Magliana: piazza Fabrizio De Andrè

 

Team di progettazione

 

  • arch. Marcello Piras
  • arch. Stefano Vallini
  • arch. Gregorio Santilli
  • Elena Muraro
  • Francesco Mossa
  • Flavio Fiorucci
  • Eleonora Traina
  • Michele Lo Cascio

 

Luogo: Magliana, Roma

Committente: Comune di Roma

Superficie: 5000mq circa

Anno: 2002

Fotografie: Francesco Tonini

Cosa ne pensiamo: intervento interessante di riqualificazione urbana

Il quartiere della Magliana evoca ricordi lontani di degrado, problemi sociali e delinquenza. Gli interventi per porre rimedio ai problemi della periferia romana sono stati attuati anche in questo quartiere, i cui spazi pubblici sembravano abbandonati all’aggressione selvaggia delle automobili delle migliaia di abitanti dei “palazzoni”.

Piazza Fabrizio De Andrè, prima della sua realizzazione finanziata all’interno del programma Centopiazze, era anch’essa territorio di nessuno accerchiato dalle alte e minacciose facciate del quartiere. Nel gennaio del 2002 la situazione cambiò radicalmente con l’inaugurazione dello spazio pedonale, oggi largamente apprezzato dagli abitanti del quartiere. La piazza è di forma rettangolare e si presenta come un dosso con apice vicino al suo centro, a formare due dolci pendii pavimentati sull’asse maggiore. I lati corti a livello strada possono essere considerati gli accessi principali, liberi da limiti fisici e visivi, mentre i lati lunghi sono schermati da muri di contenimento. Proprio ad inizio 2010 sui muri sono stati dipinti dei murales opera dei cinque artisti vincitori del concorso GrafitArte De Andrè (Alessandra Carloni, Stefania Eucalipti, Maria Chiara Orsini, Francesco D’Alessandro, Alessandro Morino) che si sono ispirati alle canzoni del cantautore (da “Il suonatore Jones” ai baci di “Bocca di Rosa”, da “Geordie” al mare dove “Le acciughe fanno il pallone”, fino a “La città è vecchia” e “Volta di carta”. Mancherebbe un murales a ricordo di “La guerra di Piero” non realizzato). La pavimentazione è semplice, in cemento colorato tagliato da strisce di travertino che forse diffonde troppo l’albedo.

L’arredo è definibile contemporaneo. Alti lampioni metallici dominano la piazza dove sono poste panchine con corpo in acciaio e sedute in doghe di legno. A queste si affiancano pali in acciaio che servono da supporto a rampicanti che definiscono piccoli spazi intimi. Tra questi rampicanti sono sparsi i giochi per bambini. Infine ben dieci fontanelle affiancate su di una parete di griglia zincata tipo Keller permettono di dissetarsi.

La vegetazione è essenziale e gradevole. Nei marciapiedi esterni sono piantati dei Prunus pissardi mentre all’interno della piazza si trovano Tilia cordata, Quercus ilex, Acer saccharinum e i rampicanti di Rosa banksiae e Hedera helix

Le persone intervistate, tutte molto disponibili e gentili hanno evidenziato due problemi a parere loro: le sedute che avendo lo schienale in acciaio tendono ad essere bollenti l’estate e ghiacciate di inverno e la coordinazione alberature/sedute che non garantisce ombra nei momenti opportuni. Gli intervistati hanno anche esposto il desiderio di avere una superficie maggiore a prato additando la durezza dei materiali utilizzati, in primis il cemento. E’ stato però evidenziato dagli stessi avventori che la piazza è sempre pulita, anche grazie al non utilizzo dell’erba e che le panchine sono facilmente pulibili e mantenibili grazie all’acciaio.

Complessivamente la piazza sembra veramente ben riuscita e adatta al quartiere, segno di una progettazione che ha lasciato poco al caso, e l’abbellimento recente con i murales ha aggiunto l’unica cosa che mancava, un po’ di colore.

Francesco Tonini

 
 
 
 
 
 

 

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