Leggere Giardini, la recensione di Lucilla #19 – ROSANOVA – ISABELLA DALLA RAGIONE – ANDREA ZANZOTTO

ROSANOVA Rivista di Arte e storia del giardino
Questa volta il mio consiglio a leggere andrà a una rivista che non è una dei soliti mensili di giardinaggio “secchiello e paletta”, come ce ne sono tante. Rosanova si propone di promuovere i giardini e il paesaggio come forma d’arte, perciò si colloca nella categoria delle riviste di critica e di storia. Certamente la più bella pubblicazione di settore in Italia e una delle più belle in Europa. Diciamo subito che è un prodotto artigianale, è edita da se stessa, cioè niente grandi case editrici alle spalle, pubblicità quasi inesistente (purtroppo per loro) e solo di eventi riguardanti i giardini. Le fotografie, in genere bellissime, sono tante e quasi sempre fatte dallo stesso autore dell’articolo che le accompagna, perciò appropriate, gli articoli non sono dei pezzetti di divulgazione spicciola, ma dei veri e propri saggi.
Il curatore della rivista è Guido Giubbini, storico dell’arte, nonché fondatore e per anni direttore del Museo d’Arte Contemporanea “Villa della Croce” di Genova e questa è già una presentazione sufficiente.
Invece di continuare a tessere lodi inutili sulla bontà del “prodotto”, preferisco prendere in esame un numero qualsiasi della rivista, per esempio l’ultimo: il numero 26, un centinaio di eleganti pagine in carta patinata a colori, composto di:
1) Editoriale della direttrice responsabile, Marta Matteini, che introduce, riassume e brevemente commenta i testi riportati nella rivista.
2) Un saggio interessantissimo sul Giardino del Sacro Bosco di Bomarzo nel quale l’autore, Guido Giubbini, ipotizza che l’ispirazione al suo creatore, Vicino Orsini, principe anarchico, solitario e camminatore curioso dei suoi vasti domini, venne proprio da quei misteriosi reperti etruschi che abitavano (e abitano) celati tra le oscure e fascinose foreste del Viterbese. Una ricca documentazione fotografica sostiene questa intuizione. Giubbini appoggia anche l’ipotesi che proprio il Sacro Bosco sia stato il modello ispiratore del parco romantico all’inglese, con i suoi boschetti e le false rovine. 34 pagine di testo corredate da bellissime foto prese in Gennaio, il momento in cui gli alberi spogli e le antiche pietre scolpite, ricoperte di muschi e felci, esprimono fascino e mistero
3) Un saggio di Maurizio Usai, giovane, ma esperto, paesaggista emergente, sul giardino di Veddw Hause di Anne Wareham, una rossa formosetta, con la fama di essere la più impertinente giardiniera e scrittrice di giardinaggio del Regno Unito. Fondatrice e coordinatrice del gruppo ThinkinGardens, sostenuto dalla Royal Horticultural Society, gruppo che ha l’ardire di criticare gli intoccabili monumenti giardinicoli sparsi per l’Inghilterra. Insomma una roba del tipo:”Quando ce vo’, ce vo’!”. Questo giardino è situato in un contesto paesaggistico notevole, al confine tra Inghilterra e Galles e la signora si è preoccupata molto del suo buon inserimento. E’ un giardino moderno, ma con un occhio alla tradizione, forse new-romantic (si può dire?), comunque ha piante e fiori. Anche Maurizio è impertinente come la Wareham e scrive sempre quello che pensa e anche in questo caso, nonostante un evidente gradimento, non lesina critiche. Anne, ben ti sta! E sta benissimo anche a noi.
Tutto ben descritto, le piante sono annotate per specie e varietà, proprio come ci aspettiamo da Usai.

4) “Altre Barbagie” testo di Daniele Mongera in collaborazione con Paolo Tasini e fotografie di Paolo Tasini. Mongera, in occasione dell’Anno Internazionale delle Foreste, ci porta in Sardegna, nei boschi demaniali di Montarbu, vicino a Seui, in Olgiastra. “…Pochi cartelli, niente auto, cellulari senza frequenze, scarse parole e mai intime, una grande facilità a perdersi tra i carsismi di questi monti che guardano da Sud e dal basso il Genargentu. Una maniera, se si vuole, di fare esperienza dell’arcaico: intendo come tutte le indagini siano a portata di mano…” Inzia così la descrizione di questo residuo di paradiso, con i suoi alberi secolari, tra i quali un pioppo zatterino, un leccio alto 25 metri e i carpini più imponenti di tutta la Sardegna. Racconta anche delle leccete distrutte e le storie degli uomini della Forestale che hanno protetto per quasi cento anni questo patrimonio vegetale.

