Centri Commerciali Naturali: piazza Anco Marzio ad Ostia Lido

Quella dei Centri Commerciali Naturali è una iniziativa molto intelligente. Il movimento dei piccoli esercenti, promosso dalla Provincia di Roma e dalla Confesercenti di Roma e Lazio, che non ci stanno a soccombere a causa della concorrenza sleale dei grandi centri commerciali, è quanto di meglio si possa augurare per il sano prolungamento di vita del tessuto urbano e sociale delle nostre città.
Come abbiamo compreso dagli eventi degli ultimi decenni, sintetizzati bene in due interventi alla I Biennale dello Spazio Pubblico di Roma, quello di Ali Madanipour e quello di Stefano Giovenali, la città delle palazzine 4+1 (quattro piani più attico), con il piano strada protetto da marciapiede e adibito per gli esercizi commerciali, sta lasciando il posto ad immense periferie composte da mediocri villette a schiera. Questo fenomeno, importato dalla cultura americana che impone l’utilizzo dell’auto per uscire a qualunque costo, non solo fa crescere a dismisura la città provocando tutti i dannosi effetti collaterali dello Urban Sprawl (aumento del traffico e dell’inquinamento, maggiore costo della vita e peggioramento della sua qualità, scomparsa della campagna e disorientamento provocato dalla mancanza di distinzione tra città e non città), ma porta anche modificazioni culturali e sociali negative, come la privatizzazione degli spazi aperti, l’identificazione degli spazi pubblici con i centri commerciali e la scomparsa degli spazi sociali di aggregazione che aiutano l’unione culturale delle comunità. Insomma, un disastro voluto da amministratori scorretti che si arricchiscono con la vendita del territorio ai costruttori edili più spregiudicati.
Visto il pericolo della scomparsa del modello più felice di città italiana, quello a palazzina appunto, che assicura una giusta densità abitativa alternata a spazi pubblici di qualità, è nata l’iniziativa dei Centri Commerciali Naturali che a parere mio può essere considerata geniale: la valorizzazione delle nostre piazze cittadine attraverso la loro riqualificazione e pedonalizzazione, ove necessario, al fine di creare ambienti idonei alla socializzazione ed al commercio. Non si potrebbe chiedere di meglio. O forse si?
Beh, nel caso di piazza Anco Marzio ad Ostia si potrebbe chiedere molto di più.
Purtroppo nella mente poco brillante dei nostri amministratori locali “riqualificazione” è sinonimo di “pedonalizzazione”. Nel caso di piazza Anco Marzio la pedonalizzazione era sicuramente necessaria, ma non ci si doveva fermare li. In pratica la piazza ha mantenuto il suo disegno originale con le grandi aree verdi non calpestabili che prima fungevano da generosi spartitraffico, e l’unica modifica è stata quella di destinare lo spazio, prima carrabile, al transito pedonale. Ah, dimenticavo che è stato aggiunto un doppio filare di querce caducifoglie, una scelta azzardata, data l’esposizione ai venti salmastri che ne bruceranno sicuramente le foglie, e considerato che le querce hanno bisogno di spazio e tanta acqua, che sarà negata dalla pavimentazione impermeabile che tenderà a scaldarsi come una piastra al fuoco. La pavimentazione, tra l’altro, è stata spacciata per “pietra lavica” e chissà quanto sarà stata pagata per ottenere lo stesso effetto di una semplice lastra in cemento bocciardato. Infine sono state aggiunte le più antiestetiche, antifunzionali e costose sedute che io conosca.
Certo non si può dire che la piazza non sia vissuta nelle ore serali estive e nelle ore calde del periodo autunno-primavera. Ma la larga frequentazione non credo proprio sia per merito “dell’ottimo intervento di riqualificazione”, ma piuttosto per il fatto che sulla piazza più antica di Ostia si affacciano dei negozi di qualità e degli eleganti bar, senza dimenticare che piazza Anco Marzio è l’unica piazza pubblica pedonale di estensione medio-grande ad Ostia e forse di tutto il Municipio XIII.
Molti potranno dire che questa piazza è quanto di meglio possa offrire il lido della capitale. Personalmente spero che avvengano due miracoli:
– che i cittadini del territorio di Roma la smettano di pensare che tutto quello che viene fatto sia donato dal regnante di turno e che invece capiscano che quello spazio l’hanno pagato loro e che possono pretendere di meglio
– che nel 2015 vengano davvero fatte delle gare trasparenti, come auspica la Comunità Europea che altrimenti ha promesso sanzioni economiche importanti, per l’assegnazione delle concessioni demaniali (quelle degli stabilimenti balneari). In tal modo si farebbe un salto di qualità doveroso per Ostia, arriverebbero dei veri imprenditori che porterebbero investimenti sostanziosi, e si volterebbe finalmente pagina dalle attività piccolo borghesi di chi attualmente si pavoneggia come grande benefattore del litorale.

Francesco Tonini

I siti per comprendere meglio i Centri Commerciali Naturali
LA RETE DEI “CENTRI COMMERCIALI NATURALI” di Confesercenti Roma
Centri Commerciali Naturali della Provincia di Roma
CCN Italia

Annunci

3 pensieri riguardo “Centri Commerciali Naturali: piazza Anco Marzio ad Ostia Lido

  1. Centro commerciale naturale contiene un ossimoro. E lo spazio davanti è uno spazio allestito per un vero centro commerciale tout court. Quello che mi incuriosisce sono le panchine a forma di uovo. L’uovo è la forma più rassicurante e accogliente che esista, però la seduta dovrebbe essere dentro, non sopra. E’ uno psicanalista quello che le ha progettate?

    Mi piace

    1. Quelle sedute, che io trovo anti-funzionali ed orribili, sono di una notissima azienda internazionale di arredo e sono distribuite in Italia da un’altra notissima azienda. Ricordo che fù indetta una consultazione con la partecipazione degli abitanti ostiensi per la scelta delle panchine più adatte……ricordo delle panchine bellissime che avrebbero potuto far dimenticare la triste riqualificazione della piazza, molte prodotte sempre dalla stessa marca suddetta, e non ricordo di aver visto quelle che tu definisci a “uovo”, ma che poi sono apparse improvvisamente sulla piazza…….coincidenza nello stesso periodo in cui l’azienda stava lanciando questo prodotto orribile……le sedute dovrebbero essere accompagnate da uno striminzito sedile in legno che chiaramente è stato distrutto dopo un giorno, in alcuni casi non è stato neanche montato, e quindi la seduta è divenuta il sasso (è un conglomerato di cemento) scomoda e…… lasciamo stare…….

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...