VISIONI PER ROMA – CONSULTAZIONE PUBBLICA PER PIAZZA SAN SILVESTRO

Aggiornamento importante: il termine per l’invio delle idee è stato rinviato a giovedì 13 ottobre per le ore 12:00. I termini temporali erano particolarmente ristretti e rimangono piuttosto veloci al fine di avere pronte delle alternative prima che il comune di Roma pubblichi il suo progetto.

Qualche tempo fa abbiamo pubblicato un articolo riguardante le funamboliche vicende di piazza San Silvestro. Visto che il futuro della realizzazione della piazza è attualmente ancora più incerto e fumoso, al punto tale da spingere personaggi del mondo dell’architettura a proporre progetti “un tantino” discutibili, su proposta della sempre attenta Monica Sgandurra ci siamo presi la responsabilità di iniziare una consultazione aperta a tutti, al fine di poter meglio definire proposte progettuali vicine alle richieste dei cittadini romani.
Vi lascio al bando della consultazione redatto da Monica.

Francesco Tonini

CONSULTAZIONE PER PIAZZA SAN SILVESTRO

Il cantiere è aperto ormai da due mesi, c’è un’archistar al lavoro gratuitamente, un progetto elaborato dall’ufficio Centro Storico che non piace neanche al Sindaco, la notizia del rischio blocco su Roma di 450 cantieri (sarà bloccato anche questo?) conseguenza di un debito che ammonta a 2.4 miliardi del nostro Comune con le imprese, la ricerca di 40 milioni di euro per redigere, entro febbraio 2012, il dossier per la candidatura di Roma 2020 ………. insomma, si procede senza correggere la rotta e tra una settimana è stata annunciata la presentazione di un progetto con ben tre ipotesi per panchine ellittiche

E allora?
Considerato che:
– il parere dei cittadini, dei professionisti, di chi vive in questa città non è interessante per i nostri amministratori;
– tutti dicono tutto su tutto senza cognizione di causa;
– più idee fanno, forse, un ragionamento

PROPONIAMO una CONSULTAZIONE PER LA NUOVA SISTEMAZIONE DI PIAZZA SAN SILVESTRO

Perciò
se avete, tempo, voglia, la giusta indignazione per questa vicenda,
siete TUTTI invitati ad esprimere IDEE per una proposta per la sistemazione di piazza San Silvestro.
INVITIAMO tutti, e puntualizziamo TUTTI (per essere più espliciti non è rivolto ad una categoria professionale) a inviarci idee, in forma libera, per la configurazione della nuova piazza.

Non è un concorso e non si vince nulla ma:
– pubblicheremo sul blog tutte le proposte pervenute in modo da essere sottoposte a tutti i commenti
– invieremo tutte le proposte pervenute al Comune di Roma
– le tre proposte che ci sembreranno interessanti avranno una nostra recensione ENTUSIASTICA sul blog
tutte le proposte pervenute saranno sottoposte a votazione pubblica tramite sondaggio su Paesaggiocritico e la proposta che riceverà più voti verrà messa in primo piano insieme alle tre suddette.
nota: non saremmo così sciocchi da valutare il bel disegno, ma belle proposte intelligenti

modalità di partecipazione
la proposta deve essere mandata tramite posta elettronica all’indirizzo consultazionecritica@gmail.com
la scadenza per il ricevimento delle proposte è domenica 9 ottobre 2011 entro le ore 24.00

materiale per la partecipazione
un elaborato in formato jpg o pdf in bianco e nero o a colori nel formato A3 (42×29,7cm) ad una risoluzione di 150 dpi e dimensione massima di 1mega.
La tecnica è libera, potete fare degli schizzi a mano libera, collage, fotomontaggi, schemi, scarabocchi, insomma tutto ciò che può aiutare nella comprensione della proposta. Sull’elaborato si dovrà inserire il nome e cognome dell’autore oltre la dicitura “PAESAGGIOCRITICO – CONSULTAZIONE PER LA NUOVA SISTEMAZIONE DI PIAZZA SAN SILVESTRO, ottobre 2011”, oltre un brevissimo testo esplicativo.

La pubblicazione sul blog delle proposte pervenute avverrà entro la settimana 10-16 ottobre 2011
Aspettiamo le vostre idee,
buon lavoro a tutti

PAESAGGIOCRITICO e Monica Sgandurra

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18 pensieri riguardo “VISIONI PER ROMA – CONSULTAZIONE PUBBLICA PER PIAZZA SAN SILVESTRO

  1. Peccato che queste cose non si possono fare, essendo vietate per legge. Incarichi ad personam si possono dare (e con regole ben definite) per importi ben inferiori a quelli che si prevedono in questo caso (per 15.000.000 € un progetto preliminare+definitivo costa più di 400.000 €, se ci mettiamo pure il progetto esecutivo si superano i 600.000 €. Lo so, le tariffe minime sono state (giustamente) abrogate, ma rimangono sempre come punto di riferimento. Anche se le dimezziamo siamo sempre sopra la soglia consentita per dare un incarico ad personam. Perchè l’ordine degli architetti di Latina non si muove? Possibile che non c’è qualche architetto che solleciti il suo intervento?

