Leggere Giardini, la recensione di Lucilla #9 – De Brosses, Goethe, Gregorovius, Brilli e il GRAND TOUR

Questa volta i libri sono stati scelti pensando agli abitanti di Vitinia, che stanno lottando affichè l’area militare dimessa nel loro territorio, non sia trasformata dalla solita affamata speculazione edilizia nel solito inutile quartiere-dormitorio da incubo. Desiderano che venga loro restituita in forma di Parco e che sia tutelata per il suo grande valore paesaggistico e archeologico. Questo è un discorso che andrebbe allargato a tutto il territorio che è rimasto più o meno integro nei pressi delle periferie e delle borgate romane. La conservazione del paesaggio che le contiene, potrebbe essere già l’inizio della loro riqualificazione e risanamento.

Giusto per rinfrescarci un po’ la memoria e per renderci conto di che cosa ha significato la campagna romana per la storia della cultura mondiale, a Roma, presso la Fondazione Roma Museo (Palazzo Sciarra), in via Minghetti 22, fino all’8 maggio c’è la Mostra “Roma e l’Antico. Realtà e visione nel ‘700” a cura di Carolina Brook e Valter Curzi. Io l’ho vista e la consiglio. E’ una raccolta di quadri, di ritratti, di schizzi a penna fatti da quei raffinati, illuminati, progressisti viaggiatori, che arrivavano a Roma da tutta l’Europa, percorrendo la via Francigena. Erano i giovani “Grandtouristi” che compivano il loro viaggio d’iniziazione, per vedere le vestigia di quella cultura romana e greca, che tanta parte avevano avuto nella loro formazione accademica. Non arrivavano solamente i giovani rampolli delle ricche famiglie nordiche, ma anche scrittori, pittori, architetti in cerca di idee. Così è nato il Neo- classicismo, movimento culturale che ha influenzato i costumi e le arti in Europa e in America alla fine del 700. Venivano per l’antichità, ma poi erano rapiti dalla bellezza del paesaggio che le conteneva.

Quadri (Vanvitelli padre, Jacques Louis David, etc.), sculture (è l’occasione per vedere “Venere e Adone” di Antonio Canova, scultura del 1795, prestata per l’occasione dal Museo dell’Ermitage” di Santo Pietroburgo”), incisioni di Piranesi, video.

La Mostra è anche una documentazione della nascita della “patachismo”, cioè l’invenzione della patacca. Sono esposti una gran quantità di falsi reperti fabbricati nel ‘700, ma anche veri e propri “gadget”, incisioni, acqueforti e tutto ciò che serviva per soddisfare i ricchi visitatori che non volevano tornare in patria a mani vuote. Così nella Roma barocca è nata la fiorente industria del souvenir.

Non erano solo colti e ricchi, ma anche grafomani: tenevano una corrispondenza giornaliera e diari molto precisi. Tutto questo materiale cartaceo è per noi una fonte molto importante per ricostruire una memoria di quello che era un paesaggio unico al mondo e un’incitazione a conservare quel poco che è rimasto.

Di letteratura sul viaggio sono pieni gli scaffali delle biblioteche, io qui vi citerò i libri più famosi e interessanti, ma, vi prego, aggiungete voi ciò che non cito. Credo che siano letture importanti, anche se vi lasceranno l’amaro in bocca.

Charles de Brosses Lettere sull’ Italia ( 1739 e 1740). 1974 Bari Laterza

E’ un libro che purtroppo ho smarrito, ma molto importante. Descrive Genova, Firenze, Roma, Napoli, Modena, Venezia. Importanti le sue considerazioni sugli scavi di Ercolano e le descrizioni dei palazzi e dei giardini nei dintorni di Roma. De Brosses era un uomo importante, presidente del Parlamento di Digione, grande studioso, ha collaborato con Diderot e D’Alembert nella stesura dell’Encyclopédie. E’ arrogante e altezzoso, non si fa nessuno scrupolo a bastonare il vetturino perché si è rotta la carrozza, ma è anche un gran pettegolo e, nonostante tutto il suo sussiego, finisce a fare “a gavettoni” in un giardino di Ariccia. Compralo qui Viaggio in Italia. Lettere familiari (Opere varie. Storia e memoria)

J. W. Goethe Viaggio in Italia 1985 Milano BUR

Poche parole perché Lui non ha bisogno di tante presentazioni. Ha 37 anni, quando quasi improvvisamente si mette in viaggio verso l’Italia per vedere i monumenti classici. Passa dal Brennero e quando arriva a Verona va in estasi davanti al teatro romano. A Padova vede per la prima volta una palma: è la Chamerops humilis che si trova ancora all’Orto Botanico conservata dentro una serra. Quella palma è ancora viva ed è chiamata la “Palma di Goethe”. Ovviamente. Firenze non lo interessa, invece a Roma si sente a casa sua e nel 1786 il pittore tedesco J. H. Tischbein lo ritrae pensieroso, mentre sta riposando nella campagna romana. Questo quadro è diventato praticamente l’icona del Grand Tour. Poi Napoli e la Sicilia. Da appassionato naturalista, visita tutti gli Orti Botanici e si diverte a descrivere minuziosamente le essenze vegetali che non conosce. Compralo qui Viaggio in Italia (Oscar grandi classici)

F. Gregorovius Diari romani 1852 – 1874 1967 Avanzini e Torracca Editori Perugia

Questo è un testo citatissimo. Gregorovius è uno studioso tedesco di storia antica. Ha 31 anni quando decide di partire per un lungo viaggio verso il Sud. Il 19 Aprile del 1852 è a Venezia e rientrerà in patria solo dopo venti anni, passati quasi tutti a Roma a studiare il Medioevo e il Rinascimento. Sono molto belle le pagine che lui dedica alla città e ai suoi viaggi verso Napoli e poi in Sicilia. Descrive Ninfa prima che diventasse il famoso giardino delle principesse Caetani.

Potrei continuare all’infinito a elencarvi libri, mi limiterò a citarvi autori famosissimi che hanno soggiornato in Italia e hanno descritto il suo paesaggio: Montagne, Montesquieu, Sterne, Chateaubriand, Dikens, Ruskin, Saint-Beuve, Stendhal, Jeames, Laurence, Joice, Capote, Yoursenar…

Per finire un piccolo libro molto interessante e anche molto divertente:

A.Brilli Quando viaggiare era un’arte – Il romanzo del Grand Tour 1995 Il Mulino Bologna

Attilio Brilli insegna letteratura anglo-americana all’Università di Siena e si è sempre interessato di letteratura di viaggio. Per capire meglio di cosa si tratta, vi elenco i titoli dei capitoli del libro:

Prefazione. Prima di mettersi in cammino. I. Storia artistica e letteraria del Grand Tour II. Itinerari, stagioni e luoghi di sosta III. Il viaggio materiale: arredi e corredi IV. Il viaggio materiale: le ore in carrozza V. Stazioni postali, locande e ostelli. Compralo qui Quando viaggiare era un’arte. Il romanzo del Grand tour (Intersezioni)

Decisamente un po’ diverso dai luoghi dagli odierni viaggi organizzati che analizza Marc Augé in “ Disneyland e altri nonluoghi”.

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