sotto gli alberi e non circondati da essi. Inoltre la sorta di vasconi creati, se non adeguatamente mantenuti come succede regolarmente a Roma, iniziano a perdere presto il verde che contengono e divengono raccoglitori di immondizie ecc. Comunque, sono pronto a pensare che la piazza, con la sua riqualificazione, sia stata realmente migliorata sul momento. Purtroppo nella più gloriosa delle nostre città, il buono deve necessariamente lasciare il posto al cattivo. Non voglio commentare ulteriormente, basta che guardiate le immagini della galleria sotto per farvi una idea di quanto cattivo permei piazza Confienza.
Proseguendo verso Termini, prima che viale dell’Università si trasformi nella buia e minacciosa via Castro Pretorio, si incontra il generoso ed affascinante viale Pretoriano. Qui ci si trova in un ambiente storico, che rivendica un passato ricco di gloria legato alla potenza della Roma antica evidenziato dai resti delle Mura Aureliane. Qui si trova una sistemazione economica ma quasi dignitosa, con un carattere diverso dalla Roma di tutti i giorni, un marciapiede spazioso, un filare di alberi ordinato e ben protetto e delle panchine, ridicole e poetiche allo stesso tempo.
Proseguiamo verso via Castro Pretorio, il brutto. La via è larga, ma rumorosa e molto disordinata. Auto arroganti assediano i filari di platani che affiancano la sede stradale ed i marciapiedi sono stati protetti da vasconi, che nella migliore delle ipotesi avrebbero dovuto contenere aiuole colorite credo, e che invece sembrano tombe antiche scoperchiate. In via Castro Pretorio si avvertono tutti i sintomi di malessere che caratterizzano gran parte della città eterna da quando l’automobile e la mancanza di civiltà si sono impadronite degli spazi pubblici. Arriverà mai il tempo di dimostrare che Roma non è solo una città decadente che mette in mostra i suoi gioielli millenari, neanche più rispettati dai propri cittadini?

Francesco Tonini

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