Acilia-Madonnetta: Roma o Copenaghen?


Salve a tutti, siamo arrivati all’ultimo articolo del 2010, l’anno che ha battezzato l’inizio della nostra attività nella rete e che non dimenticheremo mai. Come propositi per il nuovo anno, un 2011 che cade a 150 anni dall’unità d’Italia, vorremmo tornare verso la nostra primissima attività, quella che ci vede sul territorio della capitale al fine di scrivere articoli sui cambiamenti dei quartieri e degli spazi pubblici. Ad ogni modo l’inizio del nostro 2011 vedrà portare a compimento la coda dei servizi sulle conferenze e le interviste dello scorso autunno, e non appena il meteo ci regalerà giornate clementi saremo in prima linea nelle piazze di Roma. In attesa quindi degli articoli del nuovo anno, vi presentiamo uno scritto particolarmente critico sulle nuove espansioni edilizie che sono recentemente avvenute nel quadrante di Roma sud, in particolare nella nuova realtà di Acilia-Madonnetta.

Il quartiere Madonnetta, che prende il nome da una piccola statua della Madonna conservata nella Chiesa di San Carlo da Sezze su via di Macchia Saponara, è incastrato tra i meno recenti quartieri di Acilia, Axa e Casal Palocco. Vanto del quartiere è il Parco omonimo, un cosiddetto “Punto verde di qualità” di non trascurabili dimensioni che ospita strutture sportive ed attrezzature varie per le attività all’aria aperta, dato in concessione ad un privato dal Dipartimento per le Politiche Ambientali ed Agricole del comune. L’area della Madonnetta è stata fortemente edificata negli ultimi 15 anni e sembrerebbe aver segnato la fine delle espansioni edilizie abusive della zona di Acilia sud. Di fatto il quartiere di Acilia Madonnetta ha riempito il vuoto dell’Agro Romano che resisteva tra Acilia e l’Axa concedendo fortunatamente il recupero dell’ampio parco della Madonnetta. L’ultima attuale espansione del quartiere, che sarebbe forse più giusto indicare con il nome Axa-Malafede, è quella che si è realizzata a nord di via di Acilia, subito alle spalle del noto complesso delle “Terrazze del Presidente”, noto per condoni e sanatorie poco chiare che dal 1990 in poi si sono susseguite, per terminare con il sequestro dei cantieri nel 2009 e con l’ennesimo rinvio della realizzazione del raddoppio di via di Acilia e del sottopasso della Colombo a carico del costruttore.

Per spiegare il titolo dell’articolo tenteremo ora di analizzare le tipologie edilizie del quartiere e gli spazi pubblici tra queste.
Il quartiere nel suo complesso è strutturato correttamente, forse meglio dell’Axa. Strade interne ben dimensionate, tipologie edilizie varie con prevalenza di “villette a schiera”, abbondanza di spazi aperti, supermercati e scuole sufficientemente distribuiti. All’apparenza il quartiere è a misura d’uomo e sicuramente offre una qualità di vita superiore rispetto ai quartieri del boom edilizio anni ’60-70. Negli innumerevoli spazi verdi si vedono molto persone, ragazzi, famigliole ed anziani che si intrattengono appena c’è uno spiraglio di sole. Allora, dove è il problema? Forse non esiste nessun problema, ed è solo nella ricerca di una critica a tutti i costi, ma quando sono transitato nel quartiere, a piedi, in auto od in bici, ho sempre provato la stessa sensazione di smarrimento e tristezza.

