Piazza di Santa Maria delle Grazie, tra Prati e Trionfale

Entrati a Roma per la via Aurelia, percorsa via Baldo degli Ubaldi ed il suo continuo, via Angelo Emo, proprio quando quest’ultima si trasforma nell’imbuto di via Candia ci si imbatte in una piazza piuttosto atipica, spezzata in due dalla strada. La piazza è stata oggetto di riqualificazione pochi anni orsono. Non siamo riusciti a reperire nessun dato sul progetto, ne sul progettista, se qualcuno ha notizie certe è pregato di comunicarcele per favore. Siamo quasi sicuri che la piazza sia stata riqualificata a seguito di una serie più ampia di lavori, che ha visto il restauro della chiesa di Santa Maria delle Grazie.
La superficie di maggior dimensione è quella relativa allo spazio del sagrato della chiesa. La porzione piccola della piazza è invece incastrata tra palazzine e funge da collegamento diretto, attraverso una scalinata piuttosto lunga, alla più alta ma vicinissima viale Vaticano.
In effetti questa spiazzetto può essere considerato un piccolo crocevia tra i quartieri di Prato, Trionfale e la città del Vaticano.
Non ho mai saputo dire perchè questo piccolo spazio, di riparo dal rumoroso traffico di via Candia, mi attiri. Sicuramente è una risicata area che invita alla sosta, grazie soprattutto al rapporto con la scalinata che si inerpica sulla vista delle mura vaticane, un regalo suggestivo della città eterna.
Di fatto, a seguito di una piccola analisi, la piazza appare insignificante. Lo spazio del sagrato, nonostante sia generoso nelle proporzioni e ben ordinato, non regala emozioni e non presenta nessun comfort per il viandante, nessun riparo dal sole e insignificanti sedute.
La parte piccola della piazza è graziosa, ma senza carattere. Sobrie sedute integrate con vasche e fioriere offrono una pausa accogliente dalla nevrosi cittadina, ma il carattere rigoroso generale, per niente incline a qualsiasi distrazione dell’occhio, produce una relazione insipida con i fruitori dello spazio.
I materiali utilizzati sono in linea con la più comune delle sistemazioni urbane romane degli ultimi decenni, pietra scura e basalto per la pavimentazione, travertino per le sedute e mattoncino laterizio per i muretti.
La vegetazione, tutta sempreverde, non aiuta di certo a regalare un sorriso in più. E’costituita principalmente da olivi, oleandri ed allori, piante “romane” da battaglia, senza fronzoli.
In definitiva, una piazza come tante a Roma, ma se vi trovate a fare shopping nella Prati natalizia o scendete alla fermata Cipro della metro, ora sapete dove andare per rilassarvi qualche minuto.

Francesco Tonini

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3 pensieri riguardo “Piazza di Santa Maria delle Grazie, tra Prati e Trionfale

  1. Ho vissuto per oltre venti anni in questo quartiere, praticamente alle spalle di piazzale degli eroi. era la mia parrocchia. Non mi è mai piaciuta questa chiesa ancor prima di studiare architettura. forse per le proporzioni o i troppi mattoncini. L’unica cosa che “reggeva” era la prospettiva ossia la sua visione dalla fine di via candia. La centrava in pieno. il sagrato era un piccolo marciapiede che non aveva il respiro necessario al rapporto con la facciata e lo spazio antistante era in realtà un incrocio infernale. un punto debole era sicuramente il collegamento tra l’inizio di via candia e le mura vaticane che avveniva tramite una scalinata buia, un luogo che se dovevi percorrerlo ti facevi il segno della croce. Devo a quel luogo il ricordo del primo scippo subito al ritorno da scuola……. Con i lavori della metropolitana e quindi la realizzazione della nuova fermata della linea A le cose cambiarono. sicuramente le sistemazioni classiche a mattoncini con copertine in travertino e ulivi alla base della scalinata ha prodotto uno spazio più raccolto e più conviviale. bar e ristori hanno trovato finalmente un luogo dove mettere i tavolini dopo anni di adattamento precario lungo i marciapiedi. altra cosa il sagrato. è vero, la dimensione è proporzionata alla facciata della chiesa ma…… continuo a pensarla nello spesso modo….un brutto spazio, brutte proporzioni, brutta luce. chi ci passa o entra nella chiesa per avere un rifugio, o se ne scappa verso i negozi di via candia……… comunque l’ennesimo intervento romanesco con innocue aiole di mattoncini e travertino + olivo che fa tanto orto degli olivi (Getsemani) e quindi molto ma molto politicamente corretto. ps una nota personale, personalissima…… questa chiesa (e nel tempo altro) ha contribuito alla mia svolta laica.

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  2. Hai ragione Francesco. La piazza non è bella, non ha nessuna attrattiva, ma invita alla pausa e in qualche modo è anche intima. Credo che dipenda dal fatto che non è un non-luogo.

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