Piazza Scipione Ammirato nel quartiere Appio-Latino

 

Progettista: Arch. Chialastri

Luogo: Appio-Latino, Roma

Committente: Comune di Roma

Superficie: 2000mq circa

Anno: 2008

Fotografie: Francesco Tonini

Cosa ne pensiamo: piazza semplice riuscita nella partizione degli spazi

 Chiudiamo la settimana con il primo articolo su uno spazio pubblico del IX Municipio. Ci troviamo in piazza Scipione Ammirato, nel cuore del quartiere Appio-Latino, territorio subito fuori delle Mura Aureliane edificato per la parte più antica tra la prima e la seconda guerra mondiale. La qualità di vita del quartiere è in parte vanificata dalla tessitura urbanistica piuttosto fitta, ma questo come altri quartieri di fine ottocento ed inizio novecento, possiede quel fascino che fa inorgoglire i suoi abitanti come veri cittadini di Roma.

Questo è quello che dice il sito del Comune di Roma a riguardo del quartiere:

Il IX Municipio comprende i quartieri Appio-Latino, Metronio e Tuscolano ed ha una superficie di circa 8 kmq in cui vivono un totale di circa 134.000 abitanti (v. tabella).
Il quartiere Appio-Latino nasce con il Piano Regolatore del 1909, redatto dall’ing. Edmondo Sanjust di Teulada, con confini ben precisi: le Mura, la Ferrovia e la zona archeologica dell’Appia Antica. Il quartiere previsto da questo Piano è incentrato sull’asse viario dell’Appia Nuova, con al centro Piazza dei Re di Roma, piazza a stella caratteristica del modello urbanistico francese. Nel 1931 viene votato nuovo Piano Regolatore che consente un massiccio aumento di volumi edilizi rispetto al Piano del 1909 ed infatti intorno alla metà degli anni Trenta la zona compresa tra Porta Metronia e la Ferrovia è quasi del tutto edificata. Negli anni successivi la storia urbanistica del nostro quartiere è una continua cronaca di costruzioni che si allargano a dismisura soprattutto lungo l’asse viario della Via Tuscolana. (…) Di notevole importanza e poco conosciuto e il Parco delle Tombe Latine, situato sull’antico tracciato della Via Latina (l’attuale Via Demetriade) e che conserva ancora l’aspetto originario.
Un discorso a parte merita il Parco della Caffarella, nel quale, alle preziose testimonianze archeologiche, si somma un notevole patrimonio naturalistico. Tutta l’area ha subito, di recente, uno straordinario intervento di riqualificazione, restituendo ai cittadini il piacere di una passeggiata tra verde e storia.

Questo è quello che è scritto sempre sul sito del Comune di Roma riguardo la recente realizzazione della piazza:

 L’idea di fondo che guida le scelte del progetto è quella di creare uno spazio di vita sociale a misura di quartiere, attraverso una parziale pedonalizzazione dell’area, che avverrà in due fasi e senza intaccare, anzi potenziando, la disponibilità di parcheggio, ad esempio tramite la realizzazione di sensi unici (…) Nella prima fase si chiuderà solo un lato della piazza, sperimentando in giornate particolare la chiusura alla viabilità dell’altro lato per verificare gli effetti sul traffico e, solo in caso di esito positivo della sperimentazione, si procederà con il secondo stralcio alla pedonalizzazione dell’altro lato. Le parti pavimentate costituiranno uno spazio in grado di ospitare spettacoli o attività rivolte in particolare ai bambini, anche con l’inserimento di sostegni verticali funzionanti da supporto per eventuali fondali teatrali o schermi cinematografici. (…) La forte presenza dei cinque platani secolari sarà valorizzata dalla creazione di aiuole che ne liberino le radici dal cemento e sarà integrata dalla piantumazione di 12 alberi “prunus” dislocati in file di quattro lungo tre fronti della piazza. I bordi curvilinei della piazza interna saranno costituiti da un ricorso in travertino che in corrispondenza delle aiuole formerà un sedile e, in corrispondenza del platano centrale, si raddoppierà in due sedute sovrapposte. La fontanella, in marmo travertino, avrà struttura conica e garantirà bevute differenziate per uomini ed animali. L’impianto di illuminazione sarà completamente nuovo considerando che attualmente la piazza usufruisce soltanto dell’illuminazione stradale, i nuovi lampioni verranno sistemati vicini le soste e garantiranno una luce diffusa in piazza.

Verificando subito le promesse con la realtà dei fatti, possiamo notare poche discrepanze che a nostro avviso non inficiano la qualità del progetto, come la fontana che non è in travertino ma solo un semplice nasone e purtoppo come le aiuole, che invece di valorizzare i platani presenti si prestano al degrado ed alla sporcizia.

Il progetto ci sembra comunque ben riuscito, soprattutto dal punto di vista della divisione degli spazi, che creano una non comune varietà di ambienti in una piazza di piccole dimensioni. Non bisogna dimenticare che la presenza dei begli esemplari di platano avrà messo a dura prova i nervi del progettista nel tentativo di consegnare un progetto efficace a livello planimetrico. La pavimentazione è semplice ma gradevole e funzionale. La consuetudine oramai affermata di giocare con strisce di travertino su pavimentazioni più scure come pietra lavica e peperino, acquista in questa piazza una valenza riuscita perché coordina le fughe prospettiche delle rispettive aree senza essere il solo punto di forza.

Per quanto riguarda gli arredi sembra tutto al posto giusto. Le panchine metalliche sono distribuite efficacemente e sono sostenute nella loro funzione dalla seduta curvilinea in marmo dei terrapieni di rispetto dei platani. Lampioni, dissuasori, cestini e rastrelliere per le biciclette, anch’essi in metallo, sono coordinati con le panchine fornite dalla stessa ditta e regalano un senso di ordine preciso al progetto. L’unica cosa che ci sembra fuori luogo sembrano i poveri Prunus, non perché siano posizionati male, ma perché nelle loro insulse dimensioni scompaiono a confronto dei platani, ma gli si può sempre dare il tempo di crescere.

Per quanto riguarda il rapporto con i palazzi circostanti, con il loro aspetto sobrio di inizio novecento ed il loro colore romano vero, dal giallo all’ocra, la piazza si pone in contrasto freddo ma deciso che non fa rimpiangere troppo soluzioni dal carattere latino. Dal colloquio con alcuni frequentatori dello spazio abbiamo rilevato più o meno le stesse valutazioni che abbiamo già riscontrato in altre recenti realizzazioni: la piazza piace, è molto utilizzata, ci vorrebbero più parcheggi. E si, il parcheggio è la prima preoccupazione dei romani….priorità sognata anche prima della possibilità di avere uno spazio pubblico sotto casa dove incontrarsi e far giocare i bambini.

A noi la piazza piace nella sua semplicità, a presto.

Francesco Tonini

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3 pensieri riguardo “Piazza Scipione Ammirato nel quartiere Appio-Latino

  1. io in quella piazzetta di p.zz.scipione ammirato ci sono nato e cresciuto ed era piu’ bella prima anche x la viabilta’.non sono contrario al futurismo ma certe cose secondo me vanno lasciate come erano.

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    1. Ciao Marco, noi purtroppo non conoscevamo la piazza prima dell’intervento, quindi non possiamo replicare alla tua affermazione. La nostra personale opinione è che la piazza non è mal progettata e dai colloqui con alcuni presenti che approfittavano delle panchine ci è sembrato che fossero abbastanza soddisfatti. Grazie del commento, siamo aperti a qualsiasi punto di vista.

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