Il Centro culturale “piazza Elsa Morante” al Laurentino 38, XII Municipio

Progettista: Arch. Luciano Cupelloni e Gruppo di Progettazione (in fondo alla pagina)

Luogo: Laurentino 38, Roma

Committente: Comune di Roma

Superficie: ——–

Anno: 2010

Fotografie: Giulia Cupelloni

Dopo cinque anni di lavori, la periferia sud-orientale di Roma, nel quartiere Laurentino 38, ha un nuovo centro culturale, che mantiene la denominazione che l’area portava prima dell’intervento: “piazza Elsa Morante”. Il complesso, situato nel XII Municipio, è stato progettato e seguito nella realizzazione dall’architetto Luciano Cupelloni e dai suoi collaboratori. Cupelloni è un tecnologo e non certo un paesaggista, ma ha già avuto modo di mostrare come le sue architetture, segnate dalla esibizione in forma elegantemente diretta delle tecnologie che le compongono, possano colloquiare fecondamente con sistemazioni e materiali naturali. Suo è uno degli interventi pubblici più significativi del panorama romano recente, il Mercato dell’altra economia al Mattatoio di Testaccio, che essendo stato un esperimento innovativo, pluripremiato in sede internazionale, è ovviamente in pericolo di chiusura, tanto per non smentire la vocazione suicida di questo paese e questa città.
Perché mai trasformare una piazza in centro culturale? Perché la piazza non era mai stata tale, era piuttosto un grande parcheggio di circa due ettari, peraltro inutilizzato giacché posto al limite di un quartiere che di spazi vuoti ne aveva già molti. L’area era così stata riconvertita in piccolo autodromo: vi si svolgevano prove per esame patente e pericolose corse serali.
Se la sua funzionalità era incerta, non altrettanto si poteva dire delle sue potenzialità: la piazza confina infatti con la riserva naturale nella quale scorre il fosso dell’Acqua Acetosa. Questa sua collocazione strategica, aveva spinto la passata amministrazione comunale a scegliere proprio quest’area per uno degli interventi di riqualificazione del Laurentino 38, un quartiere che nel passato si univa immancabilmente all’aggettivo “famigerato”. Realizzato negli anni ‘70 come un quartiere modello di edilizia economica e popolare, il Laurentino 38 aveva seguito l’itinerario di degrado di altri quartieri; in questo caso a favorire il declino erano state soprattutto le strutture a ponte, gettate al di sopra delle strade del quartiere, che avrebbero dovuto contenere negozi e uffici. Mai utilizzate, queste strutture erano state progressivamente occupate da abusivi che ne avevano decretato la rovina e lo scadimento degli edifici adiacenti. La costruzione del Centro culturale è quindi stato un passo del generale programma di riqualificazione del quartiere, che ha visto anche l’abbattimento di molte delle strutture a ponte, ormai irrecuperabili.
Della piazza parcheggio è stato mantenuto e valorizzato l’unico elemento ambientale che la caratterizzava: un filare singolo di Pinus pinea ormai ben sviluppati, che danno la nota paesistica all’intervento, scandendo con le loro ampie chiome lo sviluppo lineare del lotto e la sequenza di padiglioni che formano il nuovo complesso.
Il centro culturale si sviluppa sul fronte della piazza rivolto al quartiere ed è articolato in tre diversi nuclei separati da spazi aperti; contiene una emeroteca, una mediateca, un laboratorio teatrale con una sala coperta per 192 posti e un’arena all’aperto per 300 persone. Fra gli edifici si insinuano la “piazza d’acqua”, principale accesso dal quartiere, il “boschetto” tra emeroteca e mediateca e la “piazza della multimedialità” tra mediateca e teatro. Per un quartiere che programmaticamente non ha un centro, il progetto propone non una piazza tradizionale ma una serie di piazze. Ognuna delle quali è segnata da grandi tralicci in acciaio – alberi tecnologici – di supporto agli impianti fotovoltaici ed alla comunicazione multimediale.
Alle spalle della quinta costruita dai tre nuclei del centro culturale si svolge l’area verde, delineata dal filare dei grandi pini che accompagnano una passeggiata che percorre l’intero lotto. Ai pini è affiancata una zona a prato, disegnata da una sequenza di ondulate collinette verdi; monticelli sferici che nella loro forma astratta richiamano l’idea di un paesaggio collinare, il quale funge da mediazione con l’adiacente riserva naturale. Un insieme che vuole evocare il carattere morfologico della ondulata campagna romana, dove lo spazio agricolo si alterna a quello selvatico e al costruito.
Tutto il complesso punta alla piena sostenibilità ambientale: gli edifici sono protetti dal caldo e dal freddo da sistemi passivi, utilizzano tecnologie evolute, materiali ecologici e foto catalitici che abbattono il CO2, producono energia pulita tramite sistemi fotovoltaici, accumulano le acque meteoriche per l’irrigazione del verde.
Il complesso, gestito dal Municipio, entrerà in funzione nei mesi prossimi.

Franco Panzini

Progetto e Direzione dei lavori
arch. Luciano Cupelloni
Gruppo di progettazione
Paolo Antonini, Stefano Catasta (strutture) Sergio Bottiglioni, Ricerca & Progetto (controllo bioclimatico) Francesco Bianchi (acustica) Carmelo Pagano, Andrea Garasi, Federico Pacchieri (impianti meccanici) Francesco Cattaneo (impianti elettrici e speciali) Alessandro Dellepiane (stime) Marco Astolfi, Anna Pietrantonio (sicurezza) Chiara Cagiano de Azevedo, Giulia Cupelloni, Gianluca Padula, Giorgia Piloni, Marta Salvatore, Ricardo Socas Wiese, Livia Tomiselli, Lucia Travaglini, Andrea Zinetti (collaboratori).

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Un pensiero riguardo “Il Centro culturale “piazza Elsa Morante” al Laurentino 38, XII Municipio

  1. in una piazza dove vivono tra via guido da verona e via gadda circa mile famiglie che bisogno c’era di costruire un nulla quando siamo senza mezzi pubblici che ci facciano uscire dal quartiere, ma solo navette, non ABBIAMO UNA FARMACIA UN PICOLO SUPERMARKET UN GIORNALAIO CHE CI CONSENTIREBBE DI AVERE GENERI DI PRIMA NECESSITA E DI SOPRAVVIVERE DIGNITOSAMENTE ANCHE PER CHI PURTROPPO NON GUIDA O NON PUO GUIDARE, , NON HA ABBASTANZA FIATO PER RAGGIUNGERE IL PRIMO STUDIO MEDICO UTILE IN QUANTO SITUATO AL TERMINE DI UNA SALITA DEGNA DI FAUSTO COPPI, COSI IL MERCATO DI VIA QUASIMODO SITUATO SU UNA SALITA DEGNA DI GINO BARTALI, MA TANTO A CHI IMPORTA, IMPORTANTE E SPENDERE SOLDI INUTLI E FREGARSENE DI CHI VIVE IN QUESTE CONDIZIONI DA CIRCA TRENTA ANNI ARRIVATO A 40 ANNI PIENO DI SPERANZE E GIUNTO A 7O ORMAI SENZA PIU SPERANZE .

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