“Fil verdi” per collegare in rete i giardini condivisi di Roma

Nei giorni scorsi, in un giardino del quartiere S. Lorenzo, si è svolta la prima “Festa dei Giardini condivisi romani” organizzata dall’associazione Filoverde. La location segnalata sull’invito era “Parco dei Galli”. Non lo conoscevo. Fidandomi della mia consuetudine col quartiere, delle sue piccole dimensioni e della cordialità dei suoi abitanti, non ho controllato le mappe on line prima di uscire, certa di trovare agevolmente, quella che credevo fosse un’area residuale che la popolazione chiamava parco per evidenziare, con ironia, l’urgenza di spazi verdi. Quanto di più sbagliato. Nessuno ricorda via dei Galli ed, una volta arrivata in quella via, effettivamente defilata, grazie alle informazioni di un forestiero I-phone munito, domando ai titolari di uno studio con affaccio su strada dove fosse il giardino, imbattendomi in una risposta di facce perplesse, certe dell’inesistenza del luogo. Proseguo allora qualche decina di metri, verso una piccola salita che sparisce dietro le chiome di due platani. Al di là di questa la strada finisce in un cancelletto, che apre un recinto, che contiene il Parco e la sua eccezionale dimensione. Più che un Parco un giardino segreto, brulicante di vita. I bambini fanno il bagno nudi in una piscina gonfiabile, il chiosco vende gelati, le mamme chiacchierano, alcuni ragazzi studiano sul prato, in un piccolo orto crescono pomodori e pare che nessuno se lo immagini di là dalla salita. Nonostante tutto sono in anticipo. Le ragazze di Filoverde stanno allestendo il buffet, ed io ho qualche minuto per intervistare Benedetta che mi spiega come sia nata l’associazione, tutta femminile, di Filoverde: un gruppo misto di filosofe, architette, che per vari percorsi individuali indipendenti, si sono trovate a vivere a Parigi in stretto contatto con la radicata, organizzata realtà locale dei tanti Jardins partagés cui associazioni di cittadini hanno dato vita col contributo tecnico ed economico del Mairie de Paris. Entusiaste dell’ esperienza, le ragazze hanno iniziato a studiare il fenomeno dei giardini condivisi a livello globale dai primi Community gardens di Losaida a NY city, ai giardini allestiti nei barattoli di latta delle favelas, per cercare di mettere a punto un modello da replicare anche a Roma. Qui l’associazione, inizialmente, si pone lo scopo di divulgare alla collettività informazioni sul fenomeno dei giardini condivisi, sensibilizzare e stimolare la loro costruzione da parte dei cittadini fornendo le conoscenze tecniche desunte dall’esperienza parigina e rendendosi punto di mediazione coi municipi.

Dopo le prime riunioni, dopo aver domandato un po’ in giro e ricevuto le prime mail di risposta le ragazze hanno avuto una sorpresa non meno grande della mia nel vedere che il Parco dei Galli c’era davvero e c’era da tre anni ed era un giardino condiviso perfettamente funzionante, ed a me ignoto, in un quartiere che presumevo di conoscere bene collocato in una realtà romana di giardini condivisi che, come paesaggista, davo per inesistente. Filoverde si è accorto che c’era una realtà latente, vitale e sconosciuta di giardini condivisi già formati. D’altronde la necessità vitale di spazio verde, sentita dall’uomo è un fenomeno archetipo, che pertanto si manifesta indipendentemente e spontaneamente nelle città di tutto il mondo. Da questa inaspettata rivelazione in poi, l’associazione ha affiancato allo scopo di rendersi promotrice della messa a coltura di nuovi giardini, quello di censire e mappare le realtà esistenti nell’urbe: sconosciute ai più e tra di loro, col fine di presentarle, le une con le altre ed alla città intera. Al fine cioè di creare una rete sinaptica di cellule verdi, capaci di scambiarsi informazioni, saperi tecnici, saperi acquisiti con la pratica, esperienze, di modo tale che le conoscenze di tutti possano essere trasfuse alle nuove realtà che, forti anche di questo, vogliano costituirsi. La rete si renderà promotrice anche di eventi simultanei, come questa prima festa, durante i quali tutti i giardini saranno teatro di feste, discussioni, attività didattiche, che li trasportino dalla dimensione locale a quella di fenomeno urbano, capace di presentarsi con una forza maggiore all’attenzione della pubblica amministrazione. Un primo esperimento pilota è stato condotto proprio durante la festa al Parco dei Galli. I cittadini intervenuti hanno attaccato dei post-it su una grande mappa di Roma, in corrispondenza delle varie realtà di giardini condivisi che conoscevano per esperienza diretta. Sono spuntati molti nomi tra cui il Giardino dell’utopia nel quartiere San Paolo ed il giardino condiviso di un lotto della storica borgata Trullo. Un primo invisibile “Filo Verde” ha già collegato quei post-it e quei giardini. Non possiamo far altro che complimentarci con le ragazze, augurargli un buon lavoro, promettere di presentare anche a voi questi giardini e tenervi informati sulla creazione delle nuove cellule verdi di questo vitale green filler che speriamo vada a riempire le rughe della città.

Serena Savelli

Per informazioni e contatti:

Progetto FiloVerde
Giardini Condivisi per la Sostenibilità in Città

Mail: progettofiloverde@gmail.com
pagina pubblica su facebook: FILOVERDE giardini condivisi per la sostenibilità in città
cell. 328.46.95.001
cell. 340.58.58.026

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