Friuli Venezia Giulia, di Elisa Monte – Piazza Risorgimento a Pordenone

Progettista: Michele De Mattio, Giuliana Raffin e Roberto Moret, Olivo Peressin

Luogo: Pordenone, Friuli Venezia Giulia

Committente: Comune di Pordenone

Anno di realizzazione: aprile 2011

Fotografie: Elisa Monte

Eccomi qua a parlarvi di un progetto che ha riguardato la riqualificazione (ho sempre qualche timore nell’usare certi termini…) di una piazza in pieno centro a Pordenone. Pianta rettangolare, stretta e lunga, è tangente su un lato al cosiddetto “ring” che regola la viabilità a ridosso del centro storico. Gli edifici che vi si affacciano, realizzati intorno agli anni ’70, spiccano non certo per qualità architettoniche, ma per la loro imponente massa volumetrica.
L’aspetto fortemente penalizzante di quest’area era lo stato di degrado non solo per quanto riguardava la conformazione dello spazio urbano, ma soprattutto per la scarsissima frequentazione da parte della cittadinanza, pur trovandosi a due passi dal centro storico.
Questo progetto è stato quindi accolto con sollievo e curiosità ma ha ovviamente scatenato critiche, polemiche e opinioni contrastanti sulla buona riuscita dell’intervento.
In origine la piazza aveva un’impostazione molto banale: si trattava di uno spazio pavimentato circolare distribuito attorno ad una fontana, su cui si innestavano quattro grandi aiuole di forma rettangolare che a loro volta determinavano la disposizione dei percorsi di attraversamento della piazza. L’aspetto di maggior pregio era la presenza di due importanti filari di lecci che nel progetto sono stati rafforzati, raddoppiandoli. Un‘attenzione particolare è stata riservata anche a tre imponenti esemplari arborei, che sorgevano sul lato ovest della piazza, semplicemente interrompendo la pavimentazione in lastre di pietra, quasi si trattasse di un pavimento mai concluso dopo aver incontrato un ostacolo imprevisto.
Ai lati di questo nastro pavimentato, interrotto solo puntualmente dalla fontana e da queste preesistenze vegetali, sono stati realizzati dei piccoli spazi di sosta ricavati dall’incrocio di percorsi retti e diagonali in cubetti di porfido.
Mi sorge un dubbio sulla logica che sta alla base di questi tracciati: forse un disegno in pianta non guasterebbe per capire meglio se essi effettivamente rimandano ad una qualche connessione, anche solo visiva, con ciò a cui tendono. Più probabilmente (osservando anche le immagini di progetto diffuse in rete per pubblicizzare l’intervento) la loro disposizione è solamente funzionale all’individuazione di spazi “di risulta” quadrangolari e versatili che si trasformano di volta in volta in spazi di sosta, fermate degli autobus o semplicemente aiuole ricoperte con accostamenti di leggeri esemplari, tra gli altri, di Stipa tenuissima, Delosperma cooperi nella più diffusa colorazione fucsia, piccoli arbusti di rose e varie altre specie di tappezzanti.
Ma quello che mi ha colpito in realtà e che si capisce molto bene anche dalle foto, non è tanto il disegno complessivo, che mi sento di poter dire non essere particolarmente innovativo, ma il contrasto che si crea, non so quanto voluto e gestito dal progetto, tra luce e ombra. Gli edifici e i grandi alberi determinano un’ombra densa negli spazi laterali dove sono ricavate le aiuole che nelle limpide giornate di sole contrasta con la luce moltiplicata dalla bianca pavimentazione dello spazio centrale.
Credo, in conclusione, che si tratti di un buon progetto dai toni sobri e pacati che forse invece avrebbe richiesto più coraggio e carattere, essendo stato proposto per ottenere un rilancio complessivo di questo spazio pubblico.

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