Area Militare di Vitinia, insieme il 25 marzo perché diventi parco

La professione di Architetto Paesaggista, per essere completa, non può concentrarsi solo sulla parte espressiva e piacevole della progettazione, ma deve necessariamente indagare i processi che portano all’evoluzione del territorio, sia che portino ad una giusta valorizzazione del territorio, sia che divengano materia di distruzione del paesaggio ad opera dell’ennesima speculazione edilizia in nome della tanto rispettata “economia del cemento”.
Dopo aver introdotto l’area dell’ ex deposito di carburanti di Vitinia, Paola Badessi ci racconta la lunga e quasi inverosimile vicenda di questo spazio, che da anni i cittadini del quartiere chiedono diventi il primo ed unico parco di Vitinia, e che rappresenterebbe un punto nodale per la messa in sistema delle aree verdi tra la magnifica pineta di Castel Fusano ed i parchi urbani dentro il GRA, come potete vedere in questa serie di articoli.
Francesco Tonini

Ecco quindi la seconda parte dell’articolo di Paola:

L’area in questione è stata inserita nell’elenco annesso al D.P.C.M. 11/8/97, pubblicato sulla G.U. 7/10/97, recante “l’individuazione di beni immobili nella disponibilità del Ministero della Difesa da inserire nel programma di dismissioni previsto dall’art. 3 – comma 112 – della legge 23/12/96 n. 662”
La Legge 23/12/98 n. 449 ci ha consentito di chiedere l’intervento del Comune di Roma affinché esercitasse il diritto di prelazione previsto dall’art. 44, comma 3, della stessa ed il 3 gennaio 2001 è stato sottoscritto il Protocollo d’Intesa fra Ministro della Difesa e Sindaco del Comune di Roma, in forza del quale è stato, tra l’altro, concordato di destinare il Deposito Carburanti di Vitinia “… in parte prevalente a parco pubblico, in parte a complesso residenziale”. Una medaglia che ha subito mostrato il suo rovescio.
Negli anni successivi, infatti, l’area ha subito l’evoluzione normativa-urbanistica del Piano Regolatore prima e dei Piani Paesaggistici poi ed ha rischiato per ben tre volte di essere “CARTOLARIZZATA”.
Il nuovo P.R.G. ha imposto l’ATO R 62 sull’area già classificata AGRICOLA sul PRG del ’62, mentre, per definizione delle Norme Tecniche di Attuazione del N.P.R.G., “Gli Ambiti di Trasformazione Ordinaria riguardano aree libere già edificabili secondo il PRG del ’62 cui il presente piano conferma il carattere di edificabilità, destinate o a nuovi insediamenti prevalentemente residenziali o a funzioni integrate…”..
Nel Piano Territoriale Paesaggistico la Regione ha riconosciuto le seguenti precise caratteristiche dell’area:
1. Area di interesse archeologico;
2. Area in parte boscata;
3. Paesaggio agrario di rilevante valore;
4. Punto di vista a 360°
Di queste le prime due sono state sottoposte a vincolo nel P.T.P.R.
La precedente Giunta comunale ha chiesto il declassamento dei vincoli ed il nuovo consiglio comunale ha rigettato quasi in massa le osservazioni che ne chiedevano il rispetto, ratificando in toto l’operato della giunta precedente.
In attesa della pronuncia della Regione, considerato il patrimonio paesaggistico, ambientale, morfologico, archeologico, storico, culturale e identitario che l’area racchiude, abbiamo attivato la procedura per ottenere la Dichiarazione di Notevole Interesse Pubblico dell’area, di cui all’art. 138 c. 1 del D. Leg.vo 42/2004 al fine di
tutelarla integralmente e preservarla dalla cementificazione e da ogni altro tentativo di speculazione.
Aggiudicandoci il sesto posto in classifica nel concorso “I Luoghi del Cuore”, ci siamo guadagnati l’egida del FAI che sarà al nostro fianco insieme con le Associazioni (Italia Nostra, Legambiente, WWF…) che ci hanno sostenuto in tutti questi anni. Un ulteriore successo intervenuto a compensare le delusioni e a dare nuova visibilità alla nostra causa,
Troppe minacce incombono ancora sull’area a causa delle varianti urbanistiche apportate dal Nuovo P.R.G. che l’hanno resa in parte edificabile. L’area quindi, come in passato, rischia di essere cementificata nonostante i vincoli archeologici e paesaggistici e nonostante i limiti che la legge pone anche alla trasformazione dei beni militari.
Il nuovo flagello è rappresentato dal decreto legislativo recentemente approvato in tema di federalismo demaniale che fissa le procedure per trasferire parti del patrimonio immobiliare dello Stato a favore degli enti territoriali che procederanno alla “massima valorizzazione” del bene.
I trasferimenti, dunque, sono basati su puri criteri di profitto.
Stando così le cose, certo è che, se l’area passasse al Comune, sarebbe potenzialmente oggetto di totale speculazione.
