Piazza Vescovio

Progettista: ?

Luogo: quartiere Africano, Roma

Committente: Comune di Roma

Superficie: 600mq (area centrale)

Anno: 2011

Fotografie: Francesco Tonini

Cosa ne pensiamo: spazio ostile alla sosta

 
Piazza Vescovio si trova nel Municipio II, a due passi dalla via Salaria. La spazio della piazza ha ospitato per anni, in particolare sino agli anni ’80, scontri tra facinorosi di sponde politiche avverse. Non è un caso quindi che lo scorso giugno, il sindaco Alemanno sia venuto ad inaugurare la nuova riqualificazione della piazza, dedicando il giardino centrale alla memoria di un giovane morto per causa violenta nel 1979, “Francesco Cecchin – Vittima della Violenza Politica”.
L’inaugurazione del nuovo spazio centrale è stato accompagnato da polemiche politiche riguardanti la rivendicazione dello spazio come detentore di valori fascisti, piuttosto che comunisti. Ma a noi questo non interessa, perché al di là del valore simbolico della piazza, che sia dedicata ad una particolare vittima del terrorismo od a tutte le vittime del terrorismo, questo spazio non può essere di nessuno a causa della sua inefficiente riqualificazione.
L’intervento di miglioramento dello spazio, che non ha toccato minimamente l’aspetto della viabilità della piazza, ha interessato quindi solo la porzione centrale ovoidale, con interventi minimi che sono andati poco oltre il suo abbellimento.
I lavori si sono concentrati essenzialmente su nuova pavimentazione e nuove sedute, entrambe in peperino, nuovi punti luce, piantumazione di qualche alberello, inserimento di una aiuola fiorita e un nuovo disegno generale planimetrico. Quest’ultimo è proprio l’aspetto che ci ha lasciati più amareggiati: si spende denaro pubblico, per riqualificare uno spazio pubblico di un quartiere oramai storico della capitale d’Italia, si dedica lo spazio ad una persona scomparsa con tanto di inaugurazione davanti ai media locali e poi si dimentica la regola principale per uno spazio pubblico, la sua vivibilità. In pratica il progettista, del quale non conosciamo il nome, ha pensato bene di allargare gli spazi calpestabili con il riposizionamento delle sedute, ma non ha considerato l’esposizione al sole di tutta l’area. Dopo i lavori la piazza è sicuramente più decorosa, con un disegno planimetrico più ordinato. Il nuovo disegno dimostra lo sforzo della rara e simbolica aiuola fiorita, decisamente banale e forzatamente posizionata in verità, ma sicuramente apprezzabile. Sconcertante è il fatto che il progettista non abbia pensato che forse i fruitori dello spazio vorrebbero viverlo tutto l’anno, e non solo nei mesi freddi. Come potete constatare dalle foto, le panchine rimangono ad infuocarsi al sole dalla metà della mattina sino a pomeriggio inoltrato ed i pochi coraggiosi che si fermano, sono costretti a farlo sull’unica parte all’ombra, naturalmente al di fuori dell’area calpestabile. E’ anche evidente che i giovani alberelli, che sembrano dei Prunus avium, piazzati in previsione dell’ombra che forniranno dal 2050 in poi, sono stati comunque posizionati male per quella funzione.
Disegnare uno spazio pubblico non è facile, peggio di così è difficile.
Insomma, c’è chi si è affrettato a dire “questo spazio è nostro”. In realtà questo spazio resterà di nessuno.

Francesco Tonini

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10 pensieri riguardo “Piazza Vescovio

  1. Mentre i politici e non,si scannavano per l’intitolazione del giardino,a nessuno è venuto in mente di chiedere un parere a chi in piazza ci abita.
    Purtroppo si è persa una buona occasione per sistemare la viabilità della piazza,attanagliata dal traffico proveniente da Roma nord direzione Parioli.
    Non sono state trovate soluzioni alla sosta selvaggia degli avventori di bar,banche etc.,che quotidianamente intralciano il passaggio delle 5 linee di Bus che attraversano la piazza creando notevoli problemi.
    Per quanto riguarda il giardino, quello che vediamo oggi pare essere un’opera incompiuta, dato che c’è uno slargo al suo interno senza panchine(forse verrà riposizionata lì l’edicola?e se si perchè?)e l’aiuola di piante colorate nasconde sotto un basamento di cemento armato che potrebbe reggere la statua di Marco Aurelio.
    Ennesima dimostrazione di scollamento totale delle istituzioni (TUTTE) dalla realtà quotidiana dei cittadini(TUTTI).
    P.S.
    L’erba a zolle posizionata vicino alle uniche due panchine all’ombra(ma che panchine non sono) ovviamente si è già distrutta per il calpestio e i lampioni che sono stati posizionati ormai da 2 mesi non sono stati mai accesi.

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  2. Forse Flavio Trinca si ricorderà quando tanti anni fa, in via dei Fori Imperiali, c’era una bellissima Rosa Ramona, enorme, fiori grandi come un piattino da the, rosa quasi fucsia, a cinque petali. Era sensualmente abbracciata ad una colonna lasciata a terra … Via! Troppo disordinata, probabilmente? Oppure troppo poco di plastica?

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  3. I turisti? Credo piuttosto che piacciano ai geometri der comune. Sti geometri spesso hanno la laurea in architettura. Una volta a Piazza Bocca della verità c’erano masse di oleandri a mio parere bellissime, poi li hanno cavati tutti per metterci la rosa Sevilloviana, ora hanno cavato anche quelle e c’è un giardinetto a aiuolette basse di bossi (carino). Gli oleandri li hanno eliminati per un motivo di decenza pubblica, si inguattavano dentro e dietro, hanno detto.

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    1. concordo: trovavo i massivi di oleandri spettacolari!
      con la stessa “scusa” alcuni anni prima erano stati tolti anche quelli che costituivano la spina centrale del Circo Massimo.
      Sulle roselline rosse… preferirei omettere il commento!
      per quanto riguarda i turisti: vanno a visitare (ormai sempre di più) altre città del mondo con giardini di ben altra natura…

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  4. sono quelle che io definisco “sistemazioni tipo tomba del cane” o “della stazione di paese”; e questa non è nemmeno la peggiore: senza scomodare vittime varie dei terrorismi, ma l’immagine internazionale di questa città, vi invito alla visita dell’appena “riqualificata” Piazza Corrado Ricci (incrocio Via Cavour-Via dei Fori) o del “cantiere” di Piazza Bocca della Verità, di fronte all’omonima chiesa, ed ai templi noti come di Vesta e della Fortuna Virile (per non parlare di Piazza Venezia, la più fotografata dai turisti).
    le visioni sono sempre le stesse: provinciali, ignoranti ma, soprattutto, “vecchie”!

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    1. Ciao Flavio,
      si ho visto anche io quelle sistemazioni da piazza fronte stazione del paesino col sindaco costruttore ed ho sempre pensato “chissà, i turisti forse le vogliono così?”. Ciao e grazie delle segnalazioni.

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      1. tra le “segnalazioni” dimenticavo anche la sistemazione della statua di Papa Giovanni Paolo II a Piazza dei Cinquecento: non mi esprimo sul valore dell’opera (l’hanno già fatto in molti) ma… la bordura di rose ed il praticello!

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  5. “Sconcertante è il fatto che il progettista non abbia pensato che forse i fruitori dello spazio vorrebbero viverlo tutto l’anno, e non solo nei mesi freddi.”
    Forse perchè di fatto le piazze non vengono più pensate per le persone e per la loro reale fruizione?

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