Leggere Giardini, la recensione di Lucilla #8 – il pollice verde di Pizzetti, Charles Quest-Ritson, Domenico Aicardi e le rose moderne

Ero molto incerta se propinarvi testi di filosofia del paesaggio o storia dei giardini con tutti i risvolti politici che ne hanno determinato gli stili, ma poi sono uscita nel mio giardino e ho visto che gli ellebori sono fioriti, che i bulbi sono tutti pronti per farlo, che la Rosa sanguinea (una chinensis) ha già nuove foglioline e boccioli aperti, le ortensie gemme turgide e molte piante che credevo morte ammazzate dal gelo di questo intenso inverno, stanno ricacciando alla base e allora mi sono detta: “Basta teoria! Basta filosofia! Qua, bisogna lavorare.” Così, rientrata dopo due orette (il mio è proprio un giardinetto), ho pensato che anche voi, avendo scelto di essere paesaggisti, molto probabilmente avete un piccolo, o magari grande, giardino da sistemare, piante da rinnovare, progettare una nuova bordura o altro e allora mi sono detta ancora:”Diamoci sotto con i testi che parlano di piante e annunciamo tutte le mostre di floro-vivaismo che ci saranno in giro questa primavera.” Queste mostre, un po’ “scicchette”, servono moltissimo perché i vivaisti che si espongono non fanno parte del grosso giro commerciale, ma sono piccoli produttori di tendenza. Essendo loro stessi appassionati botanici, sono sempre alla ricerca di piante nuove o anche vecchie dimenticate o di quelle che meglio si adattano al nostro clima e alle fantasie dei giardinieri. In più le piante che si vendono, offrono un’ottima garanzia di sopravvivenza, non essendo coltivate in serie in torba, ma nei terricci adatti, senza “bombe” di fertilizzanti chimici. Sono piante che rispettano il ciclo biologico, perciò difficilmente troverete una rosa fiorita a Marzo o ad Aprile, a meno che sia una Chinensis, una Banksia o una Gigantea.. Lo stesso dicasi per le ortensie, le clematidi, i pelargoni, le erbacee e via dicendo. Altra cosa da sapere per chi non ha mai frequentato le Mostre: non aspettatevi di trovare prezzi stracciati, quelli li troverete forse in un supermercato, aspettatevi invece di vedere piante rare, nuove varietà, specie botaniche delle quali non conoscevate l’esistenza e soprattutto qualità. Insomma, la differenza è come quella di un abito in vendita su una bancherella e uno in un negozio di Via del Babbuino a Roma (ho scelto una via del centro a caso).

Vi suggerirò quali sono le mostre più interessanti del mese, ma se vorrete avere un calendario più completo vi invito a cliccare il blog di MIMMA PALLAVICINI.

Prima di elencarvi qualche monografia specifica di un genere particolare di piante, vorrei consigliare, anche se spero li conosciate già, due libri del nostro grande Ippolito Pizzetti, perché tutta questa nostra storia viene da lui.

IPPOLITO PIZZETTI Il pollice verde – Giardinaggio: un hobby, una filosofia, un’arte, 2006 Milano BUR

Era il 1974, quando sull’Espresso apparve “Il Pollice Verde”, la rubrica sul giardinaggio di Ippolito. In quel periodo sui giardini e sulle piante non c’era niente, ma proprio niente, solo i settimanali di moda femminili davano qualche notizia su come coltivare gerani, relegata tra una ricetta della torta della nonna e i consigli su come curare la pelle del viso. C’erano sì delle riviste mitiche, come “Il Giardino Fiorito”, fondato nel 1931 addirittura da Eva Mameli, la mamma di Italo Calvino, ma erano per pochi eletti abbonati, invece, quel Pizzetti lì, dall’alto della sua grande cultura, ebbe l’ardire di scrivere di giardinaggio sul settimanale di politica e costume più autorevole e seguito dell’epoca. Divideva la pagina con Marco Trimani che teneva una rubrica sulla cultura del vino. Le rose e il vino. Stupendo. Ippolito parlava un linguaggio insolito per l’epoca: parlava di paesaggio, quando fino allora, nel sentire comune, il paesaggio era un quadro dipinto da un pittore della domenica, parlava di biodiversità, parlava di giardini senz’acqua, aveva già una certa avversione per i prati all’inglese in Italia e consigliava quelli naturali, parlava di rose antiche… e chi le aveva mai sentite nominare? Legava l’esperienza del giardino alla vita personale e quindi parlava anche di se, di sua figlia, delle sue fidanzate, dei suoi amici. Una volta disse: “Le mie donne leggono sempre la mia rubrica per vedere se ho scritto di loro”.

Così si è formato il primo gruppo di appassionati del giardino in Italia.

Purtroppo il libro che oggi voi trovate in libreria è solo una selezione di quegli articoli, ma accontentatevi, perché basteranno per farvi entrare nella testa e nel cuore il significato del giardino.
Acquistalo qui Pollice verde. Il giardinaggio: un hobby, una filosofia, un’arte

IPPOLITO PIZZETTI – ORIETTA SALA Piccoli giardini 1986 Milano Idealibri

Lo so benissimo che Ippolito non andrebbe trattato così. Lo so che andrebbe affrontato molto seriamente, che dovrebbe essere oggetto di un convegno di importanza nazionale, ma attendendo che qualcuno lo organizzi, non riesco a fare a meno di citarlo qui, perché è stata colpa sua se ho amato furiosamente giardini e piante. Perché è stato un caro amico. Perché, oltre all’amore dei giardini, mi ha donato il senso della leggerezza.

