Leggere Giardini, la recensione di Lucilla #2 – Speciale Natale


Ortensieto di Anna Peyron – Torino

Nonostante sia passato pochissimo tempo dalla pubblicazione del primo articolo della nuova rubrica di Lucilla Zanazzi “Leggere Giardini” e non abbiate avuto tempo sufficiente per leggere i libri da lei recensiti, usciamo oggi con un nuovo articolo in edizione speciale per la ricorrenza del Natale. L’idea è venuta per suggerire una soluzione a tutti coloro che ancora non hanno trovato il regalo adatto, perchè come giustamente dice Lucilla i testi che seguono sono molto particolari ed indicati per un dono intelligente. Eccovi le recensioni e Buon Natale a tutti da Paesaggiocritico.

Due libri di Storia dei Giardini, ma molto particolari.

“LA POESIA DEI GIARDINI” di Dmitrij Sergeevic Lichacev 1996 Torino Einaudi ed. Euro 40
Lichacev è stato un grande semiologo russo e massimo studioso della storia dell’arte medioevale del suo paese. Scrive questo coltissimo libro per dimostrare come giardini e parchi appartengano a correnti stilistiche determinate dall’arte in generale, e come attraverso a esse si concretizzi il legame tra arte paesaggistica e poesia. Non tutte le epoche e non tutti i paesi sono stati presi in considerazione, ma solo quelli che possono essere d’aiuto per la comprensione della specificità dei giardini russi. Fantastica la descrizione del parco di Pietro il Grande a Santo Pietroburgo e del parco del Cremino a Mosca. Poi la descrizione dei giardini di vetro…Assolutamente da non perdere, ricordandoci, tra l’altro, che la Russia è proprio prossima… Acquistalo qui, una piccola parte va a noi

“I GIARDINI CINESI” di Chen Congzhou 2002 Padova Muzio ed. Euro 15
Se la Russia è proprio prossima, la Cina è molto vicina, almeno per alcuni di voi… e allora la godibilissima lettura di questo libro sarà d’obbligo per capire come sono i giardini del paese celeste. L’autore è, o è stato, professore della facoltà di Architettura dell’Università Tonji di Shangai ed è il più grande esperto dell’arte dei giardini cinesi. La storia comincia da molto lontano (3000 anni A.C.), ma essi hanno mantenuto sempre un carattere distintivo rispetto ai giardini di tutto il mondo, che potrebbe riassumersi nel concetto dei due tipi di vedute: la prima è la “veduta da fermo”, che offre al visitatore numerosi punti di godimento visivo, là dove è sufficiente una sosta momentanea, come nei piccoli giardini di Sozhou, l’altra è“ veduta in movimento” che necessita di percorsi abbastanza elevati, come nei grandi giardini imperiali. La filosofia che muove sempre gli “architetti” dei giardini cinesi è l’armonia tra cielo e uomo. Lo scopo è il raggiungimento della pace e della serenità.
Il libro contiene 32 tavole, opera di Zhiyun, che illustrano il giardino Xu Yuan della contea Haiyan nella contea Zhejiang. Esiste anche una versione di un’altra casa editrice, senza tavole, ma con il testo originale a fronte.
“Giardino” nell’ideogramma cinese è un albero, probabilmente una conifera, racchiuso in un quadrato. Acquistalo qui, una piccola parte va a noi

“TRA FIUME E CITTA’ Paesaggi, progetti e principi” di Diana Balmori 2009 Torino BollatiBoringhieri Euro 35
Dalla Russia alla Cina, dalla Cina agli Stati Uniti d’America.
Diana Balmori, architetto paesaggista, che da vent’anni insegna alla State University di New York e alla Yale School of Architecture e dal 1999 è membro della commissione per la pianificazione urbanistica della Casa Bianca, è sempre stata interessata ai fiumi che attraversano le grandi città, d’altronde fino all’Ottocento esse venivano costruite sulle loro sponde o sulla costa del mare per favorire il trasporto, per l’approvvigionamento dell’acqua potabile e per l’irrigazione dei campi. Più tardi il trasporto per ferrovia e la costruzione delle autostrade ha soppiantato del tutto la principale funzione dei fiumi all’interno delle città, lasciando che si avviassero al degrado e
all’ abbandono, fino al punto che le persone quasi dimenticassero di vivere in una città affacciata sull’acqua. Diana Balmori ha dedicato quasi tutti i suoi progetti e le sue opere a ricucire questo strappo e a ripristinare la connessione, che è poi la congiunzione tra natura (fiume) e cultura (città).
Il libro è composto di otto capitoli, in ognuno dei quali l’autrice illustra uno per uno gli otto principi che sono riscontrabili nell’attuazione di tutti i suoi progetti. Essi sono: L’interconnessione tra città e fiume, la reintroduzione dell’eterogeneità, la dissoluzione dei limiti geografici, l’esposizione alle forze della natura contro l’isolamento, la reinvenzione di forme ecologiche, l’inserimento della vita urbana nei processi naturali, la mediazione nelle politiche urbanistiche e nell’ingegneria civile, le considerazioni estetiche e la rappresentazione dei progetti.
Mi piace finire questa presentazione con le stesse parole che lei usa per concludere il suo libro: “Dobbiamo riconnettere le città ai fiumi, affinché la natura possa tornare a prosperare e gli esseri umani ad abitare di nuovo il mondo in modo poetico”. Acquistalo qui, una piccola parte va a noi

Per ultimo, consiglio un libro di godibilissima lettura, anche per ragazzi. Un romanzo di formazione da tenere per un po’ sul comodino accanto al letto.

“LA MIA FAMIGLIA E ALTRI ANIMALI” di Gerald Durrel 1992 Milano gli Adelphi Euro 12
Gerald Durrel è un grande naturalista inglese. In questo romanzo autobiografico racconta la permanenza della sua famiglia nell’isola di Corfù, durata cinque anni, prima della seconda Guerra Mondiale. E’ la storia di un Paradiso Terrestre e di un ragazzo curioso che vi scorazza alla scoperta della natura. Grande humor inglese. E’ bellissimo e magico, ma si incomincia a sghignazzare dalla prima pagina. Per colpa di questo libro, una mia amica, schizzinosissima intellettuale, si è ritrovata a trascorrere nell’isola almeno una settimana, ogni primavera, ormai da venti anni. A rintracciare i luoghi descritti da Durrell. Acquistalo qui, una piccola parte va a noi

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