5) “La valle dei meli. Storie di uomini, di frutti e di arte” Testo di Tullia Rizzotti. Foto della Rizzotti, Giovanni Enzio, Anna Ferro.
Anche questo articolo, forse è meglio chiamarlo racconto, scorre sul filo della memoria. Tullia Rizzotti, giornalista botanica, analizza le tante varietà di mele della Valsesia, creando una sorte di “anagrafe botanica”, attraverso la quale ricostruire le storie e i percorsi degli abitanti della valle. Da secoli costretti ad emigrare per cercare lavoro in Svizzera, in Germania, in Francia e in Russia, ogni volta che ritornavano in patria portavano le marze delle varietà di mele dei paesi che li avevano ospitati. 150 varietà, anche qui, a rischio di estinzione.

6) Libri. Le recensioni sono molto curate: pochi libri per volta, ma molto ben scelti. Non come faccio io, che amo la macedonia.

E’ una pubblicazione trimestrale, viaggia solo per posta, a parte i fortunati di Torino che la trovano anche dalla Feltrinelli. L’abbonamento si può fare on-line, oppure, nelle mostre di giardinaggio più importanti, è facile trovare Guido e Maria Laura Giubbini, seduti a un tavolino ricoperto dalle loro colorate riviste. Fermatevi e chiacchierate con loro: è sempre un’esperienza interessante e anche divertente..
L’abbonamento annuale costa 40 Euro, ma se ne fate due insieme, per esempio uno per voi e uno in omaggio a un vostro amico, solo 60. Le singole riviste costano 12 E.
c/c postale n° 61855359 intestati a Giardini e Paesaggi Rosanova.
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Scrivendo di frutta antica, mi sono ricordata di Isabella Dalla Ragione, dell’intervista e dei suoi libri che non ho pubblicizzato. Spero che Isabella mi scusi e scusatemi anche voi, perché sono libri importanto e anche molto belli.
I. Dalla Ragione Frutti ritrovati. 100 varietà varietà antiche e rare da scoprite 2010 Mondadori
Frutti ritrovati.

I. e L. Dalla Ragione Diario di due cercatori di piante
Archeologia arborea. Diario di due cercatori di piante

I. Dalla Ragione Tenendo innanzi frutta 2009 Petruzzi ed. Bellissime foto di Emilio Tremolada.
Tenendo innanzi frutta
Questo libro meriterebbe una recensione a se, perché è frutto di una lunga ricerca iconografica a partire dal 1500. Quando l’avrò sotto mano….
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Il 10 ottobre Andrea Zanzotto compie novant’anni.
Zanzotto è probabilmente il più grande poeta italiano vivente e io mi prendo la licenza di festeggiarlo qui. E’ un posto giusto, forse un po’angusto per la di lui grandezza, perché il paesaggio Zanzotto l’ha sempre descritto, difeso e soprattutto cantato. Si è anche molto esposto, denunciando soprusi e sopportando dileggi da parte di alcune fazioni politiche. Provate a leggere:
A.Zanzotto Sovrimpressioni 2001 Milano Mondatori
Sovrimpressioni
E’ un volumetto di poesia in cui denuncia la distruzione del paesaggio.
“Da tempo la “glu glu globalità”, “con aghi, pixel, pus, frustoli di stars” si è presa la Terra. Un paesaggio puro, non ferito, non ridotto a fragile enclave di beltà nella metastasi del tutto uguale non c’è. La natura è “ora travolta in misura di loschi affari/ fatta da bulbi oculari/ incendiati/ dal re di denari.” Solo un / vuoto vuoto vuoto/ d’occhio ci saprà accogliere/ nel suo posthiroshima remoto?”
Ebbene sì! Roboni ha detto che Zanzotto scrive poesie “di così oscura e abbagliante vastità da lasciare senza fiato”.
Se prendete in esame i titoli delle raccolte di poesia da lui pubblicate, vi renderete conto che sono tutte un elegia della natura, fin dalla sua prima raccolta del 1951 “Dietro al Paesaggio”, fino all’ultimo libro
A. Zanzotto “In questo progresso scorsoio e Conglomerati. Conversazione con Marzio Breda” 2009 Milano Mondatori.
In questo progresso scorsoio. Conversazione con Marzio Breda
E’ un libro che ha la struttura dell’intervista e il poeta affronta sei temi: Dentro il paesaggio, Politica e utopie, Tra storia e memoria, Dio, la fede, la morale, il linguaggio e il fantasma di Lacan, Eros.
Chi è più adatto a cogliere la poesia di un paesaggista? E poi la poesia è la vera rivoluzionaria, come la bellezza.

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