Cercando di analizzare le mie sensazioni sono pervenuto ai motivi che non mi fanno accettare il quartiere come perfetto per la vita umana. Innanzitutto il quartiere è terribilmente monotono, serie e serie di villette a schiera contenenti piccole abitazioni male illuminate per lo più rivestite di mattoncino rosso e che qualche progettista dello studio che le ha pensate, forse mosso dai rimorsi di una laurea in architettura molto lontana, ha cercato di connotare con un particolare minimo al fine di distinguerle le une dalle altre: “in questa striscia di villette a schiera metto le inferriate di colore blu contro i male intenzionati, in questa metto le saracinesche dei garage di colore bianco, sempre per i male intenzionati!”. Il secondo motivo di tristezza è dovuto sicuramente alla mancanza di professionalità nella progettazione degli spazi verdi, che non sento di chiamare in altro modo. In effetti gli “spazi verdi” come suggeriscono i termini sono spazi con un po’ di verde e non giardini o parchi progettati. E’ ovvio che i costruttori debbono essere stati contenuti in limiti di cubatura che hanno previsto gli spazi pubblici tra gli edifici, ed è ovvio che abbiano anche timidamente pensato a come realizzare gli spazi i modo da dare un minimo di riconoscibilità al quartiere, come attraverso le già viste panchine in laterizio e travertino. Putroppo la mancanza di fantasia nella progettazione di questi spazi, che termina nella realizzazione di “giardini” tristi e senza attrattiva, non può essere giustificata solo dal risparmio, perchè le abitazioni del quartiere sono vendute a prezzi gonfiati dalla stessa tipologia del quartiere, ricco di spazi verdi senza qualità. Non vi sono eccezioni a questa regola del mercato edilizio di Roma sud: nei pochi condomini che hanno a disposizione un giardino privato riccamente decorato con l’emblema della moda più “fashion, cool, easy, etc…” in fatto di giardini, l’ulivo secolare strappato alla sua terra come un tartufo e messo nei giardini dei benpensanti raffinati, i prezzi degli appartamenti schizzano in alto per escludere chi non se lo può permettere, in modo da creare un ambiente ricco di “privacy” per “V.I.P” che sono “IN” (terminiamo la frase con “Jesus Christ, ma come parli?). Di fatto però l’offerta del vergognoso mercato edilizio di Roma è questa ed i cittadini che vogliono acquistare la casa in un quartiere ricco di spazi ma povero per tutto il resto, sono costretti a ricorrere a mutui esorbitanti in cambio della propria libertà.

Insomma, qualche hanno fa sono stato in Danimarca e non ho resistito a visitare le periferie di alcune città, perchè come ha detto qualcuno “la misura della civiltà di una nazione si vede dallo stato delle periferie”. Ebbene, percorrendo piste ciclabili meravigliose tra boschi e prati verdi si incontravano quartieri popolari rivestiti di mattoncino rosso tremendamente simili a quello di Axa-Malafede e Acilia-Madonnetta, dove le abitazioni sono fornite a prezzi accessibili e sono circondate da spazi pubblici progettati in maniera superba. Fortuna che non hanno sostituito le Sughere originarie con Betulle, altrimenti avrei potuto anche confondermi. Buon Anno.
Francesco Tonini

Annunci

2 pensieri riguardo “Acilia-Madonnetta: Roma o Copenaghen?

  1. Se vogliamo parlare del quartiere Malafede (viste le foto che avete inserito) soprannominata “La città fantasma”, mi viene ogni giorno da chiedere: “per quale motivo tutte le sue strade, a parte le due principali che ti riportano sempre su Via di Acilia, sono prive di sbocchi??” Sono tutte strade senza uscita e non si capisce il perchè visto che lo spazio c’è e le vie limitrofe pure!! Mi sono sempre detta “forse a qualcuno darà fastidio il via vai di macchine” ma senza collegamenti tra una via e l’altra il quartiere rimarrà deserto e i negozi non ce la faranno a resistere (come infatti per molti è avvenuto)! Un saluto a tutti nella speranza che qualcuno si attivi…..

    Mi piace

  2. più che a Copenhagen, Acilia-Madonnetta mi fa pensare alla suburbia americana: delle strade con carreggiata ampia e marciapiedi piccoli, un fronte strada che spesso è solo una sequenza ininterrotta di cancellate, i parchi che sono solo una distesa di sterpaglie… La sola cosa che rende la periferia di roma diversa (in meglio) dalla suburbia americana sono i negozi: una pizzeria di quartiere, un piccolo supermercato, un giornalaio…

    ma in ogni caso la tristezza rimane. Ho visitato negli anni passati molti quartieri come Acilia-Madonnetta e ho avuto sempre la stessa sensazione: la sensazione di un posto che prova a essere felice, ma che non riesce a garantire una vita sociale appagante. E allora camuffa le sue mancanze con un falso sorriso (che in questo caso è dato dal mattoncino rosso).

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...