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  2. Carissimi, probabilmente è una notiziola che conoscete già, ma può darsi non tutti e allora io, da allegra comare pettegola, ve la dò:
    l’arch. Portoghesi ha avuto l’incarico dal sindaco di Latina De Giorgi della sistemazione e rifacimento del lungomare di questa città di fondazione, vero gioiellino (ex) dell’architettura razionalista.
    Lui ha detto che ha preparato un progetto molto fluido (sic!) e articolato, con panchine con mosaici. Prezzo dell’impresa 15 milioni di euri.
    Come è avvenuto?
    Allora anni fa c’è stato un concorso internazionale per la sistemazione del lungomare, che pare versi in condizioni pietose. Non so chi l’abbia vinto.
    Il nuovo sindaco pdl (come quello di prima) ha disdetto tutti gli impegni presi dall’amministrazione precedente, ha telefonato al suo amichetto de Roma e gli ha detto:”Che ce l’hai un archistaruccio per me, che ci devo fare un’operetta, così si ricorderanno di De Giorgi nei secoli ?” e Alemannino:”Come no, compare mio!”
    Però potrebbe essere andata all’incontrario.

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  3. beh, mi spiace che verbatim non si firmi.
    qui tutti mettono il proprio nome e cognome.
    ma è una modalità tutta di questo mezzo non sapere con chi si parla e a chi si parla.

    E’ vero, le soprintendenze non ammettono nulla o quasi circa materiali, forme, ecc, ma se non cerchiamo di cambiare un po’ questa cultura allora è meglio scavare, scavare, e vivere in mezzo i ruderi. E’ meglio.
    L’asserzione perentoria sul fatto che non si possono piantare alberi, beh, come tutte le posizioni rigide non è francamente condivisibile. Non è un’operazione semplice in un luogo ad alta artificializzazione di suolo e sottosuolo, ma non è impossibile.
    Le questioni che riguardano un progetto del genere, sì, posso essere d’accordo con te caro amico, sono molteplici, complesse, ma proprio per questo non possono essere ridotte ad una operazione come quella perseguita dal nostro comune.
    Circa il risultato ottenuto, beh, modesto, se non altro per il fatto che a Roma in fatto di spazio urbano si debba ancora ricorrere a riproporre l’antico. Possibile che la nostra cultura contemporanea non riesce a produrre proprio nulla e si deve ricorrere alle modanature di Michelangelo? Questo è a mio avviso un elemento su cui, cari colleghi, riflettere seriamente.

    no, non è un lavoro che possono fare tutti, ma è un lavoro che porta ad ascoltare, interrogare, e poi elaborare.
    ms

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  4. In particolare a coloro che non hanno rispetto del lavoro di chi l’architettura l’ha studiata e pensano che sia un lavoro che possono fare tutti. Nell’applicazione di concetti architettonici ci sono delle dinamiche che nn tuti possono comprendere , senza tralasciare poi gli ostacoli posti dall’amministrazione pubblica: in centro NN si possono piantare alberi e NN si può usare altra pavimentazione se nn i soliti sanpietrini..detto ciò nn dico che nn si possa fare altro se nn mettere delle panchine in fila..però è altresì vero che non si può neanche fare il progetto del secolo.quello presentato nn è da tutti condivisibile ma è pulito asciutto. un’altro progetto se non firmato da meyer o zaha hadid nn l’avrebbero mai accettato.

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    1. Ciao Verbatim, per i sanpietrini è possibile che tu sia nel giusto, ma per gli alberi non credo che sia come dici tu. Ad ogni modo fai caso a tutte le energie che si sono sprecate in seguito alla presentazione del primo progetto e della sua variante. Una enormità di persone non hanno condiviso il progetto ed hanno polemizzato con l’operato dell’amministrazione. E’ certamente impossibile accontentare tutti, ma ci sarebbe stato un modo semplicissimo per mettere il maggior numero di persone d’accordo: un semplicissimo e sacrosanto concorso di progettazione, trasparente ed aperto a tutti in prima fase (concorso di idee) ed aperto ai professionisti (tutti) in seconda fase, che avrebbe fatto perdere un po’ di tempo all’inizio, ma avrebbe fatto guadagnare credibilità al progetto ed alla stessa amministrazione. Tra l’altro nel bando sarebbe stato possibile indicare i problemi del sottosuolo, le preesistenze da rispettare ed i regolamenti da seguire. Niente di più semplice, ma dal momento che non siamo in una democrazia, tutto questo si è complicato a dismisura, con polemiche a non finire, perdita di tempo e risultato finale insoddisfacente. In questo modo si impedisce l’evoluzione di Roma e della nuova generazione di architetti, paesaggisti ed urbanisti. Portoghesi ha retto il gioco dell’amministrazione per ottenere qualcosa a danno di tutti. Non si fa!
      Francesco