Visto lo scempio del patrimonio pubblico, ben venga che almeno un bene dello Stato rimanga allo Stato.
Emblematica, in questo contesto, la svendita posta in atto dalla Giunta capitolina degli immobili militari già ceduti al Comune dal Ministero della Difesa che saranno probabilmente rivalutati con cambio di destinazione d’uso per risanare le casse dello Stato come tributo per Roma Capitale.
L’area militare di Vitinia, per ora, non rientra nell’alienazione in corso, ma, considerato che una parte della stessa ha già subito il cambiamento di destinazione d’uso grazie al Nuovo P.R.G. il pericolo è imminente. Federalismo a parte, il Comune aveva già provveduto alla “valorizzazione”!
Il Ministero della Difesa, per ora, lascia ventilare diverse ipotesi circa il futuro dell’area: conservarla per le esercitazioni militari; fruire della sua “valorizzazione” per “far cassa”; rispondere alle esigenze alloggiative del personale.
Il 10 ottobre 1999 abbiamo organizzato la prima passeggiata nel parco facendo crescere in tutti la consapevolezza di cosa si celasse dietro quel cancello che prima di allora aveva costituito un limite invalicabile.
Qualcuno ha detto: “Avevamo Villa Pamphili sotto casa e non ce ne eravamo mai accorti!”
Da quel momento, la valorizzazione dell’ambiente naturale del parco e del sito archeologico che custodisce è diventata un’esigenza per tutti.
Per circa dieci anni abbiamo avuto le autorizzazioni per organizzare passeggiate domenicali e visite scolastiche. Questo rapporto fiduciario con il Ministero della Difesa ci ha consentito di estendere la conoscenza dell’area a politici e giornalisti, dandoci la possibilità di accendere i riflettori su un aspetto della campagna romana completamente ignorato e di rendere così visibile la nostra battaglia
Ora che tutto ciò ci è negato, alcuni cittadini, sempre più scettici e disincantati, sono facile preda di chi ha interesse a boicottare la nostra giusta causa in difesa di un bene comune. Convinti ad accettare la cementificazione di buona parte dell’area in cambio di servizi per il quartiere e di uno spazio di verde pubblico ridotto purché sia fruibile Ciò non giova certo alla battaglia che l’associazione sta portando avanti per preservare l’area nella sua integrità.
Per superare il pragmatismo dilagante, dobbiamo altresì far comprendere la potenzialità dell’area anche come risposta concreta alle note carenze ataviche del quartiere (asilo nido, punti di aggregazione, servizi socio sanitari, spazi attrezzati per attività culturali, sportive, ludiche…), senza che ciò comporti la devastazione del territorio, ma recuperando i manufatti ed inserendo, ove occorra, modeste strutture in armonia con il paesaggio.
Ciò che ancora dobbiamo infondere, quindi, è la conoscenza dell’area nel suo insieme e l’importanza del suo ruolo nel contesto ambientale e storico nel quale è inserita.
Per dare spessore e visibilità alla nostra battaglia abbiamo organizzato un convegno che avrà luogo il 25 marzo p.v. laae 17,00, presso l’auditorium del S. Chiara (quartiere TORRINO).
Il successo del Convegno sarà comunque legato alla partecipazione dei cittadini.
E’ il momento di contarci e ci auguriamo che il 25 marzo la sala sia gremita dalle 17 alle 20,30.
Gli interventi previsti sono tutti di grande spessore, come è rilevabile dal depliant che segue.
Vi aspettiamo!

Paola Badessi – Presidente dell’Associazione ViviamoVitinia
3334984691
paola.bad@alice.it

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2 pensieri riguardo “Area Militare di Vitinia, insieme il 25 marzo perché diventi parco

  1. Un saluto cordiale a tutti gli abitanti di Vitinia.

    Mi chiamo Randazzo Giorgio e abito a Melilli (siracusa),nell’anno 1968 ero militare

    alla cecchignola(trasmissioni) e nel periodo ottobre-dicembre dello stesso anno

    fui di guardia in area militare di Vitinia.Fu un periodo di mal tempo e freddo ma il

    panorama visto dalla collinetta e dalle altane era stupendo.Spero che quell’area

    diverrà un bellissimo parco e che verrà visitato da molti turisti.

    Un augurio e un saluto tutti.

    Randazzo Giorgio

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    1. Leggo solo ora, e con piacere, il tuo commento.
      Grazie, Giorgio, per aver condiviso, con la tua testimonianza, il bel ricordo che serbi per questa splendida area a noi tanto cara e per aver profuso un tocco di ottimismo alla nostra battaglia.
      La strada è ancora in salita ed il percorso sempre più impervio, ma sarà più lieve se avremo tante persone come te al nostro fianco

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