Piazza-Giardino dell’Acquedotto Alessandrino

Progettista: Maria Cristina Tullio, Daniele Dallari, Sandro Polci

Luogo: Alessandrino, Roma

Committente: Comune di Roma

Superficie: 4500mq circa

Anno: 2005

Fotografie: Francesco Tonini

Cosa ne pensiamo: piazza giardino affascinante e piena di soluzioni paesaggistiche

Lungo l’acquedotto Alessandrino, nei tratti che percorrono il VI ed il VII Municipio, negli ultimi anni si sono concentrati progetti e realizzazioni finalizzati alla valorizzazione di tale risorsa archeologica, per lungo tempo trascurata. Uno dei piu interessanti interventi è stata la trasformazione della piazza tra via degli Olmi e via Castelli, da squallido campo di periferia a piazza giardino strutturata ed accogliente.

La piazza, dominata sul lato nord da due imponenti segmenti dell’acquedotto, è di forma quasi quadrata e circondata prima dalla strada e poi a più ampio respiro da basse palazzine di origine spontanea, che non premono fisicamente sullo spazio destinato a piazza. La planimetria suggerisce un ordine geometrico con le alberature poste su assi nord-sud, a protezione dei percorsi associati ed a copertura dell’area più delicata destinata ad area gioco attrazzata. Oltre allo spazio dell’area gioco rettangolare posta a sud, gli altri spazi gerarchicamente rilevanti si evidenziano nell’area ovest più naturale con prato, bordure e sedute in legno, e nello spazio pavimentato quadrato, ludico e di aggregazione, che ospita anche una tecnologica fontana zampillante con led integrati per scenografie notturne.

I materiali sono delicati e ben coordinati: molto legno per i percorsi e le sedute, alcuni tratti di travertino e selciato interni alla pavimentazione in conglomerato colorato, e la sabbia presente oltreché nell’area gioco anche nell’area nord vicino all’acquedotto.

Gli arredi sono semplici: oltre alle sedute in legno con struttura in metallo, sono presenti dei cestini in metallo e dei lampioni biforcati slanciati sempre in metallo.

La vegetazione, nonostante sia sottoposta all’ordine planimetrico, è ricca di specie sia dal punto di vista dimensionale che da quello estetico-paesaggistico. Ad un isolato Quercus suber in posizione centrale si aggiungono filari di Platanus orientalis, Quercus frainetto, Tilia tomentosa, Pyrus spp. e Malus spp. Per quanto riguarda le aiuole/bordure, la vegetazione si fa ancora più ricca specialmente dal punto di vista cromatico: rose di varie specie, Agapanthus africanus, Acanthus mollis, Artemisia spp., Myrtus communis, Lavandula spp., Euonymus fortunei, Elichrysum italicum, Convolvulus spp., Narcissus spp., sono mischiati in opportune associazioni estetiche alle spalle delle sedute e di accompagnamento ai filari alberati.

Secondo i disegni, nella piazza è stato anche realizzato un chiosco-bar in legno e metallo sovrastato da una elegante pensilina, che secondo progetto avrebbe dovuto ospitare una attività commerciale che avrebbe avuto in carico la manutenzione dell’area. Purtroppo non conosciamo le ragioni per cui questa attività non abbia trovato un gestore e di questo ci dispiace molto, perché la piazza sta andando incontro ad un degrado che non ne preclude ancora l’utilizzo, ma sicuramente si rende ben visibile. Con nostro stupore abbiamo comunque potuto constatare che le aiuole ed il prato subiscono una manutenzione di livello sufficiente ad evitare che perdano la forma originaria.

Ci è piaciuta molto questa piazza giardino nella quale si nota sicuramente una mano progettuale sapiente, che ha saputo ben coordinare un ordine umano con la naturalità e la storia di Roma ed ha saputo attivare un processo di rigenerazione dei fronti edilizi circostanti. Da tutte le sedute è possibile godere lo scenario dell’Acquedotto, spettacolo permesso dall’ampia fascia di rispetto visivo garantita dal sacrificio di ombra. La sensazione in effetti è quella che la piazza nel lato nord manchi di tridimensionalità per mancanza di quinte alberate, a vantaggio dell’asse visivo nord-sud. Sicuramente le alberature presenti di diversa grandezza, una volta giunte a maturità, sopperiranno questa sensazione vacante che non compromette comunque una piacevole percezione dello spazio.

L’unico appunto negativo è dato dal parziale isolamento di questo luogo, la cui intimità andrebbe collegata tramite la prevista ciclabile al vicino parco di Tor Tre Teste, ed agli altri spazi pubblici realizzati in onore dell’Acquedotto Alessandrino.

Francesco Tonini

 

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3 pensieri riguardo “Piazza-Giardino dell’Acquedotto Alessandrino

  1. Il migliore esempio di equilibrio verde/spazio urbano visto finora a Roma. La fontana è stupenda. Bellissima la scelta degli alberi e delle piante così come i sedili rustici che contornano tutta la piazza. Ma quello che mi ha reso felice sono i due pannelli illustrativi che specificano il nome delle essenze vegetali (piante e alberi) con una precisione e rispetto della nomenclatura botanica. Questa piazza non ha solo una valore cittadino ma anche internazionale. Decentrare, portare le persone dal centro alla periferia è impresa difficile. Si può fare però solo quando la qualità di quello che si offre è alta. In questo caso la proporzione degli spazi, la fontana con i resti (storici e veri) dell’Acquedotto Alessandrino, l’odore di erba fresca del vicino Parco di Tor Tre Teste, ci portano in questa piazza a respirare un’aria da vecchia Roma. Sabato 16 Luglio 2011 dalle 20 in poi ci incontreremo proprio per far vivere questa piazza insieme al gruppo di Respiro Verde e a tutti gli amici degli alberi.

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