Il connubio Pizzetti – Sala è perfetto. Orietta Sala è la disegnatrice botanica che ha illustrato tutti i libri di Ippolito e si capisce che s’intendono al volo. Bene, questo è un libro di favole, è il libro dei sogni di un eterno fanciullo. Venti giardini sognati e descritti: lui diceva che non amava i giardini disegnati (…“ Il disegno architettonico nei confronti di un giardino equivale a cristallizzarlo a priori nello spazio, fuori dal tempo e quindi dalla vita, a definire nella morte un insieme di organismi viventi.”… poi riporta una frase dello scrittore Giorgio Manganelli che diceva: “… E’come se uno scrivesse una frase e lentamente le parole cambiassero all’interno di un discorso, per cui un gatto diventa un gattone o un atto o un fatto o un getto o un gettone o un misfatto o un geco; ben presto l’intero discorso non avrebbe più senso.”). Dunque consegnava alla scrittura i suoi sogni e Orietta li rappresentava con disegni e colori.

Il Giardino d’acqua. Il Giardino delle pergole. Il Giardino delle Ortensie. Il Giardino dei Pelargoni. Il Giardino delle bustine. Il Giardino della frutta. Il Giardino sull’isola. Il Giardino fra le pietre. Il Giardino delle Rose. Il Giardino delle Fucsie. Il Giardino degli Agrumi. Il Giardino secondo natura. Il Giardino della notte. Il Giardino nel bosco. Il Giardino dei voli. Il Giardino fiorito tutto l’anno. Il Giardino delle Verbene. Il Giardino di Venere. Il Giardino dei Viburni. Il Giardino del ghiottone.

La Rosa. Cominciamo da lei perché è “La regina dei fiori”, perché mai un fiore fu più amato, celebrato e raffigurato, perché ha una storia che viene molto da lontano e… perché non è poi così difficile da coltivare: in fondo è un rovo, no?

C’è moltissima letteratura sulle rose e molti manuali. Io ho trovato una quantità enorme di librini sulle bancarelle e li ho comperati tutti, come vi ho consigliato nell’introduzione a questa rubrica.

C’è la piccola Enciclopedia delle Rose e Le mie rose di Paolo Cottini della Casa Editrice Gribaudo, per esempio. Ma per cominciare a seguire in modo più scientifico questo fiore, dovrete assolutamente acquistare:

Charles & Brigit Quest-Ritson La grande enciclopedia illustrata delle rose The royal Horticultural society,  2007 De Agostini.

2000 rose botaniche, antiche e moderne descritte e fotografate. Biografia dei più importanti ibridatori e vivaisti del mondo e descrizione e indirizzo dei siti dove si trovano le più grandi collezioni di rose.
Acquistalo qui Grande enciclopedia illustrata delle rose

Domenico Aicardi Le Rose moderne coltivate ed allevate da amatori, floricoltori, seminatori.

2008 Sant’Oreste (Roma) Apeiron editore

Aicardi è probabilmente il più importante rodolo nell’Italia del XX secolo. Inspiegabilmente la prima rosa italiana certificata, presente nel mercato mondiale è la famosa “Variegata di Bologna” di Bonfiglioli, che probabilmente era solo uno sport, cioè la mutazione naturale di un’altra rosa. Dunque fu proprio Ai cardi, Sanremese, nato nel 1887, che, preoccupato dall’invasione delle rose da taglio provenienti da altre nazioni, dedicò il suo tempo a creare nuovi ibridi. Con “Saturnia”, nel 1933 vinse il I Concorso nazionale , tenutosi a Roma al Roseto del Colle Oppio e nel 1935, all’esposizione “Des roses nouvelles” di Grenoble, le varietà “Saturnia”, “Primavera” e “Signora Pietro Puricelli” ottennero la medaglia d’oro e fu solo l’inizio di una sequenza di successi in tutto il mondo.

In questo libro, che è una riedizione dell’originale del 1951, troverete, oltre alla storia delle rose, tutte le informazioni possibili sulle tecniche di coltivazione e di ibridazione. Molto affidabile.

Per chi vuole avventurarsi a leggere in lingua inglese, ci sono delle vere e proprie bibbie, come i libri di Graham Stuart Thomas Stuart, di David Austin e di Peter Beales.

 

LE MOSTRE PIU’ IMPORTANTI DA VISITARE A MARZO

Primavera in giardino – Milis (Orestano) 12-13 marzo, www.vivaioicampi.it,  Tel. 0783 51531

XXII Mostra delle Antiche Camelie in Luchessia – 12-27 marzo Sant’Andrea di Compito – Capannoni (Lucca), Info http://www.camelielucchessia.it

Giardini in fiore – Riccione 18-20 marzo http://www.giardinidautore.net

Verdemura – Lucca 25-27 marzo http://www.verdemura.it

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