Parco Fluviale Tevere Sud – Una opportunità reale #1

Di nuovo qui ad occuparci della Capitale e dei suoi spazi pubblici. Siamo tornati con una settimana di anticipo per trattare di un argomento che ci sta molto a cuore, quello del sistema paesaggistico del territorio che congiunge Roma ad Ostia, costituito da una successione di luoghi ad altissimo potenziale naturalistico che si adagiano nel bacino del Tevere sud, quello che va dal Raccordo Anulare sino a sfociare nel Mar Tirreno. L’opportunità offerta dal Tevere, mezzo di trasporto naturale di acque e di uomini, non è solo una possibilità, ma una realtà già presente che va ad aprire scenari paesaggistici unici da regimare ai fini della usufruizione da parte degli amanti della vita all’aria aperta e della natura. Grazie ad una serie di vincoli che insistono su questo territorio, da quelli idro-geologici a quelli paesaggistici, menzionando anche la non più recente costituzione della Riserva Naturale del Litorale Romano, nella quale cade gran parte del territorio che andremo ad analizzare nei prossimi giorni, l’ambiente ed i paesaggi tra Roma ed Ostia si sono conservati in uno stato dignitoso ad alto e medio valore naturalistico, protetti, almeno sino ad oggi, dalla incalzante e sempre più insistente speculazione edilizia che ha distrutto o modificato gran parte dell’Agro Romano che circonda la città.

Come dimostreremo con il materiale fotografico allegato agli articoli, date le già presenti potenzialità paesaggistiche e naturalistiche del territorio del Parco Fluviale del Tevere Sud, lo sforzo economico legato alla realizzazione di un simile sistema paesaggistico avrebbe la possibilità di concentrarsi solo sulla strutturazione, puntuale e lineare, di infrastrutture legate alla mobilità alternativa ed ad un servizio di trasporto pubblico/privato via fiume e via terra costituito da battelli  e navette elettriche. Sarebbe quindi opportuno mettere in evidenza le bellezze naturali dei vari ambienti con interventi minimi, per permettere ai cittadini di Roma ed agli eventuali turisti di usufruire ed apprezzare di luoghi unici a due passi dal Raccordo Anulare, e procedere quindi alla realizzazione di strutture ricettive poco invasive ed eco-sostenibili che possano creare un indotto economico legato al paesaggio, senza precedenti nella storia italiana. Di fatto il bacino di utenza dei luoghi, visto la vicinanza alla Roma ubana, sarebbe enorme. L’esperienza appresa dai disastri speculativi realizzati sul territorio italiano e dagli studi che si sono succeduti al fine di trovare un metodo di tutela e valorizzazione paesaggistica del territorio, ci suggerisce che l’unico modo di pervenire all’auto-conservazione di luoghi naturali così vicini ad una metropoli come Roma, è quello di legare i luoghi ad una utenza turistica ed ai servizi conseguenti, così da creare uno scudo economico contro speculazioni non compatibili con il Genius Loci dei luoghi.

Come evidenziato nella tesi Undertrees, il territorio del bacino sud del Tevere si presta anche ad altre attività eco-compatibili e non in contrasto con il turismo legate all’arboricoltura, alla filiera del legno ed alla bio-agricoltura, sistemi che creano ulteriore indotto senza distruggere il territorio. Saremmo lieti di pubblicare tesi ed idee relative alla causa del Parco Fluviale del Tevere Sud, al fine di creare un archivio di supporto, nel caso l’iniziativa vada al di là di una aspettativa di studio e divulgazione.

La prima parte che vi presentiamo oggi si sviluppa proprio intorno al Raccordo Anulare, dalla quale viene tagliata in due, ed è costituita dall’Area Umida Naturale dell’Ansa Morta di Magliana, un luogo magico che ci ha rapito per la sua bellezza. L’ansa morta presenta già tutte le caratteristiche necessarie per un eventuale turismo da campeggio e fungerebbe in maniera perfetta da portale di ingresso al futuro Parco Fluviale Tevere Sud, data la sua prossimità all’asse stradale del Raccordo. Nelle sue vicinanze sarebbe possibile realizzare un parcheggio di scambio ed ingresso al parco dal quale avviare anche l’eventuale capolinea dei servizi battello/navetta. L’arrivo dell’ultimo lembo della ciclabile del Tevere sud a pochi passi dall’ansa, prefigurerebbe anche la diramazione del sistema ciclo-pedonale ed escursionistico del parco.

Sono ben accetti commenti e suggerimenti. Iscrivetevi al gruppo FB Parco Fluviale Tevere Sud, e supportate questa idea se vi piace

Francesco Tonini

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7 pensieri riguardo “Parco Fluviale Tevere Sud – Una opportunità reale #1

  1. Sinceramente un parcheggio e ancora peggio, un campeggio devasterebbero la zona. Se quel posto è così bello e intatto è perché non se lo fila nessuno. Non troverete nè martin pescatori, nè aironi, nè nibbi, nè gheppi, nè nitticore nè nient’altro se comincia ad arrivarci la gente in massa. Spero che rimanga così, incontaminato, uno dei pochi luoghi non recintati dove gli animali possono stare tranquilli. Bocciata in pieno l’idea.

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    1. Ciao Sarah, grazie del commento. Ho visto che sei giovane e che forse non conosci le dinamiche della speculazione edilizia a Roma. Quel posto fa gola, per posizione e per caratteristiche e se non gli si conferisce una identità riconosciuta, qualcuno prima o poi riuscirà a costruirci. Nessuno, tranne pochissimi girovaghi, conosce quel posto. Tu ci sei stata? Se alla popolazione romana non viene data l’opportunità di vedere con i suoi occhi, non avvertirà mai il pericolo che li si potrebbe perdere qualcosa. E poi non sono sicuro che vi sarà mai turismo di massa, come dici tu. Stiamo parlando di un luogo alle porte di Roma con un grande valore paesaggistico ed ecologico. Con pochi, delicati ed attenti interventi si potrebbe permettere ai cittadini della capitale di comprendere le qualità del bacino sud del Tevere. L’esempio te lo da proprio l’Oasi Naturalistica della LIPU ad Ostia lido (di cui abbiamo parlato qui: http://wp.me/pQva8-qC ) un ottimo esempio di come si può preservare un luogo dall’aggressione edilizia. Forse un campeggio è una idea azzardata, ma non escluderei altre tipologie di indirizzo per permettere un turismo naturalistico.
      Ciao a presto.
      Francesco

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