Leggere Giardini, la recensione di Lucilla #7 – Marc Augé e Carmen Andriani

Vorrei collegarmi all’interessante conferenza tenuta dall’architetto del paesaggio tedesco Udo Weilacher, presso la facoltà di Architettura di Roma III, che in questo blog è stata riassunta e ben commentata da Francesco Tonini, per consigliarvi qualche libro che dovreste leggere per approfondire l’argomento. In un secondo momento sarà opportuno che affrontiate anche gli scritti del sociologo e filosofo polacco Zygmunt Bauman, padre del concetto di “modernità liquida”.

 

Marc Augé  Nonluoghi – Introduzione a una antropologia della surmodernità 2005 Milano ed. eleuthera

Marc Augé (Poitiers 1935) è un etnologo antropologo francese che ha passato la sua giovinezza viaggiando in Africa e in Sud America alla ricerca della logica interna della rappresentazione che la società “primitiva” fa di se stessa. Dagli anni ottanta ha trasferito l’oggetto della sua ricerca nel mondo “contemporaneo” e nel luogo più immediato per lui, cioè Parigi e la Francia, focalizzando alcuni aspetti della società metropolitana, quali l’incremento della solitudine nell’epoca del trionfo dei mezzi di comunicazione che provoca la famigliarità assidua di quelli che lui chiama i “nonluoghi”, che sono tutti quegli spazi frequentati da individui simili, ma soli. I nonluoghi sono luoghi di transito come le stazioni, gli aeroporti, gli alberghi, i villaggi turistici, le autostrade, i supermercati, i centri commerciali, outlet… ma anche i campi profughi in cui vengono parcheggiati individui di etnie diverse a tempo indeterminato. Dunque non più luoghi segnati dalla propria storia, dove l’individuo può identificarsi, creare relazioni stabili e durature con altri individui che abitano nello stesso territorio. Chi transita in un nonluogo sa che lì non avrà alcuna possibilità di mettere radici, che le sue relazioni non hanno passato e non avranno futuro, che sono tutte incentrate sul presente.

Per capire l’attualità di questo libro, oltre a fare un viaggio nelle metropoli odierne, basta vedere come gli individui scelgono sempre più di lasciare i luoghi per i nonluoghi, che nel tempo diventano sempre più virtuali e i legami diventano sempre più effimeri e di come una certa architettura postmoderna si è prestata a sottolineare questo fenomeno. Pensate agli autlet, alle loro scenografie da film…

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MARC AUGE’ Disneyland e altri non luoghi 1999 Torino Bollati e Boringhieri

Tutto è diventato Disneyland? Divertente passeggiata dell’autore di “Nonluoghi” in quelli che sono diventati i santuari del turismo mondiale: le isole tropicali, le spiagge del Marocco e della Tunisia, dove lo standard californiano sta prendendo il posto all’affascinante paesaggio nordafricano, Mont Saint Michel, ormai mirabile paese dei balocchi, la cupola di plastica climatizzata di Center Parck in Normandia, ma anche quella vicino all’aeroporto di Nizza, contenente paesaggi tropicali, il Diana Memorial in Inghilterra? Potremmo anche dare un’occhiata in casa nostra, per esempio alle coste della Romagna, alla Sardegna (sic!), al Colosseo e ai suoi gladiatori, a certi giardini storici e no. In certi altri posti però ti viene anche da dire:”Magari…”

Può essere interessante sapere che qualche anno fa gli architetti della Disney Corporation vinsero un concorso per sistemare Times Square e Central Park?

Che cosa si può fare per contrastare un rapporto sempre più virtuale con il territorio?

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MARC AUGE’ Il bello della bicicletta 2009 Torino Bollati e Boringhieri

Questo libro è dedicato a Francesco Tonini, ai miei figli e anche a me, che fino a qualche anno fa ho usato la bicicletta come unico mezzo di locomozione.

Riporto il brano che l’autore ha voluto in copertina:

“…la bicicletta è quindi mitica, epica e utopica. (…) E’ al centro di racconti che richiamano in vita la storia individuale insieme ai miti condivisi della collettività; sono due forme di passato solidali, capaci di conferire un accento epico ai ricordi personali più modesti. Come sempre, il futuro si nutre di una consapevolezza chiara del passato. La bicicletta diventa così simbolo di un futuro ecologico per la città di domani e di un’utopia urbana in grado di riconciliare la società con se stessa.”

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CARMEN ANDRIANI (a cura) Ricordo al futuro 2010 Roma Donzelli editore

Saggi di Joseph Rykwert, Carmen Andriani, Bernardo Secchi, Carlo Olmo, Franco Farinelli, Cristina Bianchetti, Micheal Corajoud, Vittorio Gregotti, Federico Micara, Manuel Blanco, Fulvio Irace, Franco Purini, Edoardo Souto Moura..

Il volume è costituito a partire dal Convegno RICORDO AL FUTURO, Patrimonio dell’esistente e paesaggi urbani contemporanei, promosso dalla PARC/MIDAC e dal MAXXI, in collaborazione con la Biennale di Venezia, nell’ambito dell’XI Mostra internazionale dell’Architettura (22-23 ottobre 2008).

Nel libro si confrontano, attorno alla nozione di patrimonio, punti di vista diversi. Gli storici sono impegnati a rileggere il patrimonio in rapporto al modificarsi del ruolo delle élites e ricostruire la “storia del tema” lungo il corso del XX secolo in Europa. Paesaggisti e geografi discutono della possibilità che natura o paesaggio possano essere considerati patrimonio. Architetti, urbanisti ed artisti rileggono il legame fondativo tra città, architettura e patrimonio nel contemporaneo. L’interrogativo sotteso a tutti gli interventi concerne il rapporto con il moderno: di che cosa oggi possiamo considerarci eredi? Come questa nozione sopravvive alla luce del mutato rapporto con la modernità? Come viene riscritta la nozione di patrimonio nel momento in cui non possiamo più dirci moderni?

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2 pensieri riguardo “Leggere Giardini, la recensione di Lucilla #7 – Marc Augé e Carmen Andriani

  1. Caro Filippo, grazie. Ora, però, scriverò qualche cosa che mi attirerà gli strali di molti: per me (e anche per Augé, in linea di massima), i non luoghi non sono i prati incolti, di per se brulicanti di vita, ma proprio gli spazi asettici. Scusa questo mio eccesso di biofilia, d’altronde sono una clementiana. Lo so che la verità sta nel mezzo. Ciao

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