Primavalle: il parco di via Alessio Ascalesi

 

Progettista: D. Cavezzali, M. Cimato, F. Trinca con: I. Pizzetti, E. Consolazione

Luogo: Primavalle, Roma

Committente: Comune di Roma

Superficie: 22000mq circa

Anno: 2009 (aperto ma non completato)

Fotografie: Francesco Tonini

Cosa ne pensiamo: parco con superficie pavimentata attrezzata di qualità

 Primavalle è stato un quartiere molto difficile nel passato di Roma. Negli ultimi due decenni il comune di Roma si è interessato al recupero delle aree periferiche ed alcuni interventi si sono concentrati anche su Primavalle, che sta lentamente lasciando la caratteristica di borgata per acquisire una connotazione di quartiere dignitoso completo di servizi.

Il quartiere fu una delle borgate più interessate dal trasferimento in massa dei residenti del tessuto medievale, abbattuto per la realizzazione delle grandi arterie del centro storico previste dal PRG del 1931. L’insediamento inaugurato nel 1939 si sviluppò lungo l’asse che collega le due piazze principali: Piazza Clemente XI e Piazza Capecelatro.
Il periodo di maggior sviluppo edilizio del quartiere fu nel decennio 1961 – 71 aiutato dai primi interventi di edilizia economica e popolare previsti dalla legge n.167/62. Nella zona nord del quartiere si avviarono fenomeni di sviluppo edilizio spontaneo che determinano una carenza strutturale di spazi d’uso pubblico ed un tessuto viario irregolare. Il nucleo originario di Via Borromeo andò sempre più ad assumere un ruolo di centralità e di identità nei confronti delle aree limitrofe. Tra il 1982 ed il 1988 avvenne l’edificazione di Quartaccio. La morfologia del terreno e le poche infrastrutture per la mobilità hanno portato ad un isolamento forzato dell’insediamento che si riflette anche nella scarsa dotazione di attività commerciali.

Il parco di via Ascalesi è stato realizzato all’interno del Contratto di Quartiere Primavalle e Quartaccio. Per quanto riguarda la descrizione, citiamo il testo preso dal sito dello studio “A&P Architettura e Paesaggio”  fondato da Ippolito Pizzetti, scomparso nel 2007, assieme a Andreola Vettori, all’arch. Flavio Trinca e all’arch. Emanuele Von Normann:

La vasta area è compresa tra via Ascalesi, via Casanante, via Aleandro, con esclusione della zona occupata dai campi sportivi, includendo la zona dell’attuale vivaio. Assumendo via Ascalesi come asse longitudinale di riferimento, tutto il progetto dell’area è costruito sulla base di una maglia geometrica che ripropone il ritmo degli edifici pubblici lungo lo stesso asse stradale. Questa maglia di riferimento crea un ritmo segnalato dalla collocazione dei lampioni e della scultura, sulla base del quale sono disegnate le altre geometrie progettuali. Lungo via Ascalesi le fasce pavimentali in cemento colorato identificano tre diverse aree unite dai tracciati geometrici di costruzione che proseguono da una zona all’altra creando dei piani lievemente inclinati per adagiarsi alla morfologia del terreno a colorazioni alterne ed andamento longitudinale. Sul sistema delle fasce colorate si innesta quello delle siepi che si vanno in parte a sovrapporre alle fasce segnando il passaggio tra le pavimentazioni e le superfici erbose, o rivestite in tavolato ligneo, poste a cavallo della grande rampa centrale di accesso all’area del parco, di forma trapezoidale, rivestita in cordoli di cemento alternati a fasce erbose (cemento-prato). All’angolo tra via Ascalesi e Via Casanante sono collocate le due grandi superfici della piazza quadrata e della cavea segnate solo dal ritmo dei lampioni e della scultura e collegate dalla passerella lignea a cavallo della fontana.

In pratica su di un’area piuttosto vasta di forma rettangolare sono stati distinti due sistemi dialoganti, quello delle piazzette attrezzate che si susseguono ritmicamente lungo via Ascalesi e quello del parco, un sistema verde che segue l’andamento del terreno degradando verso via Aleandro mediante un sistema di percorsi pedonali, in cui le diverse passeggiate confluiscono in un belvedere che si affaccia su scarpate verdi coperte da cespugli mediterranei, proprio al di sopra di via Aleandro.

 Gli arredi sono spartani ma eleganti: a delle semplici panchine in travertino se ne alternano delle altre con l’aggiunta di un sedile in legno. Queste dialogano visivamente con le generose pensiline con telaio in metallo zincato, su cui si arrampicano a volte dei giovani glicini che con il tempo si allargheranno per schermare il sole più efficacemente. Come schermante, altre pensiline presentano invece delle doghe di legno poste verticalmente. La pavimentazione è costituita da un continuo rincorrersi di mattoni in cls, conglomerato cementizio colorato e travertino. Una completa area gioco è disponibile sul lato est. Lampioncini e cestini sono distribuiti equamente su tutta l’area di intervento.

La vegetazione è composta da alberature già presenti prima della realizzazione ed altre piantumazioni di progetto. Già presenti erano i Cedrus sul lato ovest ed alcuni Ficus carica recuperati e sparsi lungo il parco. Le nuove piantumazioni riguardano delle Sughere nella zona a parco, dei Morus alba nelle aree pavimentate in travertino, gli Acer campestre lungo via Ascalesi, i già menzionati glicini e delle siepi trasversali composte da più specie. Vaste aree sono coperte da pratino all’ inglese abbastanza curato. Sul fianco del belvedere verso via Aleandro sono invece presenti specie cespugliose mediterranee.

Abbiamo avuto la possibilità di intervistare alcuni abitanti del quartiere che sembrano per la maggior parte entusiasti del parco. Qualcuno ci ha espresso la paura che il decoro attuale possa venire meno velocemente a causa della mancanza di manutenzione o dei vandali, ma per il momento il parco sembra ancora in ottime condizioni. Non potrebbe essere altrimenti perchè alcune parti verso via Aleandro sono ancora in realizzazione, ed anche perchè il parco è stato aperto ma non ancora ufficialmente inaugurato.

Personalmente credo che il parco sia ben fatto e che segua un progetto contemporaneo redatto da professionisti intelligenti. La tipologia dei materiali utilizzati è economica ma viene fatta giocare in maniera interessante con la vegetazione. Se posso avanzare una critica riguarda la presenza forte dell’albedo dato dalle superfici quasi tutte molto chiare. Appena il sole colpisce le superfici diviene quasi impossibile tenere gli occhi aperti. Sicuramente l’effetto è amplificato dalla giovinezza delle nuove alberature che appena raggiungeranno una forma matura mitigheranno meglio questo effetto.

 

Francesco Tonini

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