ARCHEOLOGIA ARBOREA – Lucilla intervista Isabella Dalla Ragione, Serena Dandini e Maria Cristina Leonardi – Villa Borghese 18-09-2011, LA CONSERVA DELLA NEVE

Un filo robusto lega le tre ragazze protagoniste di questo video ed è l’impegno per la conservazione della biodiversità.
Isabella Dalla Ragione e Maria Cristina Leonardi sono due agronome, l’una presidente di “Archeologia Arborea”, l’altra, oltre che paesaggista, è la promotrice e l’organizzatrice della Mostra “LA CONSERVA DELLA NEVE” che come tema, ogni anno, propone proprio il giardino e l’orto eco-sostenibile. Serena Dandini è la nota conduttrice e ideatrice di programmi televisivi, nonché fortunata autrice del libro “Dai diamanti non nasce niente” dedicato ai giardini e alla conservazione della biodiversità sulla terra, appunto.
In questa occasione Maria Cristina e Serena si sono qui riunite per appoggiare Isabella che deve assolutamente trovare la possibilità di difendere e mantenere la sua collezione e trasformarla in una Fondazione. Il tempo stringe e il denaro per continuare la sua importante opera manca.
Per spiegarvi che cos’è “Archeologia Arborea” vi racconterò una storia che sarebbe piaciuta tanto allo scrittore francese Jean Giono. Quello de “L’uomo che piantava gli alberi”.
Nel 1960, Livio Dalla Ragione, pittore e antropologo, in controtendenza rispetto all’andazzo del periodo, decide di lasciare Roma per ritornare ad abitare la terra natia sulla collina umbra. Si reca a San Lorenzo de Lerchi, vicino a Città di Castello, acquista un terreno con una chiesa abbandonata e un edificio, probabilmente la canonica. Si adopera al loro restauro e poi vi trasferisce l’intera famiglia. Attratto fortemente dalle radici della gente della sua terra, Livio fonda e dirige il Museo delle Tradizioni popolari di Città di Castello, ma più che dagli oggetti si sente attratto dai sapori e dagli odori, in modo particolare dal profumo e dalla bontà di certi frutti della sua infanzia ormai scomparsi, sacrificati al velocissimo processo dell’industrializzazione dell’agricoltura. Nel suo terreno, l’antico orto del parroco, sono rimasti solo pochi vitigni, ma di pregio, qualche susino e dei vecchissimi mandorli. Livio li innesta secondo gli antichi dettami e li riproduce, poi comincia a perlustrare tutta l’alta Valle del Tevere alla ricerca di piante da frutto sfuggite all’accetta o semplicemente abbandonate in terreni ormai incolti. Bussa alla porta dei conventi di clausura per visitare i loro orti chiusi, varca i cancelli delle antiche ville padronali e va a trovare vecchi contadini. Ritorna dalle piante che ha individuato nel periodo della fruttificazione, ritorna ancora al momento giusto per fare le marze. Porta a casa, innesta, pianta nel suo campo terrazzato e salva. Visita biblioteche e archivi, legge e raccoglie tutti i vecchi libri di agricoltura per la classificazione, partendo dai dodici volumi di Lucio Giunio Moderato Columella, forse il nostro primo agronomo. Insomma un lavoraccio.
Tra le figlie di Livio, la vocazione del padre tocca Isabella e lei appena adolescente incomincia a seguirlo nei suoi vagabondaggi: su e giù per monti, quasi sempre a piedi. Ben presto le viene anche affidata la parte meno avventurosa dell’impresa: la catalogazione e la classificazione delle piante. Isabella sceglie di dedicarsi totalmente a loro, perciò corona i suoi studi con una laurea in agraria presso l’Università di Perugia. Per anni lavorano e ricercano insieme, padre e figlia, affidandosi totalmente alle loro forze e risorse economiche. Faticosamente raggranellano un patrimonio di circa 450 piante di oltre 150 varietà diverse. Un’enormità. Fondano l’Associazione “Archeologia Arborea” che si propone di raccogliere, salvare e riprodurre, attraverso tecniche di coltivazione naturale questi testimoni della biodiversità alimentare.

Livio è morto da pochi anni e Isabella è rimasta sola a portare avanti e ampliare questo grande progetto. Nessuna istituzione l’aiuta e lei comincia a trovarsi in serie difficoltà. La si può aiutare adottando anche una singola pianta e pubblicizzando il suo lavoro.

Padre e figlia hanno scritto un bellissimo libro che io vi consiglio:
I. e L. Dalla Ragione Archeologia arborea, diario di due cercatori di piante Perugia ali&no ed.
Archeologia arborea. Diario di due cercatori di piante

www.laconservadellaneve.it

Annunci

2 pensieri riguardo “ARCHEOLOGIA ARBOREA – Lucilla intervista Isabella Dalla Ragione, Serena Dandini e Maria Cristina Leonardi – Villa Borghese 18-09-2011, LA CONSERVA DELLA NEVE

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...