Il Parco dei Fumetti di Torrino-Mezzocammino: la Porta di Corto Maltese

 

Progettista: Salvatore Dierna, Marco Strickner, Massimiliano Di Pasquantonio

Luogo: Torrino-Mezzocammino, Roma

Committente: Consorzio Unitario Torrino Mezzocammino

Superficie: 40000mq circa

Anno: 2010

Fotografie: Francesco Tonini

Cosa ne pensiamo: Area verde attrezzata promettente

 

Abbiamo già fatto vedere un primo video di approccio al nuovo comprensorio di Torrino Mezzocammino, un cantiere di dimensioni sufficienti per essere considerato un vero e proprio nuovo quartiere, situato tra Cristoforo Colombo, via del Mare e il lato esterno del Raccordo Anulare. L’area occupata dalle attività del consorzio è talmente vasta da dover essere percorsa in auto per andare da un capo all’altro, ma in alternativa sarà anche possibile utilizzare la pista ciclabile del comprensorio, indipendente dalla viabilità carrabile, che si snoda in una rete di servizio sorprendente per la capitale (l’unica altra pista ciclabile di quartiere che conosciamo di tali dimensioni è quella di Dragoncello).

L’area che abbiamo visitato è l’unica già aperta al pubblico ma fa parte di un sistema verde che permea il quartiere garantendo una superficie a parco di ben 450000mq circa (45 ettari). Simili superfici di parco attrezzato sono localizzate in altri quartieri sud di Roma, come il Laurentino, il Trullo e il Torrino, ma in questo caso la superficie assume una valenza particolare data la bassa densità abitativa: i palazzi non sono né a torre come quelli del Laurentino, ne ravvicinati come quelli di Spinaceto o del Torrino entro raccordo. Probabilmente questa particolarità porterà un valore aggiunto al quartiere con conseguente prezzo elevato degli immobili, durissima legge del mercato a Roma.

L’accesso all’area verde è sottolineata da una pensilina affiancata da un muro, sul quale è appoggiata una targa che lo identifica come la Porta di Corto Maltese. Come abbiamo già ricordato nell’articolo di piazza Andrea Pazienza (fumettista), il quartiere è tutto dedicato ai personaggi ed ai protagonisti del fumetto italiano. A livello planimetrico l’area è stata contrassegnata con la sigla V5, ha una vaga forma di rettangolo schiacciato ed è terza in ordine di grandezza nel comprensorio. I percorsi pedonali e la pista ciclabile sono stati progettati per sfruttare la pendenza del terreno verso il fosso di Mezzocammino e creare andamenti segmentati per i primi e sinuosi per la seconda.

A parte la zona di accesso ampiamente pavimentata con più materiali che compongono forme geometriche, la maggior parte del parco è coperta da superfici a prato. I materiali della pavimentazione sono principalmente mattonelle da esterni grigie e rosa, asfalto colorato per la ciclabile e cemento colorato per i percorsi. Gli arredi si ripetono periodicamente lungo i percorsi: delle gradevoli pensiline in metallo smaltato bianco e legno chiaro scandiscono aree di sosta piacevoli, alcune panoramiche e protette da muretti in tufo, mentre robuste sedute in peperino sono disposte in assi paralleli presso l’ingresso e più irregolarmente nel resto del parco. Completano le attrezzature varie aree a gioco pensate per tutte le età, tra cui spicca per dimensione la pista di pattinaggio. Non manca anche un percorso atletico pronto per l’allenamento dei futuri abitanti del quartiere, che potranno anche usufruire di un campo da basket e di una piscina ubicati nella parte più bassa. L’illuminazione è invece concentrata nella parte alta vicino alla strada dedicata a Bonelli, su cui è anche presente uno spazio riservato ai cani. Alberature di più specie sono disseminate sul terreno in numero generoso, ma non sono al momento rilevanti nello schermare il caldo sole mediterraneo a causa della loro giovinezza.

Nonostante il parco non sia innovativo dal punto di vista progettuale, penso che chiunque avrebbe piacere di poter utilizzare una simile area verde attrezzata nei pressi della propria abitazione. Il quartiere sembra avere le caratteristiche di un ibrido, disegnato sia a misura d’uomo che a misura di automobile, al quale potremo dare un giudizio solo in futuro, quando avremo modo di intervistarne gli abitanti e comprendere le dinamiche di vita che si evidenzieranno.

Francesco Tonini

 

 

 
 

 

 
 
 
 

 

 

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