Parco Fluviale Tevere Sud – Una opportunità reale #5

Eccoci arrivati all’ultimo articolo di questa serie. Se arrivate a leggerci solo adesso potete trovare tutti gli articoli qui.

In questo articolo parliamo delle aree del tratto finale del Tevere, quello che si getta nel Mar Tirreno, composto di brani naturalistici che senza esagerare potrebbero essere definiti poetici. A partire dalla parte più ad est dell’area di Bonifica, quella che si mescola con le potenzialità ecologiche del bivio di Capo Due Rami, il tratto terminale del Tevere sembra concentrare una incredibile quantità di attrazioni eco-turistiche.

Dobbiamo innanzitutto ricordare la ricchezza archeologica di questo territorio, comprendente le due testate principali degli scavi di Ostia Antica e di Porto Traiano. Le due aree archeologiche, di caratura internazionale, si pongono su di un asse nord-sud  che se idealmente tracciato segnerebbe l’antica linea di costa, essa stessa disseminata di reperti archeologici, che a sud porterebbe ad evidenziare un altro sito archeologico totalmente trascurato, la Villa di Plinio, posta sulla scomparsa litoranea chiamata via Severiana.

Dal punto di vista naturalistico e paesaggistico vi è invece una lista completa di luoghi caratterizzati da complesse interazioni interspecifiche: la suddetta Area Umida di Capo Due Rami, la pineta delle Acque Rosse e di Procopio, l’isola naturale nei pressi della foce, l’Oasi Lipu del Centro Habitat Mediterraneo e la Pineta di Castel Fusano (oramai sempre più incline a seguire il suo destino naturale, quello della trasformazione in Lecceta). L’importanza sociale di quest’ ultima, grande valvola di sfogo per migliaia di utenti e sportivi, va unita alla valenza di connessione ecologica con la Tenuta Presidenziale di Castel Porziano, la più vasta area di Macchia Mediterranea in Italia, che purtroppo e per fortuna non è accessibile al pubblico. Quello che salta agli occhi dallo schema delle aree ad alta valenza naturalistica, è che l’Area Umida dell’Oasi della Lipu assume il ruolo di cardine tra i due assi di connessione ambientale, quello della dorsale del Parco Fluviale e quello delle aree protette litoranee con direzione nord-sud.

Siamo quindi arrivati alla dimostrazione dell’importanza dell’eventuale Parco Fluviale Tevere Sud. Il Parco assolverebbe ad una pluralità di bisogni attraverso una molteplicità di funzioni: sarebbe porta di uscita da Roma e porta di entrata alle aree verdi della dorsale Tevere e della litoranea, amplificherebbe gli effetti benèfici della Rete Ecologica su flora e fauna, permetterebbe la pianificazione di un sistema paesaggistico coordinato e vario, aiuterebbe a difendere il territorio dall’affamato settore edilizio, aumenterebbe enormemente l’apporto economico della filiera turistica ed agroforestale. Insomma, il Comune di Roma potrebbe avviare con piccoli e mirati investimenti un simile progetto, prima che sia troppo tardi.

Francesco Tonini

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Un pensiero riguardo “Parco Fluviale Tevere Sud – Una opportunità reale #5

  1. Molto bene visto tutti, siamo stati lieti di aver accettato di queste informazioni interessanti.
    L’architetto Daniel Magliotti
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