Largo Amba Aradam

foto del 1997 

Luogo: San Giovanni, Roma

Committente: Comune di Roma

Superficie: 2000mq circa

Anno: 1996

Fotografie: Francesco Tonini

Cosa ne pensiamo: piccolo spazio triangolare in difficoltà

Largo dell’Amba Aradam è un esempio emblematico del tentativo di riqualificazione di piccoli spazi pubblici negli anni ’90. Questo spazio dalla dimensione insignificante, schiacciato tra palazzi otto-novecenteschi e tra due strade molto trafficate come via della Ferratella in Laterano e via dell’Amba Aradam, fu uno dei primi ad essere appaltato dall’Ufficio Cento Piazze che ne acquisì il progetto già in fase avanzata subito dopo la sua costituzione nel 1995.

La volontà di strappare a dubbi avventori e senza tetto uno spazio quasi ignorato è suggerimento della giusta vicinanza che le amministrazioni dovrebbero tenere dai cittadini. Del resto una capitale come Roma non potrebbe permettersi di ignorare la progettazione di spazi appartenenti allo storico primo Municipio. Come cittadini e come dottori in Architettura del Paesaggio non possiamo comunque esimerci dal dare una valutazione su questo spazio, naturalmente attingendo alle sensazioni che abbiamo provato visitandolo.

Analizzando la planimetria il largo presenta forma di triangolo isoscele fortemente schiacciato che deve aver posto difficoltà nella progettazione. Il problema è stato affrontato disegnando uno spazio ellittico molto schiacciato, che si potrebbe definire a forma di occhio, pavimentato con mattoncini di cotto. Al centro dell’area pavimentata, come una pupilla, risiede una vasca circolare che dovrebbe ospitare una fontana-sarcofago degli anni ’30 del novecento e che è stata momentaneamente rimossa per i lavori della Metro C.

La punta a sud-est, quella più esposta al rumore, è stata protetta da terrapieni e vegetazione più densa a formare una stanza a cielo aperto con una seduta in muratura ed un altare di forma quadrata composto di sanpietrini e travertino.

La relazione con i palazzi circostanti è molto stretta, considerandone l’altezza e la vicinanza, e sembra ben armonizzata. Non bisogna dimenticare che la tipologia classicamente organica dello spazio e la scelta dei materiali è stata sicuramente influenzata dalla vicinanza delle mura Aureliane e di Porta Metronia.

Entrando nel largo si avverte dapprima una sorta di disorientamento dato dalla sua forma allungata e dinamica ma poi, verificata la simmetria dell’area, si prende confidenza immediata.

L’arredo è piuttosto comune, con le solite panchine in ghisa e legno e cestini di norma.

La vegetazione è complessivamente monotona ed insufficiente. Dalle nostre ricerche siamo venuti a conoscenza che il largo, nella prima impostazione era molto più rigoglioso di piante ad alto fusto, anche se contemplava le stesse specie: Pinus pinea, Albizia julibrissin, Cercis siliquastrum e Robinia pseudoacacia. Purtroppo quelle che hanno resistito di più sono le infestanti robinie, che attualmente sono le uniche ai bordi del grande occhio a garantire un poco di ombra. Fortunatamente delle siepi di ligustro abbastanza alte e dense riescono ad isolare almeno in parte lo spazio dalle strade adiacenti. Abbiamo potuto reperire una foto del 1997 che dimostra la maggiore e migliore distribuzione delle piante. In una foto del 2006, ripresa in occasione dell’intitolazione del largo al prefetto Umberto Improta morto quattro anni prima, la maggior parte delle piante ad alto fusto erano sparite.

In conclusione largo Amba Aradam non è nella sua condizione storica migliore e sembra aver perso gran parte del fascino della prima chiara impostazione, anche se non particolarmente razionale. Non è chiaro se si possa parlare di luogo con una identità definita, ma lo spazio è tuttora utilizzato per la sosta durante gran parte della giornata.

La verità è che se anche il più mesto spazio pubblico di Roma fosse parificato alla dignità di largo Amba Aradam con un semplice progetto in economia, la capitale sarebbe un città bella da vivere non solo per i turisti, ma anche per tutti i suoi abitanti.

Francesco Tonini

 

 
 
 
 
 

 

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Un pensiero riguardo “Largo Amba Aradam

  1. Non so a quanto tempo risale l’articolo….ma vorrei aggiungere che la maggior parte degli alberi furono abbattuti proprio in occasione dei lavori di sondaggio x la Metro e mai più sostituiti,in prossimità degli ingressi furono collocate delle coppie di piccole conifere (Tuye?) potate a cono ma alcune si sono seccate durante i lavori Metro e anche queste non sostituite,le siepi sono state danneggiate in più punti su via Amba Radam e all’angolo della punta sud-est e mai ripiantate!Che dire? Il fatto che il servizio giardini sia a poche decine di metri faceva ben sperare…..purtroppo rimane uno spazio verde poco curato,ma a Roma siamo nella norma!

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