Il Parco della Mole Adriana


E’ strano definire storico il Parco della Mole Adriana, visitato ogni giorno da migliaia di persone ma quasi sconosciuto ai romani. Di fatto questo parco è storico per più motivi: fa parte del tessuto archeologico di Roma su cui giace, è stato realizzato più di 70 anni fa, Attilio Spaccarelli il suo progettista ha avuto un ruolo determinante insieme a Piacentini nell’eseguire l’impronta fascista sulla capitale inaugurando lo sventramento della spina dei borghi nel 1937.
Per un breve resoconto storico dell’area in cui risiede il parco ci affidiamo alle parole del sito web della Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma:
L’area ebbe sistemazione giardinistica incentrata sull’inserimento di doppi filari di alberature lungo i rampari e di due giardini a parterres. Il giardino rimase così organizzato fino al febbraio del 1934, quando il Governatorato avviò i lavori di realizzazione dell’attuale parco affidandone il progetto ad Attilio Spaccarelli.
La sistemazione dello Spaccarelli si basava sostanzialmente su alcune soluzioni già individuate nei progetti precedenti: in particolare estendeva il doppio filare d’alberatura lungo tutti e quattro i rampari, riproponeva le aiuole lungo la cinta quadrata e il parterre triangolare nella piazza d’armi.
Per collegare i viali superiori al giardino basso furono realizzate, di fronte ai bastioni, due scalee monumentali coronate da esedre. Alle testate delle scalee furono posti basamenti in travertino, alcuni di recupero, altri decorati da fasci littori e da stemmi dei papi che commissionarono interventi per il Castello. Tre esedre furono arredate con fontane “di recupero”. Completarono l’arredo monumentale l’inserimento di due statue monumentali. Per il giardino fu prevista un’illuminazione di 170 fanali a lanterna “tipo gas” (“trastevere”), mentre per il fossato furono utilizzati 85 alti candelabri.

L’elemento più peculiare che contraddistingue il percorso dei bastioni nel parco, oltre al rapporto sempre mutevole con il mastodontico Castel Sant’Angelo, è il “passetto”, un passaggio sopraelevato costruito in epoca medioevale che collega la Mole direttamente con il Vaticano. Altro elemento che caratterizza questa grande area verde è il fossato. Nel lato nord questa struttura di protezione antica e suggestiva si espande, dando vita ad un piano che ospita numerosi esemplari di Pini e Cipressi, nello stile classico e asciutto degli spazi pubblici adiacenti ai monumenti romani, stile adottato dagli architetti paesaggisti della prima metà del ‘900 che hanno permesso di dare una riconoscibilità unica al paesaggio archeologico di Roma. I Pini trovano posto anche nel percorso sui bastioni, continuando il doppio filare di Lecci che accoglie con la sua intensa ombra i visitatori che giungono dal lungotevere.
I materiali e gli arredi sono rigorosamente tradizionali, mattoncino in laterizio, travertino, selciato di basalto, ferro e ghisa per ringhiere e lampioni.
Quello che non abbiamo capito è quello squallido spazio giochi con il suolo rivestito in materiale anti urto. Perchè non si chiama un Paesaggista per progettare uno spazio giochi con un po’ di personalità, in armonia con un simile scenario?
Invitiamo comunque i romani a farsi un giro alla Mole Adriana ed al parco, per non lasciare che solo i turisti si godano le nostre più note quinte cittadine.
Francesco Tonini

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4 pensieri riguardo “Il Parco della Mole Adriana

  1. carissimi Romani affezionati ai giardini della bella Mole Adriana, tutti i giorni porto i miei cani a passeggio tra gli alberi e combatto per tener puliti i giardini….
    Ma è una gara persa …. gente dorme …lascia sacchi di immondizia …. defeca ( e non raccoglie come facciamo noi proprietari di cani!!!!) oramai sono loro i padroni del vostro bel parco!!!!
    Oggi sono stata aggredita ,insultata con sputi e altro… da un tipo perché gli ho detto di non farsi il bidè….. nell’antica vasca romana……!!!!
    e i vigili…..guardano e passano….

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    1. Salve Francesca,
      siamo molto dispiaciuti per quello che ti è successo e per il disinteresse dell’amministrazione comunale nel garantire il decoro del parco. Speriamo che qualcuno legga il tuo commento e si attivi per migliorare la situazione. Grazie della testimonianza.
      Francesco

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  2. E’ il nostro parco, ci sono cresciuti i miei figli ed ora ci porto la nipotina.
    Per dieci anni abbiamo fatto correre il nostro pastore tedesco lì intorno….è una parte di noi !

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  3. Sono nato nel 36 e per 30 anni ho vissuto accanto ai “giardinetti”della Mole Adriana, infatti abitavo al 20 di Piazza Adriana ,al piano inferiore all’appartamento dell’Architetto A.Spaccarelli. Piccolino avevo una tata che mi portava nel parco e poi piu’ grandicello con un gruppo di amici passavamo quasi tutto il giorno a battagliare , sul ponte levatoio o a fare nascondino o il Giro d’Italia con i tappi delle birre, disegnato sull’asfalto dei viali. Poi son venuti i liberatori , e si sono accampati sui bastioni ,al fresco dei pini .Prima i Canadesi poi gli Inglesi e gli Americani , quest’ultimi ci davano cioccolate, caramelle”life savers” con il buco e chewing gums che ingoiavamo non sapendo che alla fine si sputavano. Per me questo parco é “fortunato” perché a differenza d’altri non ha subito deturpazioni ,ne dei militari alleati , ne degli abitanti di Borgo Pio e di Prati, (ci conoscevamo tutti !) che hanno sempre rispettato questo luogo. Non so perché ma i “vandali”non sono venuti spesso in questo parco…speriamo che rimanga cosi’ ancora per molto tempo.

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