L’Architetto Paesaggista ed il suo futuro: EFLA e Aiapp il 25 marzo alla Casa dell’Architettura di Roma

La nostra professione, che non è mai stata completamente riconosciuta nel nostro paese, è oggi più che mai in pericolo. Molti corsi universitari triennali specifici sul paesaggio hanno chiuso o stanno per chiudere a causa delle recenti riforme universitarie. Qualsiasi corso universitario di secondo o terzo livello (biennio specialistico e triennio di dottorato) riguardante il paesaggio, non ha più le caratteristiche sufficienti per essere riconosciuto dalle Federazioni Internazionali di Architettura del Paesaggio (EFLA e IFLA accettano solo corsi della durata minima di 4 anni), pena l’esclusione dei nostri professionisti da qualsiasi concorso internazionale! L’ordine degli Architetti di Roma e Provincia, in maniera piuttosto improvvisa, ha cambiato la propria definizione per divenire “Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori”, in modo da inglobare qualsiasi percorso di studi e permettere ai suoi iscritti architetti di occuparsi indifferentemente di paesaggio, urbanistica, conservazione e pianificazione senza nessuna formazione specifica.
La professione dell’Architetto Paesaggista non avrà mai, se così rimarranno le cose, una associazione di categoria forte con le necessarie nuove leve, oramai decimate sul nascere.
Aiapp, l’unica associazione di architettura del paesaggio, con la sezione del Lazio presieduta da Maria Cristina Tullio, ha compreso immediatamente i problemi a cui andrà incontro la nostra professione ed è riuscita ad organizzare un incontro con i rappresentanti dell’EFLA, al fine di trovare una soluzione alla più che probabile scomparsa degli architetti paesaggisti italiani.
Esortiamo tutti gli studenti interessati ad essere presenti e ricordiamo che l’Aiapp non può difendere i loro interessi senza il loro supporto, in questa ed in tutte le occasioni in cui ce ne sarà bisogno.
Con rammarico evidenziamo il fatto che, a parte rare occasioni, vediamo sempre meno studenti alle conferenze ed alle tavole rotonde sul paesaggio, segno di scarso interesse che vanifica qualsiasi tentativo di evoluzione della drammatica situazione professionale nel nostro paese. Con tristezza vogliamo citare anche che la scorsa settimana abbiamo invitato una decina di studenti a partecipare ad un breve video da mostrare ai rappresentanti EFLA, per far comprendere la voglia di riscatto dei nostri giovani…….ci dispiace molto di non aver ricevuto neanche una risposta: se non si ha voglia di difendere quello che si studia e si vive ogni giorno, forse è il caso di porsi delle domande.

Francesco Tonini

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