AiappLab a Flora Cult – di Paolo Picchi

La fortunata stagione dei giardini in carriola firmati AIAPP Lazio, ha avuto gradevole conclusione per questa stagione primaverile fieristica 2011 nella cornice dei Casali del Pino nei giorni dal 13 al 15 di maggio. Il casale, proprietà delle sorelle Fendi, da alcuni anni ospita la Fiera Flora Cult, fortunatamente non solo appuntamento mondano per le signore capitoline, ma da quest’anno anche luogo di incontro di paesaggisti certificati Aiapp, che con le loro realizzazione hanno dato vita, e conferito autorevolezza e prestigio alla mostra, unendosi i coro ad altri autorevoli interventi di cultura paesaggistica, quali presentazioni di libri, conversazioni con Paolo Pejrone e quant’altro.
La coordinatrice dei carriolisti, Uta Muhlmann Zorzi, vicepresidente in carica per la sezione Lazio, ha provveduto a gestire i rapporti con la direzione della fiera, predisponendo lo spazio.

“Giardini in carriola, una manifestazione di creatività spontanea autogestita da alcuni soci della sezione Lazio che porteranno ognuno un micro-giardino temporaneo allestito in una carriola, meno di un mq di creatività all’insegna della flessibilità, della leggerezza e dell’ironia sul tema “il giardino volante”, così si presenta l’idea Aiapp di diffusione della progettualità dell’architetto del paesaggio. I giardini in carriola dimostra come la professione dell’architetto del paesaggio possa essere applicata dal microcosmo di un sistema en carriola, alla pianificazione paesaggistica.

Il tema giardini volanti è stato interpretato nei modi più svariati e divertenti, dal tema delle mongolfiere, al colore blu delle fioriture utilizzate, ai tappeti volanti, agli areoplanini che sollevano il paesaggio.

Grande è stato il riscontro del pubblico e della stampa durante il primo giorno di esposizione, venerdì 13 maggio. E’ stata una buona occasione per Aiapp di visibilità e di diffusione culturale spicciola. Incontrando i visitatori era molto semplice, partendo dalla spiegazione della carriola, mostrar loro le finalità e le virtu’ della disciplina paesaggistica e della figura dell’architetto del paesaggio.

PS.
Chi ha foto da aggiungere le inviasse a paesaggiocritico@gmail.com ridimensionate sul lato lungo a circa 900px. Purtroppo non ne abbiamo dei giorni di apertura, ma solo dei giorni di preparazione…..

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5 pensieri riguardo “AiappLab a Flora Cult – di Paolo Picchi

  1. Non esageriamo! Non era un’offesa. In fondo è il modo in cui tanti percepiscono questo tipo di mostre e la colpa è anche dei comuni che non si fanno loro stessi promotori. Chiaramente alla mostra dalle Fendi chi vuoi che ci sia? Le Fendissime, no? Nei prossimi mesi cercherò di parlare di questi vivaisti – produttori di piante speciali che vendono praticamente solo alle mostre e per corrispondenza. Quasi tutti posseggono una laurea e quella di filosofia non è neppure numericamente l’ultima, c’è anche un insegnante di matematica alla terza università di Roma, biologi, botanici, architetti etc. C’è chi ha fatto e fa ancora il paesaggista e non trovando in giro le piante che sarebbero servite per i giardini che creavano, si sono messi a produrle da sè. E’ un onore per me essere loro amica.

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  2. Caro Francesco, posso tirarti le orecchie? Queste manifestazioni non sono appuntamenti mondani per signore con il cappello fiorito in testa (ce l’avevo anch’io, troppo sole), ma veri e propri eventi culturali inerenti al mondo dei giardini e della botanica. Metter l’accento sulla mondanità, che è un evento collaterale innegabile, vuol dire sminuire il loro valore come momenti di cultura, di incontro, di approfondimento e di scambio. Oltre alle signore e ai loro mariti annoiati, puoi incontrare grandi professionisti, proprietari di giardini importanti, curatori di giardini storici, collezionisti, appassionati, gente con una cultura incredibile, nonchè avere rapporti con quei vivaisti che sono veramente persone speciali e che tutti voi che operate nel verde e nel paesaggio non solo dovreste conoscere, ma anche intrattenere rapporti di amicizia. Persa come sarebbe stato il giardinetto di Piazza Vescovio, se il geometra che l’ha progettato, fosse stato, non dico amico, ma almeno conoscente di qualcuno di loro!

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    1. Ciao Lucilla,
      credo che Paolo abbia agito in buona fede, avrebbe sicuramente potuto usare un termine diverso da quello che ha usato, condivido comunque la tua suscettibilità, anche se prima di pubblicarlo avevo letto l’articolo e mi era sfuggita la possibile offesa a chi vive con passione gli eventi floristici e botanici in generale…..spero ci perdonerai…..ciao
      Francesco

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