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    2. Piazza, bella piazza, ci passò una lepre pazza……la nostra libertà è la piazza calda e dolce di questa città (Claudio Lolli): compito di un architetto non è quello di trovare soluzioni formali tout court, ma di dare una veste formale a una o più funzioni. Sarà pure pulito e asciutto, ma dalla proposta di Portoghesi ne esce fuori una piazza che per lunghi periodi dell’anno sarà scarsamente fruibile. Tra i tanti libri, ce n’è uno che consiglierei a tutti i paesaggisti: si tratta della raccolta degli atti del CIAM (Congressi Internazionali di Architettura Moderna) del 1949. Si svolse in Italia, a Bergamo, e non fu un caso visto che il tema era: the heart of the city. Tutto il mondo veniva in Italia per cercare di capire la profonda essenza della piazza in quanto luogo di incontro. “……..l’urbs e la polis cominciano coll’essere uno spazio vuoto, il forum e l’agorà e tutto il resto sono soltanto il mezzo per delimitare quello spazio vuoto, per tracciarne il contorno. La polis, alla sua origine non è un insieme di abitazioni, ma il luogo dove i cittadini si riuniscono, un particolare spazio destinato alle pubbliche funzioni” J.L.Sert. La piazza è un vuoto che acquista un senso nel momento in cui i cittadini la riempiono di presenze e contenuti. Quella disegnata da Portoghesi risulta essere un mero esercizio formale, pieno solo di autocompiacimento. Per quanto riguarda la possibilità di piantare alberi credo che Monica abbia ragioni da vendere: piantare gli alberi non è impossibile, aggiungo pero’ che in questa situazione, con l’imperante dittatura delle soprintendenze è decisamente difficile. Sarebbero necessarie indagini archeologiche preventive, e non è assolutamente detto che le risultanze sarebbero positive. Dovremmo chiederci qual’è la figura professionale in grado di trarre una sintesi tra le varie istanze che ruotano intorno a un luogo come Piazza San Silvestro. Sono convinto che questa figura professionale sia quella dell’architetto del paesaggio. Viceversa si preferisce mitizzare il più trascurabile dei reperti archeologici, rispetto all’esigenza, spesso sacrosanta, di inserire il verde negli spazi urbani ricchi di storia. Ci vorrebbero scelte coraggiose, e professionalità in grado di affrontare queste problematiche. Purtroppo mi sono reso conto in questi venticinque anni di professione che la figura dell’architetto del paesaggio, tra tutte è la più bistrattata, in quanto la più debole politicamente.

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  5. grazie Franco,
    ricambio il saluto e spero nella tua partecipazione a questa iniziativa. Se ti viene un’idea, anche in forma di appunti è ben accolta!
    Ci piacerebbe raccogliere pensieri, fantasia, ragionamenti e buon senso! non rendering, nè disegni attenti al compiacimento del disegno stesso, ma vivacità intellettuale! aspettiamo anche la tua proposta! hai tempo fino a giovedi……..
    un saluto e a presto

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  6. Salve a tutti, (un saluto particolare a Monica), e grazie per l’iniziativa lodevole e meritoria. La vicenda della sistemazione di piazza San Silvestro che va dal progetto dell’Ufficio speciale città storica a Portoghesi è testimone della navigazione “a vista” da parte dell’attuale Amministrazione. L’idea di rivolgersi ad archistar è la dimostrazione della sufficienza con la quale si è affrontato il problema.

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  7. gentile letizia,
    serve solo un’idea, non un bel disegno. di quelli ne abbiamo a tonnellate ovunque! un’idea e tre ore di impegno sono sufficienti.
    serve fantasia, ragionamento e sensibilità e non panchine alla Mies….
    grazie per la tua attenzione
    aspettiamo anche la tua proposta!
    ms

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  8. Sono fuori dall’Italia e sto seguendo la querelle tra lo sconcertato ed il disgustato… sia sul lato amministrativo (cambiamenti di esecutivi approvati e cantieri in corso d’opera… “consulenze” gratuite che scavalcano qualsiasi accesso al lavoro, il fatto che non sia neppure dato vedere il fantomatico progetto di Portoghesi con obelisco d’acqua e teatrino…). Trovo quindi la vostra iniziativa assolutamente lodevole e malgrado temo, dati gli impegni, di non poter dare il mio contributo (ma vediamo se risco a dedicargli un paio di notti… tanto peggio di così sembra difficile poter immaginare), vi farò tutta la pubblicità possible.

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  9. si lucilla,
    dell’affluente del tevere si è avuta notizia…… a cantiere aperto…lo hanno ritrovato e dato notizia, ma questo gli archeologi e storici lo sapevano bene.
    è questo uno dei motivi del perchè non ci possono fare un bel parcheggio sotterraneo……..

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  10. Mi hanno fatto notare che quasi nessuno sa che sotto la Piazza San Silvestro c’è un fiume imprigionato e sotterrato secoli fa. Pare che sia ancora vivo e che stia ancora correndo per finire la sua vita in Tevere . La mia era dunque una provocazione, ma con un fondamento.

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