Friuli Venezia Giulia, di Elisa Monte – MIRA, Museo Itinerario Rosa Antica

Oggi Paesaggiocritico inizia un nuovo capitolo della sua storia. Abbiamo deciso di allargare la nostra attività a tutto il paesaggio italiano, attraverso l’aiuto di laureati in architettura del paesaggio o lauree affini, che abbiano voglia di raccontare criticamente i cambiamenti locali del paesaggio, in modo da monitorare le trasformazioni in atto e, se possibile, influire positivamente sulle scelte che ci consegneranno il paesaggio del futuro.
Apriamo con il primo dei due articoli che ci ha inviato Elisa Monte. Elisa è una giovane di Pordenone, laureata in Progettazione e Restauro del Paesaggio presso l’Università di Udine.
Confidiamo molto nelle capacità di Elisa, che sembra animata da una grandissima passione per la sua città, la sua regione e soprattutto per il paesaggio delle sue terre.
Vi lasciamo ora all’articolo con cui battezza la sua esperienza in Paesaggiocritico. Grazie Elisa.

Francesco Tonini


MIRA, Museo Itinerario Rosa Antica

Progettista: arch. Annalisa Marini

Luogo: Pordenone, Friuli Venezia Giulia

Committente: Comune di Pordenone

Realizzazione: novembre 2010

Fotografie: Elisa Monte

Sono sempre più spesso i piccoli interventi ben pensati, piuttosto che i progetti a grande scala, a concorrere alla qualità dell’organismo città nel suo complesso. Realizzazioni puntiformi che, se inserite in un sistema di relazioni, contribuiscono a far rinascere parti di città che vivevano un momento di crisi.
Questo è avvenuto in seguito alla nascita del MIRA – Museo Itinerario della Rosa Antica sorto a Pordenone sul finire del 2010 nell’ambito di un progetto più generale di ampliamento di un esistente museo d’arte, collocato all’interno di uno dei più noti parchi del centro città, il cosiddetto “parco Galvani”.
Il roseto, di questo infatti si tratta, è in realtà un percorso che si distende lungo la sponda dell’esistente laghetto di risorgiva conducendo attraverso la storia del genere rosa. Caratteristica molto rara da riscontrarsi in giardini di questo tipo, infatti, è la particolare collocazione delle circa 185 varietà presenti: gli esemplari sono disposti in successione secondo una sorta di albero filogenetico del genere così da rendere possibile la comprensione dell’evoluzione storica della rosa nel corso dei secoli. Le prime che si incontrano sono quelle più antiche e autoctone in Europa, più avanti sono collocate le rose importate dall’Oriente sul finire del 1700 e che introdussero il carattere della rifiorenza e il colore giallo, per proseguire poi con le rose ottenute dai più importanti ibridatori europei alcuni ancora in attività.
Il percorso, accessibile, è realizzato in stabilizzato di cava contenuto tra due lame di acciaio corten che hanno anche la funzione di consolidare e trattenere il terreno, in alcuni casi in forte pendenza, della scarpata del lago. In alcuni punti sono state collocate delle scritte, sempre in acciaio corten, che accompagnano metaforicamente alla scoperta delle rose nel percorso e che sono esaltate cromaticamente dal tappeto erboso che gli fa da sfondo.
Leggere strutture in acciaio sorgono in alcuni punti per sostenere esemplari di rose rampicanti che, fra qualche tempo, faranno ombra alle sedute in legno poste nelle adiacenze.
A differenza di una collezione museale collocata stabilmente all’interno di un edificio, questo percorso museale open air è costituito da elementi vegetali che mutano costantemente con il passare dei mesi, offrendo colori e forme sempre diverse ed è proprio questa peculiarità che rende la sua fruizione ogni volta unica.

Annunci

2 pensieri riguardo “Friuli Venezia Giulia, di Elisa Monte – MIRA, Museo Itinerario Rosa Antica

  1. Cara Elisa Monte, grazie per il tuo bel articolo. Mi piacerebbe tanto leggere delle aiuole urbane di Udine, che mi sembra che abbiano vinto anche un qualche premio.
    Il responsabile del verde urbano di quella città si chiama Valentino Filipin ed è un caso raro nella geografia italiana. Lui tratta le aiuole urbane e le rotonde come se fossero dei veri giardini, usando una varietà incredibile di essenze e sfoderando un gusto giardiniero raffinatissimo. Credo che faresti un servizio a questo blog. Ciao e grazie.

    Mi piace

    1. Buongiorno Lucilla, grazie per il complimento all’articolo. Dici bene, il lavoro che conduce Valentino Filipin con il suo Ufficio del Verde Urbano di Udine è un caso abbastanza raro nel panorama delle piccole cittadine di provincia. Uno degli aspetti più interessanti è, a mio avviso, la scelta delle essenze, sempre diverse a seconda delle condizioni del terreno, dell’esposizione, ecc… e la sensibilità nell’accostamento di colori e volumi. Caso emblematico: un’area di risulta all’incrocio di più strade e sormontata da un piccolo cavalcavia. Poca luce, poca acqua, ma ne è uscito un mini-capolavoro: un piccolo angolo di deserto in città… Ma ne parlerò con più calma in uno dei prossimi articoli. Ciao.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...