Piazza Eugenio Biffi alla Garbatella


Progettista: ———–

Luogo: Garbatella, Roma

Committente: Comune di Roma

Superficie: 2000mq circa

Anno: 2004

Fotografie: Francesco Tonini

Cosa ne pensiamo: spazio gradevole senza lode

A volte ci occupiamo di piazze dalla dimensione modesta che occupano un ruolo marginale nella vita della capitale, ma che sono comunque ricche di passato. E’ questo il caso di piazza Eugenio Biffi, piccolo spazio al confine del noto quartiere della Garbatella, nel quale ci siamo già addentrati in occasione della recensione di piazza Damiano Sauli e del Parco delle Catacombe di Commodilla.
Lo spazio della piazza è stato sistemato dalla ditta che si aggiudicò l’appalto per il parcheggio sotterraneo all’interno del programma PUP (Piano Urbano Parcheggi). Il famigerato programma prese il via dalla legge n.122 del 1989 (legge Tognoli), fu ampiamente utilizzato dai sindaci di sinistra Rutelli e Veltroni negli anni del loro mandato in nome di una città libera dalle auto, si rivelò un vero affare per numerose ditte e un po’ meno per i cittadini, acquistò notorietà con i numerosissimi ritrovamenti archeologici durante gli scavi per i cantieri, ed è stato infine ripreso dal nuovo sindaco Alemanno che non poteva pensare di non sfruttare il regalo di Veltroni che nel 2006 istituì l’Ufficio Parcheggi del comune, al fine di accelerare gli intoppi burocratici legati al PUP.
La piazza ha forma di semicerchio e come dicevamo è ricca di storia: durante gli scavi è stato rinvenuto un antico ponte romano che serviva al superamento di un tratto scomparso del fiume Almone, ed un suo pezzo ha trovato ora spazio sulla superficie della piazza; su questa area di accesso alla Garbatella si affacciano due dei quattro alberghi suburbani realizzati su progetto di Innocenzo Sabbatini tra il 1927 ed il 1930, che per la precisione dovrebbero essere l’albergo rosso e quello bianco.
Ad ogni modo il progetto della piazza è piuttosto semplice ed è costituito da un corpo centrale pavimentato di forma ovale piuttosto schiacciata, circondato da gradini su cui primeggia un prato erboso scandito da rari cespugli di Oleandro. Ai margini della zona pavimentata in selciato sono sistemate le robuste sedute di travertino.
Tre elementi spiccano particolarmente a parere nostro, i primi due legati all’opera sottostante: l’enorme grata centrale di aerazione dei locali del parcheggio, l’orrenda struttura dell’ascensore di ridicolo colore verde prontamente coperto dalle scritte dei graffitari, infine un elemento che nella sua comune semplicità abbiamo apprezzato molto, gli alberelli variegati di ligustro ai lati opposti della piazza.
Certamente piazza Eugenio Biffi non merita una visita programmata, ma se passate da queste parti potrete rilassarvi in tranquillità contemplando l’antico ponte ritrovato.

Francesco Tonini

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