Resoconto della conferenza sulla High Line di New York

 

Presso la casa dell’architettura si è svolto ieri 27 aprile 2010 una conferenza sponsorizzata dall’AIAPP centropeninsulare sulla High Line di New York. Il progetto è stato illustrato da Robert Hammond, co-fondatore e direttore esecutivo degli amici della High Line, persona giovane e piena di energie. Si è prestato per la traduzione l’arch. Marco Antonini.

Il progetto della High Line fa subito venire in mente la meno recente e più conosciuta Promenade Plantée di Parigi realizzata nel 1993 e che ha riscosso un buon successo di pubblico e di critica.

Hammond si è affrettato a dire che nonostante la Promenade parigina sia stata presa come riferimento generico, non è stata però l’esempio a cui si sono ispirati.

Tecnicamente la High Line, una vecchia linea ferroviaria per trasporto merci che attraversa per alcuni chilometri New York, fu abbandonata alcuni anni orsono e stava per essere demolita dall’ex sindaco Giuliani. Constatata la potenzialità di questo spazio lineare, Hammond e pochi altri hanno iniziato una battaglia per evitarne l’abbattimento e cercare idee per valorizzare questa linea storica.

Sulla superficie della High Line intanto, si era formato uno strato di vegetazione spontanea gradevole e tutt’altro che trascurabile, che aiutava ad immaginare un futuro verde al servizio della città per questa struttura.

La trasparenza è stata la chiave di tutta l’operazione High Line:

  • un primo concorso di idee aperto a “tutti” fu bandito nel 2004 e sponsorizzato più largamente possibile per riuscire ad ottenere visioni progettuali uniche
  • la pubblicizzazione del concorso fu effettuata tramite i media in modo da non intaccare le già cospicue risorse economiche
  • raccolti fondi sufficienti un secondo concorso internazionale è stato bandito ed ha visto quattro finalisti tra cui Zaha Hadid, Steven Holl e Terragram, ma ha visto vincitore un landscape architect, il paesaggista James Corner di Field Operations che non ha cercato una operazione di ricostruzione, ma ha rispettato il luogo donandogli una dimensione dinamica.
  • l’operazione è stata subito legata ad un progetto di fattibilità economica che doveva vedere suddivisa la spesa al 50% tra pubblico e privati. Di conseguenza la realizzazione doveva assicurare introiti più alti dei costi. I dati della parte realizzata parrebbero confermare ottimisticamente questo obiettivo.
  • Una volta vista la serietà del progetto il nuovo sindaco Bloomberg si è associato nella promozione dell’operazione.

La prima fase della High Line è stata quindi realizzata con successo e si prevede che la seconda sarà ultimata entro il 2010 e, dalle fotografie, sembra che la prima fase sia veramente ben riuscita.

Nella parte finale della conferenza Hammond ha proposto delle idee per riuscire a far vivere meglio il nostro fiume. Basandosi sulla ricerca di William H. White sulla vita sociale degli spazi pubblici, ha proposto semplicemente di offrire la possibilità di lasciar gestire ad avventori casuali uno spazio fornito di sedute libere sulla banchina del Tevere. Alcuni esperimenti di questo tipo effettuati in spazi di New York, hanno dimostrato che il lasciare alle persone di gestire uno spazio ne permette una appropriazione mentale che li invoglia all’utilizzo. L’idea a parere mio è un po’ pazza, ma è sicuramente interessante il concetto a cui è legata.

Francesco Tonini

il video è la registrazione audio della conferenza corredata di foto, è quindi molto lungo

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