Largo di San Gaudenzio e via della Tenuta di Torrenova sulla Casilina

Progettista: arch. Guido Ingrao

Luogo: Torrenova, Roma

Committente: Comune di Roma

Superficie: 25000mq circa

Anno: 2003-2009

Fotografie: Francesco Tonini

Cosa ne pensiamo: intervento stilisticamente unitario dall’articolazione complessa

Subito usciti dal perimetro del G.R.A., percorrendo la via Casilina e girando verso sud su via di Carcaricola, è possibile inoltrarsi nella borgata di Torrenova, che prende il nome dall’antica tenuta omonima ancora presente, e trovare con piacere un intervento notevole dal punto di vista dimensionale. Nella pratica, all’avvertita necessità di trovare un raccordo tra la borgata spontanea degli anni ’60 ed i palazzoni molto più recenti che si affacciano su via della Tenuta di Torrenova, si è risposto con un progetto sobrio che propone vita all’aria aperta e ridistribuzione della viabilità. Questo progetto, a cui si deve la realizzazione al programma Centopiazze, per correttezza va inserito in una serie di interventi che hanno cercato di riqualificare, per punti nodali di quartiere, i complessi edilizi spontanei e speculativi sorti su via Casilina dal ’60 ad oggi, che hanno portato alla nascita di comprensori tristemente noti a causa del loro passato al limite della legalità, come Giardinetti, Torre Gaia e Tor Bella Monaca, e che contemporaneamente hanno portato alla graduale scomparsa dell’Agro Romano, paesaggio peculiare lungamente utilizzato nella cinematografia neorealista italiana.

Tornando a Torrenova, l’intervento è articolato sia planimetricamente, visto lo sviluppo lineare che segue la via della Tenuta di Torrenova, sia cronologicamente, perché completato in due fasi: la prima nel 2003 con la realizzazione del Largo di San Gaudenzio, la piazza omonima alla chiesa davanti a cui si sviluppa su di un piano rialzato, e la seconda con la realizzazione dei tratti ad est e ad ovest del largo.

Per la descrizione del largo di San Gaudenzio ci affidiamo alle parole tratte dal sito del comune di Roma:

La nuova piazza sorge fra la borgata di Torrenova e la vasta tenuta agricola annessa all’antico castello di Beatrice Cenci, nell’estrema periferia sud-est della città, in un quartiere sorto abusivamente tra gli anni ’60-’70 lungo la via Casilina, senza alcuna regola insediativa. I grandi problemi di viabilità, così come l’accesso alla borgata che avveniva proprio attraverso via Tenuta di Torrenova, sono stati lo spunto per il nuovo intervento inserito nel programma “Centopiazze”. Proprio per dare una risposta a queste problematiche è stato realizzato un anello di scorrimento nei diversi sensi di marcia, facilitando in questo modo l’entrata e l’uscita dall’abitato. E’ all’interno di questo nuovo perimetro pari ad un’area di mq 13000 (per un importo complessivo di 600.000 euro) che si colloca la piazza vera e propria. La condizione di fascia perimetrale e l’orografia del luogo hanno suggerito la collocazione di quest’ultima su di un pianoro rialzato rispetto alla sede stradale di scorrimento veloce. Essa appare racchiusa da un “bastione”, che grazie al gioco delle differenti quote altimetriche determina una netta separazione tra gli spazi carrabili e quelli pedonali. Lungo il perimetro sono disposte numerose sedute per offrire un piacevole spazio per la sosta a servizio dell’intero quartiere. Inoltre la presenza di ampie zone sistemate a verde realizza un filtro con l’edificato, offrendo una gradevole prospettiva per chi passeggia in questo nuovo spazio pubblico. Il mattone, utilizzato quale materiale dominante dell’ intervento, riprende volutamente il motivo architettonico dell’antistante Chiesa di S. Gaudenzio con l’intento di ricucire gli elementi più significativi del paesaggio locale, civile e religioso.

Secondo noi l’intervento si può considerare riuscito. Abbiamo apprezzato il disegno generale, l’utilizzo di materiali oramai consueti nella progettazione degli spazi pubblici romani contemporanei, mattone laterizio e travertino, la piantumazione degli alberi che in alcuni punti genera angoli suggestivi, lo sviluppo altimetrico che permette visuali sempre diverse, ed infine abbiamo goduto il generale ordine che l’intervento ha prodotto. C’è da dire anche che, nonostante ci troviamo in un quartiere della periferia, le condizioni di manutenzione si possono considerare soddisfacenti, tranne per la parte alta verso via di Tor Vergata, l’ultima in ordine cronologico di realizzazione, dove la parte a giardino con i resti archeologici non è ancora stata valorizzata e dove, nelle sedi per gli alberi, non vi è traccia di piante.

Soffermandoci sulla appropriatezza dell’intervento, siamo contenti che il progetto abbia prodotto una sequenza di piazze pavimentate anziché di una sequenza di giardini. Il progetto assume così una valenza forte, un messaggio per la popolazione locale che può utilizzare così gli spazi in senso aggregativo puro, con poche barriere architettoniche se non quelle dovute allo sviluppo altimetrico dell’area, comunque attrezzata per tutti i tipi di accessibilità. La speranza è comunque quella che questo intervento possa rimanere come punto di collegamento tra i palazzi e la campagna della tenuta, in modo da mantenere il fascino che permea questo tipo di aree, combattute tra città e suoli agricoli.

Insomma, abbiamo apprezzato lo sforzo del comune di Roma di utilizzare una area residuale abbandonata al fine del recupero della qualità di vita della borgata.

Francesco Tonini

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3 pensieri riguardo “Largo di San Gaudenzio e via della Tenuta di Torrenova sulla Casilina

  1. venite ora a fotografare questa piazza e vi renderete conto del degrado in cui versa sono anni che non viene nessuno a pulirla …..e’ impraticabile…e invivibile …cumuli di immondizia e vetri rotti ecc.ecc

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  2. Caro Francesco, guardando le foto mi sono un pò “stranita”. Guardando meglio ho visto che l’ombra è molto bassa, per cui presumo che tu le abbia scattate all’alba, quando non c’era nessuno per strada, solo un omino seduto tutto solo su una panchina. La sua aria è veramente desolata. Certo, i cipressi gli erano molto vicini. Ciao, la cattiva.

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    1. Ciao Lucilla, si, non era l’alba ma era mattina di un giorno feriale ed in un quartiere come quello i lavoratori escono la mattina e tornano la sera……..ho parlato con alcune persone e mi hanno detto che lo spazio è vissuto, specialmente le sera dei mesi caldi.

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