I Biennale dello Spazio Pubblico di Roma – sessione plenaria – estratto parte 1


Maggio è stato un mese denso di avvenimenti legati ai giardini, al paesaggio ed agli spazi pubblici, come non se ne vedevano da anni. Evidentemente la crisi economica mondiale e la crisi etica e morale della nostra società, spingono a porsi delle domande, a darsi delle risposte e, si spera, portino ai presupposti di un cambiamento che non solo è necessario per noi tutti, ma anche doveroso nei confronti dei nostri figli.
In questo nervoso maggio del “cambiamento” abbiamo quindi assistito al IV Colloquio Internazionale sull’Ambiente e sul Paesaggio organizzato dalle Università la Sapienza, della Tuscia e del Molise (del quale proporremo alcuni estratti video dalla prossima settimana), abbiamo seguito e partecipato al Floracult (sul quale proporremo un articolo a breve), a Giardininterrazza (di cui abbiamo già parlato molto ma del quale abbiamo altro materiale da proporvi), ed alla I Biennale dello Spazio Pubblico.
Partiamo oggi con il primo video-estratto della Biennale dello Spazio Pubblico, che ricordiamo è stata organizzata dalla sezione Lazio dell’Istituto Nazionale di Urbanistica, con un grande sforzo che ha visto impegnati molti volontari coordinati dal presidente Domenico Cecchini e dal membro effettivo Mario Spada.
In questa prima parte potete ascoltare: l’apertura di Domenico Cecchini, il gentile contributo del Presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, il discorso appassionato di Mario Spada, ed infine, una breve presentazione del Presidente dell’APA (American Planning Association) Paul Farmer, che ci spiega i nobili obiettivi della pianificazione in suolo statunitense.
Da non perdere, prima di Farmer, l’intervento del Preside della Facoltà di Architettura di Roma Tre, Francesco Cellini. Il preside denuncia innanzi tutto la difficile situazione in cui si trova chiunque voglia progettare uno spazio pubblico nel nostro paese, ma soprattutto a Roma, dove bisogna navigare tra burocrazia, interessi contrastanti e vincoli di ogni genere. Poi invece denuncia la scarsa professionalità di molti progettisti, che pur di rendersi utili, sono capaci di creare falsi problemi per far vedere di essere all’altezza del compito, quando in definitiva il progetto di uno spazio pubblico, a suo vedere, più semplice è, meglio è.
Qualche giorno e vi presenteremo la seconda parte della sessione plenaria, molto interessante a mio avviso, perché contiene i preziosi contributi filosofici di Jordi Borja e di Ali Madanipour, che ci hanno colpito profondamente.

Francesco Tonini

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